I 50 anni del «White Album» e l’edizione italiana di «The Complete Beatles Songs»

50 anni di White rock

Il 22 novembre 1968 usciva The Beatles, il doppio disco della band inglese, considerato uno degli album più importanti della storia del rock.

È conosciuto universalmente come il White Album, proprio per l’essenzialità della copertina bianca e il titolo, altrettanto semplice ed immediato, stampato in rilievo. Una scelta suggerita dall’artista Richard Hamilton, per scostarsi completamente dal precedente album Sgt Pepper.

In occasione di questo importante cinquantenario, Edel Italy ha pubblicato per la prima volta in italiano The Complete Beatles Songs, un’edizione aggiornata e rivisitata dello storico libro A Hard Day’s Write scritto dal giornalista musicale e biografo inglese Steve Turner nel 1994, da allora mai andato fuori stampa e che, con le sue oltre 440.000 copie, può essere ritenuto uno dei libri sui Beatles più venduti.

The Beatles

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The Beatles

Se Sgt Pepper è stato il disco rivoluzionario con il suo sfarzoso rock-psichedelico, The Beatles, o White Album, è impossibile da definire e da ascrivere a un genere specifico.

The Beatles
The Beatles with their manager Brian Epstein (1934 – 1967), 1963. From left to right, Ringo Starr, George Harrison, Epstein, Paul McCartney and John Lennon. (Photo by Paul Popper/Popperfoto/Getty Images)

La tragedia e l’ispirazione per il nuovo album

Nel 1967, la band di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr, aveva perso il suo punto di riferimento. Il manager Brian Epstein, che li aveva seguiti fin dal 1962, fu ritrovato morto a causa di un’overdose, nella sua casa nel quartiere londinese di Belgravia, in circostanze mai del tutto chiarite.

La tragedia li sconvolse profondamente e sei mesi dopo, i Fab Four, insieme alle loro famiglie, intrapresero un viaggio in India, ispirati dagli insegnamenti del guru Maharishi Mahesh Yogi e i suoi corsi di meditazione trascendentale presso l’University College di Bangor, nel Galles del Nord.

Il soggiorno indiano a Rishikesh, tra il febbraio e l’aprile 1968, diede una sferzata di nuova creatività alla band, incentrata ora su una fase di cambiamento, di spontaneità e autoconsapevolezza.

Con sé, avevano soltanto le chitarre acustiche, non potevano disporre di altre strumentazioni, men che meno di studi di incisione.

The Beatles
INDIA – JANUARY 01: February-March, 1968 : John LENNON playing the guitar in Rishikesh, India where he was following a transcendental course with the rest of the BEATLES members. (Photo by Keystone-France/Gamma-Keystone via Getty Images)

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La composizione

Lo stadio di concepimento e composizione dei brani fu diverso rispetto a ogni disco precedente, ognuno di loro lavorò indipendentemente dall’altro, per poi mettere insieme il tutto dopo il ritorno a Londra. E anche qui, negli studi, ogni beatle, in buona parte delle canzoni, ha inciso da solo.

Prive quindi di un filo conduttore vero e proprio, le registrazioni del White Album negli Abbey Road Studios cominciarono il 30 maggio 1968, durarono 20 settimane, con una sessione finale di 24 ore il 16 ottobre col produttore George Martin.

The Beatles
UNITED KINGDOM – 1967 SEPTEMBER 14: Photo of John LENNON; of The Beatles, posed, during filming of Magical Mystery Tour. David Redfern Premium Collection (Photo by David Redfern/Redferns)

Mix musicale

Questa pietra miliare della musica, nei suoi quasi 30 brani, ha al suo interno sprazzi di rock (Back in the U.S.S.R., nata dall’incontro con Mike Love dei Beach Boys, oppure I’m So Tired, scritta da Lennon dopo 3 settimane in India, quando gli mancavano i vizi lasciati a casa e la presenza di Yoko) e classiche ballate (Martha My Dear).

Un po’ di ska e contaminazione giamaicana (in realtà, la canzone Ob-La-Di, Ob-La-Da era ispirata alla lingua Urhobo del suonatore di conga nigeriano Jimmy Scott), reminiscenze psichedeliche (la surreale Glass Onion, frutto di citazioni da altri brani iconici beatlesiani), la ricerca sperimentale di suoni (Revolution 9, collage sonoro volto a rappresentare il caos di una rivoluzione), acid rock e jazz (Happiness is a Warm Gun, brano che mette insieme 3 canzoni di Lennon, che non riusciva a definire singolarmente, e dedicato a Yoko).

