Tra realismo e ossessione:
il sesso ne “Il Trono di Spade”

Il Trono di Spade, la controversa serie televisiva che ha ormai conquistato gli spettatori di tutto il mondo, funziona grazie a una combinazione di pochi elementi: il sapiente incrocio di storyline, violenza e molto, moltissimo sesso.

Ormai non dovremmo più scandalizzarci per la presenza del sesso in televisione: il cinema ci ha abituati, le scene erotiche e quelle pulp non sono più un tabù. Il problema è che ne Il Trono di Spade il sesso è sempre estremo, violento, spesso in modo gratuito: la maggior parte delle volte assistiamo a stupri, orge, performance di prostitute, incesti (per la verità, solo uno… e mezzo). E lo accettiamo, perché ormai siamo di larghe vedute, ma una domanda sorge spontanea: è davvero necessario?

Trono di spade

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La risposta a quanto pare è sì perché George R.R. Martin ha puntato tutte le sue carte sul realismo della storia e ha fatto centro. In fondo Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (la saga da cui la serie è tratta) raccontano di un mondo in perenne guerra: in una sorta di Medioevo con elementi fantasy, le casate dei signori più potenti si fronteggiano per conquistare l’agognato trono di spade, simbolo del dominio sul ricchissimo continente Occidentale. Anche all’inizio della storia, quando gli scontri aperti non sono ancora iniziati, c’è sempre il sentore di una guerra che si avvicina (gli Stark ci ricordano in ogni momento che «L’inverno sta arrivando») e le premesse da cui questa sorgerà sono ben chiare. In un mondo così pericoloso e corrotto, dove non crea problemi accoltellare chi rappresenta un ostacolo, ci si può forse stupire che anche il sesso nella sua forma più violenta sia onnipresente? Fa tutto parte del realismo. Giusto?

Per la verità, no. Sostenere che uno scrittore – qualsiasi scrittore, quello di romanzi e quello di sceneggiature – inserisca particolari solo perché così è tutto più realistico è una spiegazione molto riduttiva. Prima ancora del realismo, il principio chiave per la composizione dell’opera è la funzionalità di ogni particolare; se si preferisce, lo si può immaginare come una declinazione del rasoio di Occam. L’arte deriva prima di tutto dalle limitazioni che l’autore impone a se stesso; una di queste è non inserire niente di più di quanto non sia strettamente necessario. Se Il Trono di Spade fosse stato un documentario sull’attività sessuale di Westeros, non ci sarebbe nemmeno motivo di discutere, ma non è così. George Martin sembra avere ben presente la distinzione tra questi due aspetti: molto spesso, interrogato sul perché nei romanzi non siano presenti scene erotiche fra uomini, l’autore ha risposto che non c’è mai stata la necessità di presentarle. È indicativo, invece, che il sesso gay sia molto presente nella serie televisiva.

tyrion

Il confronto tra le prime due scene erotiche che compaiono nei romanzi e nella serie è illuminante. Il primo amplesso a cui Il Trono di Spade ci mette di fronte è quello di Tyrion Lannister, impegnato a godersi la fellatio di una prostituta; questa è anche la prima apparizione del personaggio e contribuisce a inquadrarlo subito come un uomo preda dei più grandi vizi, che tuttavia non impediscono l’esistenza di nobili sentimenti. Il primo riferimento al sesso nella saga cartacea, invece, è questo:

« Catelyn rimase a osservarlo, tirandosi le coperte di pelliccia fino al mento. Immobile di fronte alle tenebre, il vento del nord che si avvolgeva attorno a lui, nudo e a mani vuote, il signore di Grande Inverno appariva in qualche modo più piccolo, quasi vulnerabile, molto simile all’adolescente al quale, quindici anni prima, era andata in sposa nel tempio di Delta delle Acque. Ned aveva fatto l’amore con lei in modo urgente, quasi disperato. Catelyn sentiva la schiena e le braccia ancora indolenzite dalla passione di lui, una cosa che non le dispiaceva affatto. Sentiva anche il suo seme dentro di sé. Pregò che si sviluppasse. Erano passati tre anni dalla nascita di Rickon. Lei non era troppo vecchia, poteva ancora dargli un altro figlio».

Catelyn ed Eddard (Ned) Stark sono i due austeri signori di Grande Inverno, la fortezza del Nord: entrambi incarnano valori positivi come l’amore per la famiglia, l’onore, il rispetto per le tradizioni. Nella serie sono quasi due vecchi saggi e, anche se a conti fatti dovrebbero avere tra i 35 e i 40 anni, è questa l’immagine che calza più a pennello. È difficile pensarli in un contesto intimo, addirittura passionale, ma con questo tocco Martin porta alla nostra attenzione il loro lato più umano, che è ancora quello più importante.

