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Get-Out: scappa dal razzismo

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4 minuti di lettura

Amore tra un uomo di colore e una donna bianca? Nel film di Stanley Kramer, Indovina chi viene a cena? il lieto fine è assicurato, ma in Get-Out non si può certo parlare di un “vissero per sempre felici e contenti”.

Primo film del comico Jordan Peele, Get-Out è un horror che punta dritto al cuore di un’America ancora razzista e fa centro. Candidato a ben quattro oscar (miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista per Daniel Kaluuya, e miglior sceneggiatura originale), Peele porta su grande schermo verità scomode camuffate da thriller.

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Caro, ti presento i miei

Rose e Chris sono una coppia mista ed è giunto il momento per Chris di conoscere i genitori di lei. La sua principale preoccupazione è di non piacere ai futuri suoceri, una classica famiglia bianca borghese, per il colore della sua pelle. Rose però lo rassicura dicendo che i suoi genitori non sono affatto razzisti, anzi: avrebbero votato per Obama anche per il terzo mandato.

Una volta lì Chris si rende conto a poco a poco che i genitori di lei, dopo un primo momento di finta gentilezza, sono molto più che razzisti: nascondo un terribile segreto da cui Chris dovrà scappare il prima possibile se vorrà mettersi in salvo.

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Il razzismo è ancora vivo ed è dentro di noi

L’obiettivo del regista è sicuramente quello di far notare quanto sia subdolo e pericoloso il razzismo nascosto dietro una maschera di finta tolleranza. Il film infatti punta tutto non sul razzismo manifesto, troppo facile da criticare e condannare, ma sul razzismo nascosto, a volte inconscio. L’atteggiamento troppo liberale dei genitori di Rose vuole essere un esempio di come questo tipo di mentalità sia in realtà un’ulteriore forma di razzismo basato sulla percezione di una diversità.  In questo senso il mostro è l’atteggiamento mentale, invisibile e difficile da sconfiggere.

ilcineocchio.it

Il nuovo social-horror

Se in Society di Brian Yuzna (cult assoluto del social-horror) i poveri venivano letteralmente inglobati e assorbiti da demoni-aristocratici, anche in Get-Out troviamo il tema del parassitismo di una “razza” sull’altra, ossia quella dei bianchi sui neri i cui effetti si vedono e continuano ancora oggi.

Nel film vengono chiamati in causa tutti gli stereotipi attributi agli afroamericani come ad esempio la prestanza fisica, attributo che nel film suscita l’invidia morbosa dei bianchi, disposti a tutto pur di appropriarsene.

Il film procede in una climax ascendente di scene che fanno intuire in modo sempre più marcato che qualcosa non torna nella famiglia di Rose. È proprio questo lento e graduale cambiamento che rende il film così scorrevole e accattivante, fino ad arrivare al finale esplosivo dove ormai tutti i segreti sono rivelati.

Jordan Peele dirige un horror dalle molte sfumature, sicuramente uno dei più interessanti degli ultimi anni. A renderlo davvero spaventoso è, oltre alla suspense, la consapevolezza che la strada verso un mondo post-razzista è ancora molto lunga e che il peggior mostro potrebbe essere anche la vecchietta della porta accanto.

Immagine di copertina: wired.com

 

Azzurra Bergamo

Classe 1991. Copywriter freelance e apprendista profumiera. Naturalizzata veronese, sogna un mondo dove la percentuale dei lettori tocchi il 99%.

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