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L’autunno a San Zeno di Montagna

8 minuti di lettura

Per molti quando arriva novembre si aprono le porte della mestizia di quel periodo che lascia ormai uno sfumato ricordo del mare, ma che d’altra parte è ancora troppo lontano dal candido calore del Natale. Un tempo quasi sospeso di un mese in cui si nota l’inarrestabile accorciarsi delle ore di luce, il precipitare della temperatura e in cui si avverte pressante lo scorrere delle ore rinchiusi a lavorare o a studiare. Tuttavia ci sono anni in cui anche questo mese posto lì, agli sgoccioli dell’anno, a tratti così vituperato o sminuito, sa regalare agli occhi insperata bellezza e inaspettata novità.

Chi non ricorda l’estate di San Martino, così ben descritta da Giosuè Carducci? Ebbene, questo Novembre appare proprio come una dolce e serena propaggine d’estate. Quasi non si vede «la nebbia agli irti colli», ma il sole sorge in cieli tersi e riesce ancora a scaldare, con timida lontananza, tanto da far bastare una buona sciarpa e un maglione, senza troppe imbottiture, per passeggiare lungo le strade di città o – ancora meglio! – i sentieri di montagna. Proprio in montagna i limpidi cieli turchesi e la luce del sole riescono a far risaltare quel che di più prezioso cela il nostro imputato mese: i colori variopinti dell’autunno. Chi ama la natura, i boschi e le scampagnate in montagna, ama ancora di più il momento dell’anno in cui questi luoghi offrono allo sguardo una stupefacente tavolozza, riuscendo a far esclamare al miracolo di una qualche divinità (panteistica, s’intende!) anche il più materialista degli esseri umani.

Nel Veneto, più precisamente nella provincia di Verona, si nasconde, tra il lago e la montagna, un gioiello che d’autunno risplende della più essenziale Bellezza: San Zeno di Montagna. A 680 metri d’altezza è situata questa contrada che si estende sul Monte Baldo e si affaccia a ovest, come una naturale terrazza, su buona parte del Lago di Garda: per questo è denominato anche «il paese dei tramonti». Infatti il sole, calando dietro le alture della sponda bresciana, offre ogni giorno un panorama degno del più grande degli impressionisti: il cielo si tinge di tutte le sfumature di rosa e il lago pare brillare di luce propria. Alle spalle di questo spettacolo si apre una distesa di boschi, che in autunno contribuiscono alla tavolozza con il loro elegante cadere di foglie dipinte.

tramonto san zeno
Un tramonto sul lago di Garda visto da San Zeno di Montagna © Costanza Motta

Per gli amanti del trekking San Zeno è il luogo ideale: sono presenti numerosi sentieri e percorsi che dal Lago conducono alle cime del Monte Baldo (conosciuto in passato con il nome di Hortus Europae, ovvero giardino d’Europa) e permettono di apprezzare la diversità di vegetazione: partendo da lecci e olivi della cintura mediterranea si passa ai boschi di querce e castagni, proprio all’altezza di San Zeno, fino ad arrivare ai maestosi faggi e poi ai pini. Alla sommità del monte gli alberi scompaiono, per lasciare il posto a piante graminacee. (Per i percorsi dettagliati visitare il sito qui)

Autunno sul monte Baldo Fonte: www.fotocommunity.it
Autunno sul monte Baldo
Fonte: www.fotocommunity.it

A proposito di castagni, San Zeno ospita tradizionalmente, da metà ottobre a inizio novembre, la Festa delle Castagne e la Festa del Marrone D.O.P, durante la quale i ristoranti gareggiano nella preparazione di menù a base di questo prodotto locale. Famosissimo a questo proposito è il minestrone di castagne – tanto più buono quando le castagne sono colte da terra nei boschi d’intorno – piatto tipico del contadino sanzenese. Durante la festa (e anche non) si possono assaporare altre delizie locali: buoni vini, l’olio extravergine del Lago, i formaggi di malga e soprattutto funghi e tartufi. Infatti i boschi del Baldo, attraversati dai sentieri, sono scrigni ricchi di questi tesori: l’importante è saperli riconoscere!

Il paese a osservarlo appare come un presepe incastonato nella montagna: vi si respira semplicità ed enorme armonia con l’ambiente circostante. È costituito da contrade, ognuna della quali ha la sua fontana e capitello ed è distinta dalle altre da prati e boschivi più o meno estesi. Purtroppo recentemente questa atmosfera quasi medioevale è stata in parte intaccata dalla costruzione di alberghi e ville che hanno teso ad unificare i borghi e ridurne in parte il particolarismo. La più antica contrada è proprio San Zeno, considerato da sempre il centro del paese. Vi sono poi Ca’ Schena, Ca’ Sartori, che prende il nome da una bella fontana con tre vasche di pietra, un tempo usate dalle lavandaie, La Tese, contrada a picco sul lago con caratteristiche case in pietra, oggi ormai del tutto disabitata, Ca’ Montagna, Borno, Villanova, La Pora, dove il turismo ancora poco sviluppato ha permesso la conservazione dell’antica struttura medioevale della contrada.

San Zeno di Montagna Fonte: hu.bergfex.com
San Zeno di Montagna
Fonte: hu.bergfex.com

Meravigliosa è anche la frazione di Prada, dove si trova il più lungo terrazzo prativo del Baldo, corrispondente a una faglia che rompe la continuità del versante e lo divide in due ripiani: Prada Alta e Prada Bassa. Da Prada Alta, attraverso sentieri, si può raggiungere la sommità del monte e godere di un panorama mozzafiato. Prada Bassa è caratterizzata dalla presenza della chiesa di San Bartolomeo, che sorge presso un antico valico frequentato dai pastori per recarsi all’alpeggio. È una chiesa romanica del XVI secolo, con pianta rettangolare e campanile quadrato.

San Bartolomeo-Prada di San Zeno di Montagna Fonte: www.comunesanzenodimontagna.it
San Bartolomeo-Prada di San Zeno di Montagna
Fonte: www.comunesanzenodimontagna.it

Persi all’interno delle atmosfere medioevali, tra case di pietra, boschi e aria lacustre, sempre esattamente lì all’interno della sopracitata poesia di Carducci, che perfettamente riassume il sapore di San Zeno in autunno:

«(…)
Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de’ tini
Va l’aspro odor dei vini
L’anime a rallegrar

Gira su’ ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando
Sta il cacciator fischiano
Su l’usci a rimiar

Tra le rossastre nubi
Stormi d’uccelli neri
Com’esuli pensieri
Nel vespero migrar».

 

Costanza Motta

Costanza Motta

Laureata triennale in Lettere (classiche), ora frequento un corso di laurea magistrale dal nome lungo e pretenzioso, riassumibile nel vecchio (e molto più fascinoso) "Lettere antiche".
Amo profondamente i libri, le storie, le favole e i miti. La mia più grande passione è il teatro ed infatti nella mia prossima vita sono sicura che mi dedicherò alla carriera da attrice. Per ora mi accontento di scrivere e comunicare in questo modo il mio desiderio di fare della fantasia e della bellezza da un lato, della cultura e della critica dall'altro, gli strumenti per cercare di costruire un'idea di mondo sempre migliore.

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