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Arte e provocazione in Sardegna: una moderna “Origine du monde” incisa in un campo

Svelato il mistero del campo di San Gavino Monreale. Nei giorni scorsi era comparsa una enorme scritta riportante la parola “VAGINA” incisa nel terreno. Si tratta di un’istallazione artistica ad opera dell’artista AMADAMA.

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VAGINA. Questo il messaggio comparso in un campo sardo: è un’opera d’arte realizzata dall’artista AMADAMA. Il titolo racchiude alla perfezione lo spirito dell’istallazione: Unknown, sconosciuta. Il paradossale e provocatorio intento è evidente: parola internazionale, utilizzata in più di 50 lingue nel mondo, la vagina è ancora oggi un tabù. Persino le donne faticano ad utilizzare la parola e scelgono sinonimi, vezzeggiativi, espressioni delicate o colorite, sfuggendo da un imbarazzo collettivo che la società ha creato negli anni e non ha mai abbandonato. AMADAMA non è nuovo a questa forma di provocazione essendo un artista che ama reinventarsi negli stili e nel linguaggio (passando dalla street art, alla grafica fino al design e alla musica), creando sempre un dialogo polemico e stimolante con il pubblico. Qui si inserisce la provocazione dell’artista, che in un mix di satira e dadaismo sfida lo spettatore con un’opera spiazzante sia per il contenuto in sé, sia per il luogo scelto.

Il campo diventa parte dell’opera, luogo all’attenzione del mondo dell’arte. La scritta mira ad una valorizzazione della forza generatrice della terra non coltivata. Il terreno agricolo vessato dalla siccità causata dall’incuria delle reti idriche italiane ed europee rilancia un messaggio al diritto materno della terra che chiede la possibilità di compiere il suo ruolo naturale. Sineddoticamente, il campo sta alla terra come la vagina sta alla madre, creando un urlo al cielo della madre terra, calpestata, metaforicamente e non, dall’uomo. L’artista rimarca e conferma come elemento centrale dell’opera una parola potente, universale, che si legge dal cielo alla terra, che si rimarca di un femminismo semplice ed estraneo alla retorica comunicativa, piaga sociale di oggi.

Natura ed estro si incontrano in modo inaspettato lontano dalle grandi città d’arte, segnando una rinascita in un luogo imprevedibile.

Unknown è un’opera potente perché attuale ed ancestrale, provocatoria ma naturale. Incuriosisce e mette a disagio, svolgendo quindi il compito che storicamente la grande arte ha avuto nella storia.  La rottura con il passato, togliendo la sacralità al solco nel terreno e rendendo sacro non più il mezzo, ma il contenuto semantico e metaforico, rompe ogni seriosità che il mondo dell’arte vanta come mezzo arroccante ed esclusivo. L’artista gioca con l’ambiente dell’arte contemporanea e la necessità di incasellare ogni opera mostrando il contrasto fra semplicità formale e potenza di contenuto, lanciando un’istigazione allo spettatore con la stessa potenza sintetica di una prima pagina di giornale.

E, come le più belle cose, svanisce. Il tempo, le piogge, il vento la consumano, creando un’opera estranea dal circuito della grande arte compra e vendi, delle sue speculazioni economiche e snaturanti. Le viene incontro solo la tecnologia che riprendendola con droni, foto, video la rende potenzialmente eterna. Quel L’Origine du monde che rese iconico e immortale Gustave Courbet, da oggi rivive nell’arte di AMADAMA.

Redazione

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