L’estate romana, con le sue temperature torride e l’afa, che mettono a dura prova residenti e turisti, offre un ricco programma culturale tra cinema sotto le stelle, concerti e mostre d’arte.
Queste ultime in particolare, oltre ad offrire un temporaneo refrigerio alla calura estiva, costituiscono un modo alternativo di trascorrere un pomeriggio o una mattinata, a un ritmo più lento del solito. Dalle classiche mostre monografiche, alle mostre di fotografia, passando per la moda, ce n’è davvero per tutti i gusti.
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Dal Cuore alle mani: Dolce&Gabbana
Dopo il successo di Milano e Parigi, la mostra dell’iconico duo siciliano, a cura di Florence Muller, approda nella Capitale dove sarà visitabile fino al 13 agosto al Palazzo delle Esposizioni.
Viralissima sui social grazie all’estrosità e magniloquenza dei costumi, la mostra è una celebrazione dell’artigianalità made in Italy, attraverso l’esplorazione delle variegate ispirazioni e influenze che hanno contribuito a plasmare l’identità del brand. Dalla Sicilia più folkloristica e barocca, terra natale dei due stilisti, al mondo dell’Opera e del Balletto, passando per la Sardegna rurale e la «Dolce vita» romana, l’esposizione crea degli ambienti immersivi che sono autentici scrigni, in dialogo con le oltre duecento creazioni degli stilisti.
Di straordinario impatto visivo, la mostra è stata definita «una lettera d’amore all’Italia», da sempre fonte di ispirazione per il marchio.
Consigliata agli appassionati di moda ma anche agli scettici che non ritengono la moda una forma d’arte.

– Foto di Michael Adeir
Elliott Erwitt. Icons
Lo sguardo ironico e disarmante del fotografo Elliott Erwitt, grande interprete della cultura visiva del ‘900, è protagonista della mostra Icons a Palazzo Bonaparte, prodotta da Arthemisia e visitabile fino al 21 settembre.
Attraverso 80 scatti, Erwitt ripercorre il secolo scorso con leggerezza e profondità allo stesso tempo, alternando immagini impresse nella memoria storica collettiva, come il funerale di John Kennedy, a immagini di natura privata e intima, come gli scatti che vedono protagonista la sua primogenita o gli autoritratti, sempre pervasi dalla consueta ironia.
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A cura di Biba Giacchetti, una delle massime esperte di Erwitt a livello internazionale, la mostra è un invito a non prendere la vita troppo sul serio, come suggerito dagli scatti giocosi realizzati «dal punto di vista dei cani», grande passione del fotografo.

STADI: Architettura e mito
A cura di Manuel Orazi, Fabio Solomoni e Moira Valeri, il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo (MAXXI) ospita una mostra atipica dedicata alla tipologia architettonica dello stadio, ripercorrendone la storia in ordine cronologico, dalla Grecia classica all’oggi. L’intento dei curatori è volto a mettere in luce la dimensione di «spazio polifunzionale e sociale» dello stadio, capace di ospitare non solo eventi sportivi ma anche concerti, raduni politici, fiere e perfino performances artistiche, divenendo talvolta meta del turismo di massa.
All’indagine sul rapporto tra architettura e manifestazione sportiva si aggiunge, infatti, la riflessione su dinamiche sociali complesse, dove lo stadio, come luogo di ritrovo e di ritualità collettiva, diventa la lente di indagine per osservare cambiamenti e trasformazioni urbane e culturali.
La mostra, visitabile fino al 26 ottobre, è stata progettata da Lorenzo Bini di Studio Binocle.

Flowers: dal Rinascimento all’Intelligenza Artificiale
Lo spazio interattivo del Chiostro del Bramante ospita fino a gennaio 2026 una grande mostra dedicata ai fiori, da sempre fonte di ispirazione per gli artisti, raccontandone le simbologie e i codici comunicativi attraverso cinque secoli di storia.
Il percorso espositivo, curato daFranziska Stöhr e Roger Diederen in collaborazione con Suzanne Landau, è un viaggio sensoriale e interdisciplinare attraverso arte, natura, scienza e nuove tecnologie, in linea con lo sperimentalismo del Chiostro.
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Dall’arte fiamminga al movimento preraffaellita, fino alle installazioni site specific degli artisti contemporanei, la mostra non si esime dall’affrontare temi di grande attualità, come il cambiamento climatico e le sfide ambientali del futuro.
La narrazione, eterogenea e polifonica, vede protagoniste 90 opere realizzate da artisti internazionali, provenienti da 10 diversi Paesi del mondo, che si estendono anche negli spazi esterni del Chiostro.

Giovanni De Angelis
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