I racconti di Yawp – Sessantanove (o “Dello smarchettamento Recensore-Autore”), di Francesco Mila

Te, ti spiego io come devi fare: semplice semplice; l’ufficio stampa di Pubbliconi ci manda l’ultimo lessico famigliare di Gina Grafina; tu lo leggi – o non lo leggi, come ti pare – googli la Gina Grafina e mi metti insieme un tremila battute, su romanzo e autrice.” “Ma non saranno pochine, per parlare di un romanzo che per giunta è candidato al Noto Premio? E non leggendolo, come le scrivo? Bisognerà pure che dica qualcosa…” “Esattamente come al liceo cacavi le due colonne e mezzo dall’estrattino dell’autore antologizzato riproposto per l’analisi del testo: come, appunto, quando vorresti espellerla ma non puoi: ti sforzi, inspiri, liberi aria e sfintere, poi quello che viene viene, anche se striminzita non ci interessa, si pubblica tutto e non si legge niente”. “Ma, scusa un momento – con tutto il rispetto per la Grafina e il suo venerabile Editore -, a me che mi frega di recensirlo? Non vanno già bene i racconti? Guarda che ne ho di belli…” “I racconti più avanti, per ora hai bisogno che il nome giri, e l’unico modo è dare il tuo gettone ai libri degli altri.” “Belli o non belli?” “Macché belli! Mica siamo a un corso di estetica! Quando si fa una marchetta, tutti i libri sono necessari, anche i brut… anzi, soprattutto i brut… se a pubblicarli è il Dottor Pubbliconi o il Cavalier Polizieschi. E se proprio sono illeggibili fai l’estetista: una sforbiciata alle sopracciglia e un po’ di belletto, tanto non è mica critica…” “Ok, ma così non ci perdo la faccia io? E poi, cosa guadagno? Soldi, manco a parlarne naturalmente…” “Ci guadagni che quando pubblichi Opera Prima con Microbini Noto Scrittore ricambia il favore. Ci guadagni che Noto Scrittore (in questo caso la Gina Grafina) accetterà di buon grado la tua presenza a corte, da pari a pari con Henry de Foca e Passeggero Fenòmeno. Soldi, figurati, mica siamo il Corriere; che poi, anche lì, il marchettaro arrivato è vizioso, foss’anche solo per abitudine… Adesso, facciamo le cose per gradi: l’ufficio stampa di Pubbliconi ci manda il pdf della Grafina. Tu lo leggi (o non lo leggi, cambia niente), spulci le altre marchette su Nicchia Rivista, fai un po’ il verso e non lesini sui paragoni – è importante che se un romanzo è famigliare come nel caso nostro ci ficchi dentro qualche antecedente nobile –; prendi spunto dalle fascette, compulsa il profilo Instagram della Grafina, e vedi quali copertine ha messo in vetrina; a Quasi Noto Scrittore e Quasi Nota Scrittrice questi giochini piacciono, e gli si può dire molto ma non che non siano riconoscenti. Tremila battute sono niente. Per farti capire: se il nostro dialogo fosse una recensione le avremmo già esaurite. Il passo successivo sono le interviste – anche per quelle è propedeutica la marchetta.”

Capisco.”

Non mi sembri convinto.”

Ma no, figurati. È solo che quei racconti…”

Te, sei sicuro di volere diventare Scrittore?”

Che domande!”

E allora ingoia la foglia. I racconti tienteli per il futuro semplice. Che ti pensi, che non ci siamo passati tutti dalle recensioni? Come pretendi di diventare Scrittore se poi non sei nemmeno disposto a smarchettare con una come la Gina? Poi, manco a dire che fosse brutta… Chissà che non ci scappa… Te, per caso sei frocio?”

“…”

Male. Un po’ di frociaggine in letteratura fa comodo.”

“…Ascolta, dammi retta, non importa se il romanzino non ti piace. Non piace a nessuno, figurati, e uno vale l’altro come quando vai a Hong Kong e ti sembra di fare lo slalom fra i cloni di Jackie Chan. Sono intercambiabili – i romanzini intendo. Dammi retta, stasera ti mando il pdf. Anzi, stavolta chiedo proprio il cartaceo, tu però promettimi che farai un tentativo. Me lo prometti?”

Farò una prova.”

Devi dire Te Lo Prometto.”

Te Lo Prometeo.”

Come?”

Ho detto Te Lo Pro…metto.”

È come cacare: tolto il tappo scende da sé.”

“…Tieni presente che nessuno ti punta la pistola alla tempia. Se non hai voglia me lo dici subito, si trova un altro più aperto, più open mind; nessuno ti obbliga a diventare Scrittore.”

“…Però, se posso – posso? – te mi pare che la vedi nel verso sbagliato. Come dire…? Hai presente quando hai la fregola di scopare con Ragazza Calda epperò avete finito i preservativi e Ragazza Calda si lamenta che il salto della quaglia o il salto della cavallina è aleatorio perché Ragazza Madre confidente Sua c’è rimasta fregata? Preservativi niente e distributori rotti e farmacie tutte chiuse per sciopero e l’unica aperta in Quartiere Distante e molta fregola che ad alzarsi dal letto finisce che Ragazza Calda poi si spegne e che tu ti trasformi in Ragazzo Solo. Allora che fai? Tale e quale le recensioni, vi combinate nella maniera che viene più comoda per entrambi. Certo uno dei due (solitamente tu) fa il rantolino un po’ prima, e certo pure che all’altro (solitamente lei) non resta che aspettare che anche tu finisca il lavoro.”

“…Ma alla fine ve la spassate entrambi, chi prima chi dopo che importa?”

“…Allora, ti mando ‘sto lessico della Grafina?”

È solo che adesso col racconto che ti di…”

Quante storie! Per quelli, fra una marchetta e l’altra ci sarà tempo.”

Francesco Mila

yawp
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