“I suoceri albanesi” al Teatro Carcano:
un’opera su manie e fragilità borghesi

i suoceri albanesi

MILANO – Al Teatro Carcano di Milano andrà in scena da mercoledì 13 a domenica 24 gennaio 2016 lo spettacolo I suoceri albanesi – Due borghesi piccoli piccoli di Gianni Clementi, Premio Maschere del Teatro 2014 per il migliore autore italiano contemporaneo. L’opera affronta con mano leggera vizi e virtù di una famiglia piccolo borghese, con il suo corollario di manie, debolezze, fragilità, furberie, pregiudizi. La regia di Claudio Boccaccini asseconda il testo, in cui i tempi della risata a sorpresa, i giochi di parole, gli equivoci contribuiscono al divertimento del pubblico, gratificato dalla presenza sul palco di due campioni di simpatia come Francesco Pannofino e Emanuela Rossi e da una storia in cui ognuno si può rispecchiare.

Lucio, cinquantacinquenne, consigliere comunale progressista, e Ginevra, cinquantenne, chef in carriera, con un passato fatto di lotte politiche e rivolte generazionali, conducono un’esistenza improntata al politically correct, cercando quotidianamente di trasmettere alla figlia Camilla, sedici anni, il loro stile di vita, pregno di valori importanti, di parole mai banali: l’importanza della politica, della solidarietà, della fratellanza. La rottura di una tubazione del bagno di servizio, che rischia di allagare l’appartamento sottostante, obbliga i coniugi a chiamare una ditta per il restauro completo del locale. La ditta è formata da due giovani uomini: Igli, 35 anni e Lushan, 18. Sono albanesi, con alle spalle una storia simile a quelle che si leggono tutti i giorni sui giornali: viaggi su barconi fatiscenti, periodi di clandestinità, infine l’agognato permesso di soggiorno e adesso una ditta, con tanto di partita Iva e lavoro in quantità. Un esempio da seguire per Camilla e i giovani come lei, abituati al contrario a situazioni agiate e iperprotettive. È questo che Lucio e Ginevra pensano, contemplando la luce che illumina gli sguardi dei due albanesi. Una luce piena di vitalità, voglia di fare, come solo chi ha davvero conosciuto la fame può ancora avere.

Ma un giorno Lucio dimentica un importante documento, torna a casa ad un orario imprevisto e le certezze sue e di Ginevra crollano come un castello di carte. A dimostrazione che i vecchi proverbi non passano mai di moda: chi predica bene, razzola male…

D.F.

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Redazione
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