La rinascita del Giuditta Pasta di Saronno. Le «Radici» della stagione 26/27 affondano nel futuro

La stagione 2026/2027 punta su comunità, scuole, prosa, contemporaneità, danza e proposte per famiglie.
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Arrivato alla sua quarta stagione al Teatro Giuditta Pasta di Saronno, il direttore Andrea Chiodi vuole lanciare un programma che indaghi il senso di un teatro cittadino che affonda le sue radici nella comunità che lo abita. Non solo, ma con la conferenza stampa organizzata in modo da farci raggiungere facilmente in treno il teatro, mostra quanto in realtà Saronno non sia così lontana dalla nostra cara Milano.

Radici

Radici è il titolo della stagione 2026/2027: «Con Radici voglio anche segnare un momento in cui, dopo tre anni di Nuovi Sguardi, Immaginazioni e Riflessioni, è necessario affondare la proposta in maniera chiara, cercando di proporre un percorso sempre più plurale e per tutti ma pieno di senso e di proposta culturale, che credo siano gli elementi di un teatro pubblico della città».

Il desiderio è quello di «interrogare ciò che ci precede e ci costituisce: la memoria, le genealogie familiari, le eredità culturali e politiche, le tradizioni e i legami che continuano a dare forma al nostro presente. È un invito a riscoprire ciò che ci ha generato per comprendere meglio il presente e immaginare il domani».

Vicino alla comunità

Uno dei primi elementi fondamentali della stagione sono gli appuntamenti del progetto Teatro Educazione, attraverso il quale il teatro consolida i legami con le scuole della città. Il 18 novembre ci sarà un incontro dedicato a Sarfatti e Matteotti. Il 26 gennaio gli studenti approfondiranno Morte accidentale di un anarchico e il 23 febbraio sarà la volta di Riccardo III.

Il Teatro Giuditta Pasta si propone anche come nuovo spazio di ricerca diventando sede di residenze teatrali per le diverse compagnie e collettivi che ci saranno in stagione.

La prosa

Ecco quindi i titoli della stagione di prosa: Eumenidi di Serena Sinigaglia a ottobre sono seguite da un altro grande classico come Riccardo III con la regia di Andrea Chiodi e poi Sarfatti. Tutti drammi che vanno a esplorare drammi in tempi bui della storia umana. Il 2027 viene aperto da Erano Tutti miei figli prodotto dal Teatro dell’Elfo per poi tornare in Italia con Morte accidentale di un anarchico e Matteotti: anatomia di un fascismo.

«Per sempre» di Alessandro Bandini
Foto di Masiar Pasquali

Si arriva a chiudere la sezione prosa con La Reginetta di Leenane e, emblematico nella sua posizione al termine della stagione, Sulla morte senza esagerare del Teatro dei Gordi.

La contemporaneità

Anche in questa sezione della stagione il Giuditta Pasta mostra grande attenzione alla ricerca e alle giovani proposte. Il primo spettacolo è Underdogs del Collettivo Ruth, a cui segue l’anteprima nazionale de L’Uomo che brucia, una riflessione sulla fragilità dell’uomo contemporaneo. Sempre legato alla storia italiana del secolo scorso è lo spettacolo Sarfatti, diretto da Chiodi; anche qui, presente anche nella stagione del Teatro Fontana, c’è Il miracolo di San Sebastiano. Arriva dopo essere stato al Piccolo Teatro, Per Sempre di Alessandro Bandini, seguito infine da The End di Babilonia Teatri.

Non solo la contemporaneità della programmazione si mostra nella presenza di testi originali, ma anche nella sua attenzione alla danza, spesso bistrattata dai teatri cittadini a programmazione mista. Si celebrerà il centenario di Susanna Egri e sarà protagonista EgriBiancoDanza con gli spettacoli Scritto sul mio corpo e M’illumino d’immenso. Altra compagnia di punta del panorama italiano è AbbondanzaBertoni che porterà Femina a Saronno e infine la sezione di danza si chiude con il grande classico Lo Schiaccianoci per ritornare sempre a quelle radici che affondano nella tradizione del balletto.

«Femina» di AbbondanzaBertoni
Foto di Tobia Abbondanza

Per tutti i gusti

Ovviamente, come dice anche il comunicato stampa, le radici sono anche quelle tradizioni e conoscenze collettive che tutti condividiamo. Dunque nella stagione c’è spazio anche per gli show come quelli di Katia Follesa, Ale & Franz, Antonio Ornano e Pino e gli Anticorpi. Inoltre c’è spazio anche per la musica nella stagione, soprattutto nell’evento che caratterizza il teatro che è il Concorso internazionale di canto lirico Giuditta Pasta.

Ultima proposta, ma non per importanza, è quella del Teatro Famiglie dove il pubblico più giovane può interfacciarsi con tutte le sezioni della stagione, ma pensate per lui. Infatti le proposte sono sia musicali come Il giardino di Rigoletto – opera baby, la drammaturgia contemporanea con Doors, Una festa bellissima, Tana, The barnard loop, Il giardino a dondolo e Il giardiniere dei sogni. Insieme alle proposte per le famiglie ci sono anche quelle educative sempre per il pubblico più acerbo: Storia di un no, Yule. La luce del Natale, Ci vuole un fiore, Romeo and Juliet (are dead), E bravo Figaro! e infine Timone di Atene.

«Erano tutti miei figli» di Elio de Capitani
Foto di Laila Pozzo

Insomma, il Teatro Giuditta Pasta si propone con questa nuova stagione di proporre un teatro che sia cittadino e d’oltre confine (o tratta ferroviaria). Andrea Chiodi ha creato una proposta che possa scavare con le sue radici nella comunità, ma cerchi anche di ramificarsi verso le zone adiacenti in modo da dare al Giuditta Pasta quella luce che finora non ha avuto. Non ci resta che andare a teatro!

Marialuce Giardini

Diplomata al liceo classico, decide che la sua strada sarà fare teatro, in qualsiasi forma e modo le sarà possibile.
Segue corsi di regia e laboratori di recitazione tra Milano e Monza.
Si è laureata in Scienze dei Beni Culturali nel 2021

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