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Ghostland – La casa delle bambole: Pascal Laugier colpisce ancora

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3 minuti di lettura

Sono passati 6 anni dal suo ultimo film I bambini di Cold Rock e 10 anni dallo scioccante, Martyrs, ma il regista Pascal Laugier torna più in forma che mai con il suo ultimo terrificante horror Ghostland – La casa delle bambole.

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Due sorelle Beth e Vera si trasferiscono con la madre in una vecchia casa ereditata dalla zia. E sarà proprio qui in questa casa piena zeppa di bambole antiche che si consumerà la tragedia: due pericolosi squilibrati faranno irruzione e tortureranno le due ragazze, trasformandole in bambole con cui giocare.

Ma non è la trama ad essere il fulcro del film, bensì come viene raccontata. Laugier infatti dosa sapientemente la narrazione dividendola su due piani narrativi: il presente e il futuro dove vediamo un’adulta Beth diventata una scrittrice di successo proprio con un libro autobiografico intitolato Ghostland. Ancora perseguitata dai fantasmi del passato Beth dovrà fare i conti con i suoi traumi di bambina…più vivi che mai.

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Il paranormale non è di casa

È bene specificare che il film non racconta una storia di fantasmi, né di bambole possedute. Ci troviamo davanti ad una storia più semplice e proprio per questo più terrificante: due psicopatici che truccano e seviziano le due ragazzine.

Un film che mescola verità e fantasia, mostrando poche scene di violenza, ma lasciando tutto all’immaginazione. I due aguzzini, veri e propri freaks che sembrano usciti dal peggior incubo di Tom Browning, incarnano un concetto di sessualità deviata che spaventa più del classico mostro sotto il letto.

Noi vediamo i visi martoriati delle ragazze e bambole fatte a pezzi con la fiamma ossidrica e da qui deduciamo tutto ciò che stanno subendo le due giovani vittime. I due carnefici vengono mostrati chiaramente solo alla fine e questo non sapere di preciso chi sono crea ancora più angoscia. La stessa angoscia che proviamo nell’intuire cosa sta facendo la mano dell’orco che si insinua sotto il vestito della bambola vivente Beth.

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Laugier ancora una volta ci spaventa con una storia malata di lucida follia. Sicuramente un film che impressionerà chiunque lo veda.

Immagine di copertina: thespacecinema.it

Azzurra Bergamo

Classe 1991. Copywriter freelance e assistente profumiera. Naturalizzata veronese, sogna un mondo dove la percentuale dei lettori tocchi il 99%.

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