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Viaggio tra i paesaggi su tela – Verso Monet

6 minuti di lettura

A partire dal 26 ottobre 2013, le suggestive città di Verona e Vicenza hanno avuto il privilegio di ospitare una mostra di pittura intitolata “Verso Monet – Storia del paesaggio dal Seicento al Novecento”.

Il nome è rivelatore di un vero e proprio excursus artistico in cui figurano opere realizzate con stili differenti e che ritraggono soggetti differenti di epoca in epoca: un vivido esempio di come l’arte possa rispecchiare la naturale evoluzione dell’uomo e della società.

Così, armata di penna, taccuino (no, in realtà solo di qualche tecnica di memoria) e tanta curiosità ho intrapreso questo affascinante cammino tra meravigliosi e (letteralmente) pittoreschi paesaggi su tela.

Prima tappa della mia avventura: un tuffo nel Seicento. È stato letteralmente un tuffo per me, poiché mi sono ritrovata immersa in un’opera di Domenico ‘Domenichino’ Zampieri intitolata “Paesaggio con fiume e barche” che osservata da vicino dà l’impressione di essere immersi nelle acque limpide di quel fiume, che probabilmente, a quattro secoli di distanza, così limpido non sarà più…

domenichino

 Domenico Zampieri, Paesaggio con fiume e barche, 1603-1605

 

Un altro fulgido rappresentante della rappresentazione paesaggistica del Seicento è stato Nicolas Poussin, le cui opere sono caratterizzate da una singolare simmetria e rievocano scenari dell’età Classica. Un esempio è dato da “Le ceneri di Focione”.

Tralasciando molte altre opere ed artisti secenteschi degni di fama, approdiamo in un innovativo Settecento, secolo in cui la magica città di Venezia è stata più volte magistralmente ritratta da numerosi artisti italiani e non.

Tra di essi, Giovanni Antonio Canal detto Canaletto si avvalse dell’ausilio di una modernissima camera ottica per studiare la luce e la prospettiva da immortalare nelle sue opere.

Il quadro del Canaletto che in assoluto mi ha fatto emozionare è stato “Bacino di San Marco”, una veduta a 180° della laguna antistante piazza San Marco a Venezia, che il fruitore sembra poter ammirare da una prospettiva tutta nuova: navigando sul pennone di una nave.

canalettoCanaletto, Bacino di San Marco verso Est, 1730 circa

 

Nuovo salone, nuovo secolo: prima metà dell’Ottocento.

Caspar David Friedrich, esponente del Romanticismo nella pittura, ci ha generosamente regalato un dipinto che fa sognare: “Mare al chiaro di luna”, un’opera carica di fascino misterioso e che potrebbe dar vita a numerose ipotesi interpretative. Vedere per credere.

William Turner, pittore Romantico decisamente innovativo, inizia a “sfumare” i contorni dei soggetti delle sue opere: si avvia un’altra fase della storia dell’arte, una fase in cui la precedente rigidità con cui erano rappresentati paesaggi e soggetti viene lentamente sostituita da una leggiadra indefinitezza, che vuol rendere perpetuo l’hic et nunc di istanti fuggenti.

fiume turer

William Turner, Paesaggio con fiume e montagne in lontananza, 1840-1850 circa

 

Tale nuovo modo di rappresentare gli eventi dà vita ad una nuova corrente artistica nota come Impressionismo. A tal proposito, ringrazio una signora che, mentre ammirava un quadro, spiegava ad un’amica che il termine “Impressionismo” deriva dal titolo di un’opera di Monet con cui è stata denominata una mostra di lavori dello stesso stile che si andava via via affermando in quel periodo: l’Impressionismo, appunto (sì, ammetto di aver origliato quella interessante conversazione…).

Vincent Van Gogh, uno dei più noti artisti ottocenteschi, conobbe l’Impressionismo negli ultimi anni della sua vita. Artista eclettico, sperimentò diverse tecniche pittoriche nella sua travagliata carriera, ma ciò che lo rende così celebre è il tratto che ne contraddistingue le opere: le pennellate sembrano voler incidere la tela, costringerla a perdere la sua fredda immobilità ed a prender vita, in un misto di rabbia e follia.

ulivi Vincent Van Gogh, Oliveto con cielo azzurro, 1889

 

Infine, colui che ha dato il nome all’evento: l’attesissimo Monet. Ben due sale della mostra sono interamente dedicate alle sue opere, un percorso artistico caratterizzato da eleganza e leggerezza che incontrandosi danno vita ad un’apoteosi nella rappresentazione del paesaggio, che sembra riunire in sé tutte le qualità introdotte nella rappresentazione pittorica dal Seicento al primo Novecento.

Monet e gli altri grandi artisti Vi invitano a fruire delle loro opere presso la Basilica Palladiana di Vicenza fino al 4 Maggio.

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Claude Monet, La casetta del pescatore sugli scogli, 1882

 

 

Redazione

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