Antesignana dello stile rock che avrebbe caratterizzato il decennio successivo, While My Guitar Gently Weeps è scaturita dalla creatività di George Harrison durante la lettura dell’I Ching, Il Libro cinese dei Mutamenti. Vede la collaborazione di Eric Clapton con un suo sorprendente assolo di chitarra.

Altrettanto degno di nota Helter Skelter, considerato da molti il brano che ha posto le basi per l’invenzione dell’heavy metal. Nato come provocazione a una recensione di un singolo degli Who, il pezzo è tristemente famoso per essere stato accostato al massacro di Cielo Drive, a Los Angeles, perpetrato da Charles Manson, in cui fu assassinata, tra gli altri, Sharon Tate, la moglie del regista Roman Polanski (Manson scrisse Helter Skelter sullo specchio del bagno, interpretando quel titolo come l’arrivo della fine del mondo).

Il 9 novembre sono state rilasciate le nuove edizioni tributo dell’album The Beatles(Deluxe, Super Deluxe e altre due in vinile), curate da Giles Martin, figlio dello storico produttore.

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The Complete Beatles Songs

Nato nel 1994 come A Hard Day’s Write, parafrasando la nota hit del 1964, nel 2015 il titolo del libro cambiò in The Complete Beatles Songs.

Per la prima volta in italiano

Oggi, per la prima volta, il libro è pubblicato nella nostra lingua grazie al pregevole lavoro di Raffaella Rolla, la traduttrice che abbiamo già avuto modo di conoscere per le traduzioni legate alla leggendaria band dei Queen (LaRed Special di Brian May, Queen in 3-D), e proprio per la sua esperienza, è stata chiamata direttamente dall’editore inglese per occuparsi di un’altra leggenda della musica.

Il sottotitolo del libro dice molto: Gli aneddoti dietro ogni canzone scritta dai Fab Four. Sì, perché qui troverete tutti i brani dei Beatles, i testi completi, ogni storia e fonte di ispirazione dietro ad ogni canzone, compreso il materiale da Live at the BBC e Anthology I-III.

207 canzoni originali e tantissime fotografie inedite che raccontano l’epopea di questa indimenticabile band. Un libro sempre attuale e costantemente aggiornato negli ultimi 20 anni, grazie a una minuziosa e continua ricerca di nuove rivelazioni e informazioni realizzata dal suo autore Steve Turner.

The Beatles
(Photo by David Redfern/Redferns)

Grazie, Steve Turner

Giornalista, scrittore, poeta e biografo inglese, Turner è un grande esperto di musica rock degli anni ’60 e ’70. Importanti le sue collaborazioni con la rivista americana Rolling Stone e l’inglese New Musical Express. Tra le sue pubblicazioni, biografie di Cliff Richard, Van Morrison, Marvin Gaye, Johnny Cash e molti altri.

Leggendolo si scoprono curiosità e si sfatano falsi miti, uno su tutti, la rivalità tra i Beatles e i Rolling Stones. Mick Jagger e Keith Richards ammiravano le armonizzazioni dei Beatles e la loro capacità compositiva – Lennon e McCartney avevano completato in 20 minuti il brano I wanna be your man davanti a loro nel Club Studio 51 –, mentre dei Rolling Stones, i Beatles invidiavano «la libertà di movimento e la loro immagine».

Se alla melodia di Yesterday, sognata di notte da McCartney, è stato associato provvisoriamente un testo riguardante le uova strapazzate, per Octopus’s Garden lo spunto per Ringo Starr fu una vacanza in Sardegna sullo yacht dell’attore Peter Sellers.

The Beatles
Paul McCARTNEY and BEATLES; posed, c.1968/1969, (Photo by David Redfern/Redferns)

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Full immersion nel mondo dei Beatles

Vi state chiedendo se Michelle, Eleanor Rigby, Lucy in the Sky with Diamonds, Polythene Pam, Hey Jude, fossero personaggi reali? L’unico modo che avete per scoprirlo è leggere The Complete Beatles Songs

L’antologia più completa dei Fab Four, che racchiude la loro storia, l’epoca che hanno vissuto, l’eredità musicale che ci hanno lasciato, meritatamente impressa nell’immaginario collettivo della cultura popolare.

The Beatles
David Bowie, Yoko Ono and John Lennon (Photo by Ron Galella/WireImage)

Frammenti ringrazia Raffaella Rolla e Sara Bricchi dell’ufficio stampa Parole & Dintorni per la preziosa collaborazione.

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Lorena Nasi

Grafica pubblicitaria da 20 anni per un incidente di percorso, illustratrice autodidatta, malata di fotografia, infima microstocker, maniaca compulsiva della scrittura. Sta cercando ancora di capire quale cosa le riesca peggio. Ama la cultura e l'arte in tutte le sue forme e tenta continuamente di contagiare il prossimo con questa follia.
Lorena Nasi
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