Ancora più significativa è la storia di uno dei personaggi più amati della serie, Daenerys Targaryen. L’ultima discendente della stirpe del drago viene letteralmente venduta al signore del popolo dei dothraki, khal Drogo, che la sposa e ne fa la sua khaleesi. Nella serie la prima notte di nozze è drammatica: Daenerys è terrorizzata dal marito, di cui non conosce nemmeno la lingua, e teme il rapporto con lui. Ma Drogo, che non conosce che la forza come unico mezzo per ottenere le cose, ha solo un breve momento di pietà quando le asciuga una lacrima con il pollice; poi, di fatto, stupra la ragazza. Questo di per sé potrebbe essere giustificabile ai fini della trama, ma non spiega come mai nell’episodio successivo , dopo un altro amplesso forzato, vediamo Daenerys chiedere alla sua schiava di insegnarle come dare piacere al marito. Sindrome di Stoccolma fulminante?

game of thrones 2

Nel romanzo tutto quanto acquista più senso:

«Drogo le accarezzò leggermente i capelli, facendo scorrere le lunghe ciocche argentee tra le dita, sussurrandole qualcosa in dothraki. Daenerys non capì che cosa le disse, ma c’era calore nella voce di lui, e una tenerezza che non aveva mai creduto potesse esistere in quell’uomo. […]
Cominciò a toccarla. All’inizio leggermente, poi in modo sempre più deciso. Dany poté percepire la possente forza delle mani di lui, ma mai, neppure per un istante, le fecero del male. Le prese la destra tra le sue e le accarezzò le dita, una dopo l’altra. Delicatamente, le fece scivolare una mano lungo la gamba. Esplorò il suo viso, seguendo la curva dell’orecchio, facendo scorrere un polpastrello sulle sue labbra. Affondò le dita nei suoi capelli argentei, spingendoglieli indietro. La fece voltare, le accarezzò il capo e la curva delle spalle, facendo scivolare le nocche lungo la sua colonna vertebrale. […]
Allora khal Drogo si fermò, la prese tra le braccia e se la pose in grembo. Daenerys era senza fiato, percorsa da correnti calde, il cuore che le martellava in petto. Lui le prese il viso tra le mani enormi, i suoi occhi esplorarono quelli di lei. «No?» Questa era una domanda, lei lo capì, lo sentì. Gli prese una mano, la guidò verso il proprio ventre. «Sì» disse in un sussurro. Poi spinse con decisione il dito di lui nella profondità liquida, pulsante del proprio alveo».

La descrizione è più lunga e aggiunge altri particolari che rendono la scena una delle più belle dell’intera saga, ma il senso è chiaro: non si è trattato di uno stupro. In seguito si specifica che, almeno nei primi tempi, Daenerys prova dolore durante i rapporti con il marito perché, pur nella sua tenerezza, egli rimane sempre un rude dothraki. Ma quella prima notte è determinante nel loro rapporto. Khal Drogo si dimostra capace di una tenerezza e di una comprensione che non consentono di marchiarlo come stupratore: permette, ad esempio, a Daenerys di sciogliergli la treccia, il simbolo dell’onore di un dothraki, un gesto che implica una piena fiducia e un grande rispetto. Un altro particolare che nella serie non viene mostrato con sufficiente attenzione è che per i dothraki è normale consumare i rapporti all’aperto e davanti a tutti«Non esiste nulla di privato in un khalasar», avverte Illyrio, protettore di Daenerys e di suo fratello. Drogo, tuttavia, non insiste mai per mettere in pratica questa usanza con la moglie: sarà lei stessa a volerlo, dopo aver imparato a conoscere il suo popolo ed essersi ormai innamorata del marito.

game of thrones

L’atteggiamento di Khal Drogo non è semplicemente una concessione romantica dell’autore (che di romantico inserisce davvero poco nella sua opera). La sua tenerezza nei confronti di Daenerys è in netto contrasto con la brutalità del fratello Viserys, che ritiene la ragazza soltanto un mezzo per raggiungere i suoi ambiziosi obiettivi. Viserys non le risparmia la violenza, sia fisica sia psicologica, ma a questo si mescola un’attrazione erotica malata verso la sorella: più avanti nella saga veniamo a scoprire che, il giorno prima delle nozze di Daenerys, Viserys era intenzionato a violentarla per cogliere lui stesso la sua verginità e solo l’intervento di Jorah Mormont gli ha impedito di farlo.

Per Daenerys si crea un paradosso: l’unico membro della sua famiglia, suo fratello, non la ama come dovrebbe, ma un completo estraneo è in grado di dimostrarle l’affetto che non aveva mai conosciuto. Questo crea le premesse per tutto ciò che le accadrà in seguito: la perdita di Viserys non sarà dolorosa, mentre quella di Drogo lascerà una ferita che non si rimarginerà mai più. Ma anche dopo la morte del marito, Daenerys continua a considerarsi prima di tutto la khaleesi dei dothraki, regina di un popolo che ormai sente suo molto più di quello delle terre lontane che suo fratello voleva conquistare. Tutto parte da quella prima notte, che forse non è stata giudicata abbastanza a effetto per essere inserita nella serie televisiva.

Il confine tra realismo e morbosità è estremamente sottile. Nel mondo reale il sesso esiste, certamente, e deve esistere anche nei mondi creati dalla fantasia, ma il lettore o lo spettatore vogliono sentirsi raccontare una storia, non spiare i personaggi dal buco della serratura.

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  • […] Ormai non dovremmo più scandalizzarci per la presenza del sesso in televisione: il cinema ci ha abituati, le scene erotiche e quelle pulp non sono più un tabù. Il problema è che ne Il Trono di Spade il sesso è sempre estremo, violento, spesso in modo gratuito: la maggior parte delle volte assistiamo a stupri, orge, performance di prostitute, incesti (per la verità, solo uno… e mezzo). E lo accettiamo, perché ormai siamo di larghe vedute, ma una domanda sorge spontanea: è davvero necessario? Continua a leggere… […]

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