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Il potere logora anche chi non lo ha

7 minuti di lettura

Crisi, crisi e crisi!

E’ questa, oggi, la parola d’ordine per spiegare ogni male, per giustificare ogni stortura della società. Chi sono i colpevoli? Politici e banche!

 

Uomini, donne, vecchi e bambini parlano di crisi, di assenza di soldi, di botteghe sfitte e di povertà in aumento. Anche chi ha un’attività delocalizzata, ossia chi ha sfruttato questa economia globalizzata per spostare le proprie industrie da uno Stato in cui la manodopera ti costa 1500 Euro ad uno dove vale non più di 250 Dollari (a questo risparmio va poi aggiunto anche quello “ambientale”). Solo una piccolissima parte di questo risparmio viene speso in trasporto. Di chi è la colpa? Dei politici e delle banche!

 

Chi sa e potrebbe parlare solo di calcio al bar – o tutt’al più di curling in tempi di Olimpiadi Invernali come questi – oggi si scopre esperto in economia, politica e in diritto bancario (SIGNORAGGIO!!!). E’ solo una moda passeggera, forse fino al decennio successivo alla prossima guerra mondiale. E’ talmente una moda che anche Briatore va da Santoro a parlare di famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese.

Di per sé la crisi che stiamo vivendo è già una delle più gravi, se non la più grave, che la storia recente ricordi; la gravità della situazione indica pure una certa complessità del problema. Ma se a problemi enormi e difficili si danno soluzioni semplici e approssimative vuol dire che c’è qualcosa che non va.


Il continuo stato di indecisione, sospensione, paura del futuro rendono tutti molto più instabili; l’umore costante è rabbioso, proviamo un odio profondo verso tutto e tutti, un odio e una rabbia indefinite.

Questi sentimenti vengono guidati dai demagoghi – ogni epoca ha i suoi – che pilotano le masse dove vogliono. Ma bisogna fare molta attenzione quando si gioca con questi sentimenti, è facile perderne il controllo.

L’uomo è un animale da branco, e ogni branco ha necessità di avere un leader, un maschio alfa, che sia una guida per tutti e che dispensi gli altri dal ragionamento e dalla ricerca, che costano sempre una certa fatica. E così ci si accontenta degli slogan che arrivano dal maschio alfa.

Di per sé questo malessere si riversa automaticamente in chi ci governa; queste masse inferocite facilmente potrebbero farci rivivere qualche orrore del passato – che ricordiamo con cadenza annuale, perché ciò che fu non si ripeta un’altra volta, perché i nostri figli e nipoti non debbano vivere ciò che i nostri padri e nonni hanno vissuto.

 

Se la crisi è globale e tutto inizia dagli Stati Uniti, siamo sicuri che il problema sia dei nostri politici e delle nostre banche? Per quante colpe possano avere (ed hanno) si possono incolpare i nostri politici di una crisi mondiale?

Vorreste condannare un ladro di banane di omicidio! E’ colpevole ugualmente, che importa se si fa 30 anni di galera o solo un mese di arresti domiciliari o ai servizi sociali? Deve pagare, non importa quanto!

 

La facilità con cui si accetta la propria e l’altrui superficialità è ciò di cui tutti dovremmo avere paura. Ho meno timore di un futuro da povero rispetto ad un futuro guidato da persone che parlano di “rimedi” a questa nostra politica malata.

 

Siamo noi a votarla certa gente, non dimentichiamocene. Siamo noi a dargli questo potere quando saliamo sull’autobus senza timbrare il biglietto, quando facciamo annullare una multa da un amico della Municipale, quando lasciamo la macchina in doppia fila, quando chiediamo all’amico dell’amico di farci una bella raccomandazione per quel posto che tanto ci fa comodo, quando andiamo dai politici perchè ci aiuti ad avere contributi per questa o quell’inutile iniziativa, o ci metta in contatto con chi ha potere di darci una pensione di invalidità.

 

Libero Grassi, imprenditore ucciso dalla mafia nel 1991, vedeva nella “cattiva qualità del voto” la motivazione di una decadenza governativa. Si riferiva alla mafia, si intenda, ma il riferimento è attuale e, soprattutto, riferibile alla situazione odierna. “La cattiva raccolta del voto determina una cattiva democrazia. Dobbiamo perciò curare la qualità del consenso, la qualità del voto”.

 

Ecco, quel voto da curare siamo NOI, ogni singolo nostro voto. C’è da dire che è più facile una rivoluzione ad una vita più consapevole.

Il politico nasce dalla società, e la società siamo noi tutti. Nessuno escluso.

 

(George Carlin)

“C’è qualcosa di cui ormai sapete che non mi lamento: i politici.
Tutti si lamentano dei politici. Tutti dicono che fanno schifo [SIII]
Ma da dove la gente pensa che saltano fuori i politici? Cadono dal cielo? Si materializzano da un altro piano di realtà? Essi escono dalle città americane, dalle famiglie americane, dalle case americane, dalle scuole americane, dalle chiese americane, dalle ditte americane, dalle università americane e sono eletti da cittadini americani! Questo è il massimo che possiamo fare, gente. Questo è quello che abbiamo da offrire; è quello che il sistema produce. Spazzatura entra spazzatura esce.
Se voi avete cittadini egoisti e ignoranti otterrete governanti ignoranti ed egoisti.”

Redazione

Frammenti Rivista nasce nel 2017 come prodotto dell'associazione culturale "Il fascino degli intellettuali” con il proposito di ricucire i frammenti in cui è scissa la società d'oggi, priva di certezze e punti di riferimento. Quello di Frammenti Rivista è uno sguardo personale su un orizzonte comune, che vede nella cultura lo strumento privilegiato di emancipazione politica, sociale e intellettuale, tanto collettiva quanto individuale, nel tentativo di costruire un puzzle coerente del mondo attraverso una riflessione culturale che è fondamentalmente critica.

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