Il desiderio femminile s’intreccia al true crime: il realismo carnale di Miami Purity

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Le passioni, poi, non sono che libertà che si sono messe in trappola da sole.

Con questa frase di Jean-Paul Sartre, Vicki Hendricks apre il suo romanzo Miami Purity.

Quanto è sottile il confine che separa la fame d’amore dalla pulsione di morte? E se l’unico modo per liberare un desiderio soffocato fosse macchiarsi del delitto più antico del mondo? Fino a che punto possiamo spingerci quando la carne chiama e la mente smette di dare ordini?

Il sesso non è mai solo sesso

Cosa cerchiamo davvero quando ci consegniamo all’ossessione per un altro corpo? Cerchiamo l’amore, o cerchiamo una via di fuga dalla nostra stessa solitudine?

Nel romanzo Miami Purity di Vicki Hendricks non c’è spazio per la teoria o per le grandi analisi letterarie. C’è la vita vera, quella che puzza di sudore, di solventi chimici e di disperazione. La protagonista, Sherri, è un’ex spogliarellista che ha già un ex marito morto alle spalle — un «incidente», dice lei. Ma quando si ritrova a lavorare in una squallida lavanderia a secco a Miami, tra il calore soffocante dei macchinari e il vapore che ti si appiccica alla pelle, incontra Payne. E lì si riaccende tutto.

Ma che cos’è quella scarica che sente? È vera attrazione o è solo la fame cieca di chi non ha più nulla da perdere?

Provai il dolore che si accompagna a ogni cosa sacra.

Quando la madre diventa una gabbia

Avete mai provato la sensazione di volere qualcuno che non è davvero libero di darsi a voi? Payne è un uomo adulto, ma è ancora un bambino spezzato, incatenato a una madre-padrona che controlla ogni suo respiro, ogni suo spillo, la sua stessa virilità.

Ogni volta che Sherri e Payne si toccano, l’ombra di quella donna si insinua tra di loro. E allora viene da domandarsi: cosa fa una mente affamata quando le viene negato l’unico cibo che desidera? Sherri non analizza la situazione, la sente sulla pelle. Capisce che, per possedere l’uomo che ama, deve distruggere la gabbia che lo tiene prigioniero. Ma chi è il vero carceriere? La madre, o l’incapacità di Payne di diventare adulto?

L’Elettra della lavanderia

E se il vero nodo di questa storia non fosse un’ossessione qualunque, ma il mito più antico del mondo che si ripresenta tra le mura di una lavanderia a secco?

Ricordate Elettra, spinta dal furore a pretendere la morte della madre Clitennestra per sanare una ferita profonda e liberare la propria stirpe? Sherri

Valentina Trentini

Studentessa di beni culturali, classe 2003, nel tempo libero si dedica a visitare mostre d'arte e a scrivere poesie. Lettrice vorace, il suo libro preferito è "Gli Argonauti" (quello di Maggie Nelson!). Ricerca lo straordinario per poi rendersi conto che è nell'ordinario che giace la bellezza.

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