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Il fascino d’estate – i nostri consigli:
“Guida galattica per gli autostoppisti”
di Douglas Adams

5 minuti di lettura

ggpaGuida Galattica per gli Autostoppisti è il primo di una “trilogia in cinque libri”, come la definì l’autore stesso, Douglas Adams. Nato da una serie radiofonica, il romanzo vide la luce nel 1979 ed ebbe un immediato successo; a lungo si parlò di una trasposizione cinematografica, fortemente voluta anche dall’autore stesso, ed essa fu infine realizzata nel 2005. Ma Guida Galattica per gli Autostoppisti è decisamente un libro da leggere perché proprio nello stile dell’autore risiede la sua grande forza.

Il romanzo inizia quando uno dei protagonisti, Arthur Dent, una mattina si sveglia e decide di sdraiarsi davanti al bulldozer di fronte a casa sua: il mezzo, infatti, si trova lì per demolire la sua dimora e far posto a una nuova superstrada e Arthur, comprensibilmente, vorrebbe evitarlo. Quello che sta per scoprire è che, in realtà, tutto questo non ha più importanze perché la Terra sta per essere distrutta. A rivelarglielo è il suo amico Ford Prefect, che, anche se lo sembra, non è un terrestre, ma proviene da un piccolo pianeta nelle vicinanze di Betelgeuse. Di lì a poco, in effetti, la Terra viene distrutta, guarda caso per far posto ad un’autostrada iperspaziale che attraversi il nostro Sistema Solare. Gli unici a salvarsi sono Arthur Dent e Ford Prefect, grazie al fatto che quest’ultimo sa come chiedere un passaggio a un’astronave.

ggpa filmA questo punto per i due protagonisti inizia un viaggio nell’Universo alla ricerca della salvezza. Finiranno per imbattersi in una flotta composta da personaggi piuttosto eccentrici, come Zaphod Beeblebrox, un umanoide con tre braccia e due teste, che non riesce a spiegarsi che cosa lo abbia spinto a diventare Presidente della Galassia, a rubare un’astronave incredibilmente moderna e potente e a dirigersi su un pianetino sconosciuto. Ad accompagnare Arthur, Ford e Zaphod c’è la Guida galattica per gli autostoppisti, il libro più celebre di tutto l’universo, depositaria di tutto il sapere e di tutta la scienza. Anche se presenta molte lacune e notizie spurie, il libro è comunque un successo planetario per due motivi: primo, è economica; secondo, ha stampate in copertina a caratteri cubitali le parole «non fatevi prendere dal panico».

Guida Galattica per gli Autostoppisti è una pietra miliare della letteratura fantascientifica. L’Universo immaginato da Douglas Adams è ricco di personaggi particolari, assolutamente stupidi o incredibilmente crudeli, di macchine che, per quanto fantastiche, si avvicinano a ciò che oggi vediamo nella quotidianità e di luoghi strani e affascinanti. La storia è basata sull’assurdo e tuttavia riesce ad affrontare temi importanti e a far molto riflettere. Più volte, ad esempio, gli esseri umani vengono definiti come un popolo rozzo, ignorante e soprattutto menefreghista: «se non volete nemmeno prendervi la briga di interessarvi alle vostre questioni locali, peggio per voi», viene detto ai terrestri prima che il loro pianeta scompaia. Qui ci si riferisce alla costruzione dell’autostrada iperspaziale, ma si può facilmente intravedere una lettura più profonda.

Tutto questo è tenuto in piedi e arricchito da uno stile assolutamente unico, fatto di continue battute ironiche e trovate assurde e, proprio per questo, geniali. È impossibile descrivere il modo in cui Adams porta i suoi lettori a sorridere con il suo mondo surreale e, per questo, ne proponiamo un saggio in uno dei suoi pezzi più famosi: la descrizione dell’asciugamano.

«L’asciugamano è forse l’oggetto più utile che l’autostoppista galattico possa avere. In parte perché è una cosa pratica: ve lo potete avvolgere intorno perché vi tenga caldo quando vi apprestate ad attraversare i freddi satelliti di Jaglan Beta; potete sdraiarvici sopra quando vi trovate sulle spiagge dalla brillante sabbia di marmo di Santraginus V a inalare gli inebrianti vapori del suo mare; ci potete dormire sotto sul mondo deserto di Kakrafoon, con le sue stelle che splendono rossastre; potete usarlo come vela di una minizattera allorché vi accingete a seguire il lento corso del pigro fiume Falena […]; inoltre potete usare il vostro asciugamano per fare segnalazioni in caso di emergenza e, se è ancora abbastanza pulito, per asciugarvi, naturalmente».

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Silvia Ferrari

Classe 1990, nata a Milano, laureata in Filologia, Letterature e qualcos'altro dell'Antichità (abbreviamo in "Lettere antiche"). In netto contrasto con la mia assoluta venerazione per i classici, mi piace smanettare con i PC. Spesso vincono loro, ma ci divertiamo parecchio.

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