L’amore è negoziazione: «Coro degli amanti di Tiago Rodrigues»

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Per la prima volta in Italia e in italiano, Coro degli amanti è andato in scena al Piccolo Teatro Grassi dal 29 settembre al 18 ottobre. Scritto da Tiago Rodrigues, lo spettacolo è un dialogo a due che va ribaltare la sua stessa dinamica: l’uomo e la donna in scena non dialogano solo in un botta e risposta, ma spesso all’unisono.

Viene a galla, spiega Rodrigues, attraverso il coro quel principio di identificazione e distanza tipico delle relazioni romantiche.

La genesi del testo

Il regista e direttore del Festival di Avignone ha scritto questo testo quasi vent’anni fa, è il suo primo. In un sistema consumistico come quello teatrale contemporaneo, per Tiago Rodrigues approfondire una scrittura per vent’anni è un fatto anche politico per la sua resistenza a un’economia che punta sempre di più al minimo sforzo per un risultato appena soddisfacente nella maggior parte dei casi.

Il testo è stato concepito in francese, ma per la sua coralità non è possibile sovratitolarlo, pertanto si è deciso di esportarlo traducendolo nella lingua locale di dove andrà in scena e anche di affidarlo alla sensibilità degli attori (Isabella Ragonese e Francesco Alberici). Rodrigues-regista lavora molto con gli attori e va ad arricchire la drammaturgia anche con le loro sensibilità e esperienze, così da dare vita a una nuova creazione che però si inscrive nelle persone che lo interpretano. L’attenzione della regia in questo caso va verso la creazione di una immaginazione condivisa.

Il coro

Lo spettacolo racconta la storia di una relazione; è una di quelle che sono tanto specifiche da essere comuni. Ci spieghiamo: gli amanti narrano un amore imperfetto, fatto di alti e bassi, di abitudini dure a morire e di film mai arrivati alla fine. Nello specifico, marito e moglie non hanno mai finito di vedere Scarface perché si sono sempre detti «abbiamo tempo».

Con quel «abbiamo tempo» nella mente si dispiega davanti allo spettatore una tenera e e semplice vita familiare: due genitori, una bambina (solo raccontata) e le decisioni da prendere lungo una vita. La poeticità dello spettacolo sta nella sua semplicità: due sedie, un tavolino con una pianta e un bollitore e, ovviamente, nelle sue parole.

Le parole che i due amanti pronunciano non sono sempre le stesse, sia perché riferiscono i fatti come loro li hanno vissuti, sia come se effettivamente il ricordo sia labile e non possa essere restituito esattamente allo stesso modo. Ritorniamo a quel principio di identificazione e distanza sopramenzionato.

Foto di Masiar Pasquali

Gli amanti

Quello di Tiago Rodrigues è uno spettacolo di un’ora che abbraccia tutta una vita, e come scrive nel testo è impensabile poterlo fare perché «la vita è come la poesia, deve essere citata», non la puoi riassumere. Eppure, attraverso le parole di questo coro a due vediamo una vita dispiegarsi davanti a noi, forse non nei suoi specifici dettagli, ma nella sua quotidianità così vicina alla nostra.

Nelle ultime immagini, sia sceniche che testuali, lo spettacolo raggiunge il suo apice poetico e consegna agli spettatori un messaggio di tenera speranza. Tenera perché sensibile, viva, a tratti dolorosa che fa credere che possa esserci un modo di vivere l’amore sinceramente, senza troppe complicazioni, ognuno a suo modo.

Coro degli amanti di Tiago Rodrigues
al Piccolo Teatro Grassi dal 29 settembre al 18 ottobre
con Isabella Ragonese e Francesco Alberici

Marialuce Giardini

Diplomata al liceo classico, decide che la sua strada sarà fare teatro, in qualsiasi forma e modo le sarà possibile.
Segue corsi di regia e laboratori di recitazione tra Milano e Monza.
Si è laureata in Scienze dei Beni Culturali nel 2021

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