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Tra scalate e avventure estreme, «La montagna dentro» di Hervè Barmasse

Scorrevole, genuino, lungimirante. La Montagna dentro è un libro di Hervè Barmasse, alpinista valdostano protagonista di avventure su cime lontane e nostrane, pubblicato per la prima volta da Laterza nella collana i Robinson nel 2015 (acquista).

Quarta generazione di guide alpine, campione di ascensioni solitarie e di aperture di nuove vie, Hervè Barmasse ci racconta in queste pagine l’adolescenza trascorsa sotto lo sguardo protettore del Cervino tra lo sci agonistico, le incertezze della gioventù e un incidente terribile che lo costringe a cercare nuovi obiettivi.

La sensazione dell’ignoto, la motivazione, la curiosità, la paura che ha provato quando ha visto la morte in faccia, il momento in cui ha capito che chi scala le montagne lo fa per passione e non per presunzione, vengono raccontati al lettore senza filtri. Le stelle, le Alpi, il sole che tramonta e la pace del silenzio sono le sue fonti di ispirazione. Il Cervino lo ammalia, lo strega e lo conduce ad affrontare sfide straordinarie ai limiti del possibile.

La montagna dentro barmasse
Monte Cervino: Photo by Krzysztof Kowalik on Unsplash

Dopo ogni viaggio è sempre lì ad aspettarlo. Lo controlla, lo conforta, lo ammonisce. Gli fa capire che niente si ottiene senza sacrificio e che bisogna rispettare le stagioni della vita, con i loro momenti di azione e di riposo, proprio come accade con le stagioni dell’anno. E che la regola principale resta sempre quella che gli ha insegnato suo padre Marco: 99% testa e 1% fisico. 

Così, dopo un fallimento, Hervè rinasce. Cresce, cambia. «Non sopravvalutare le tue capacità, non sottovalutare i pericoli e se decidi di infrangere queste due regole, sei responsabile delle tue azioni e ne pagherai le conseguenze»

Nuova consapevolezza, riconoscenza, forte determinazione
. «Forse il senso della vita è proprio il percorso attraverso cui esploriamo noi stessi, il mondo, incontriamo la natura e gli altri esseri». Un mondo in cui è possibile sbagliare, perchè se non sbagli non impari e dopotutto, non si vive.

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Poi la Patagonia, la Cina, il Pakistan, il Nepal: quelle foto delle spedizioni che regala ai lettori e che fermano per sempre quei momenti di vittoria, di sofferenza e di amicizia. Sceglie di arrampicare perchè è felice nella natura, in vetta e accanto a persone sincere, perchè «in cordata non si bara: non puoi fingere simpatia e stima se non le provi veramente».

Oggi Hervè è un uomo che nutre un forte senso di appartenenza alla sua terra, ne racconta la bellezza, crede nel valore delle nostre montagne e dei nostri paesaggi. Si impegna affinché non siano lasciati indietro e vengano conservati e valorizzati. «Tutti dovrebbero vivere la montagna al proprio livello. Imparando a sviluppare l’arte della rinuncia, a riconoscere e confrontarsi con i propri limiti». Anche chi non è una guida alpina, anche chi lavora in città sei giorni su sette.

La passione, il sacrificio, la fatica, il sorriso di chi ce l’ha fatta sono raccontate in questo libro con sapienza, nella convinzione che prima viene l’uomo e poi l’alpinista e che per essere davvero bravi bisogna saper dosare coraggio e fragilità, in montagna come nella vita.

Per saperne di più su Hervè Barmasse, visita il suo sito oppure la sua pagina Instagram. Puoi vedere anche Linea Continua (2010) e Non così lontano (2012), i due film di cui Hervè è regista.

Immagine di copertina: Photo by Krzysztof Kowalik on Unsplash

Virginia Colonna


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Redazione
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