“The Secret of Kells”: quando l’animazione incontra la storia

«Ho attraversato molte ere in forma di salmone, cervo e lupo. Ho veduto gli uomini oscuri invadere l’Irlanda, distruggendo case in cerca d’oro. Ho veduto la sofferenza nelle tenebre. Poi…ho veduto la bellezza fiorire nel più fragile di tutti i posti. Ho veduto il libro…il libro che ha mutato le tenebre in luce.»

Diretto da Tomm Moore, The Secret of Kells è un film d’animazione disegnato a mano che riporta alla luce i fantastici miti della cultura irlandese insieme anche all’oscuro periodo storico delle invasioni barbariche.

Ambientato nell’abazia di Kell’s nell’IX secolo d.C, ha come protagonista un ragazzo di dodici anni, Brendan destinato a diventare il successore dell’abate, suo zio. Quest’ultimo tuttavia è ossessionato dalla costruzione delle mura che dovrebbero servire a proteggere tutti gli abitanti sopravvissuti alle scorribande dei vichinghi e che ora trovano asilo nell’abazia. Brendan, d’altro canto, è molto più interessato all’arte degli amanuensi e viene incoraggiato da Aidan di Iona, un famoso monaco che ha il compito di curare Il preziosissimo Libro di Iona; molto più che un libro, il volume è capace di accecare i peccatori e riportare la luce nell’oscurità. Aidan infatti vuole istruire Brendan affinché diventi il suo successore e prosegua con la stesura del Libro. Brendan di nascosto aiuta il monaco e cerca nella foresta oltre le mura tutto il necessario per creare l’inchiostro da usare per completare il volume. Nella foresta farà la conoscenza di Aisling una fata dei boschi che lo aiuterà nel suo intento. Tra mille ostacoli sia da parte dello zio sia da parte dei pericolosi vichinghi Brendan dovrà trovare la forza di compiere la sua impresa e portare speranza alle persone grazie al Libro.

Fonte: YouTube

La storia è ricca sia di antiche simbologie sia di vere nozioni di storia. Lo spirito della foresta, Aisling, rappresenta infatti la magia di un’epoca remota che si contrappone al cristianesimo che ormai dilaga in Irlanda senza però scontrarvisi. L’amicizia con il giovane monaco, infatti, fa da ponte tra i due mondi. I dettagli storici sono molto interessanti e trovano spazio in una storia colorata nonostante il periodo buio. Persino il fedele gatto bianco Pangur Ban è realmente esistito e ne abbiamo la prova grazie ad una poesia irlandese scritta proprio intorno al IX secolo da un monaco in onore del suo gatto.

Fonte: Los Angeles Times

I metodi di creazione dei manoscritti sono ben rappresentati: lo scrittoio dove gli amanuensi copiavano i volumi, le piume d’oca che venivano utilizzate per scrivere, le bacche che venivano miscelate per creare colori brillanti e vivaci. Tutti elementi veri che non appesantiscono minimamente il racconto che anzi risulta più ricco proprio per questi dettagli.

«Piccole bacche fanno diventare vive grandi immagini.»

Il Libro di Iona, inoltre, è un libro realmente esistito ed ora custodito al Trinity College di Dublino dove vi sono scritti i quattro Vangeli con magnifiche miniature. Proprio da queste miniature nascono i disegni di The Secret of Kells: un tipo d’arte antica che si riversa sul grande schermo e risveglia in noi uomini moderni lo stupore per una tecnica perduta.

Fonte: University of St. Thomas

Oltre alla bellezza visiva, la storia porta con sé molti significati. Spicca tra questi la forza della creatività grazie alla quale si può combattere l’ignoranza che ci circonda e far ricordare quanto importante sia la bellezza che è capace di far star bene anche chi ormai crede di essersi perduto.

Così come a quell’epoca, ancora oggi i libri sono dei tesori preziosi che vanno custoditi e diffusi il più possibile per far dilagare la cultura, il sapere e per accendere una luce dove prima vi era oscurità.

«Se non fosse per i libri, ogni conoscenza andrebbe persa…per sempre.»

 

Azzurra Bergamo
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