La mostra More Than Kids, in corso a Palazzo Reale (Milano) fino al 2 novembre, rappresenta la più ampia retrospettiva mai dedicata a Valerio Berruti, artista visivo il cui lavoro si colloca all’intersezione tra linguaggio figurativo, riflessione esistenziale e impegno sociale. Attraverso una selezione articolata di opere – tra cui affreschi, video-animazioni, installazioni e sculture di grandi dimensioni – l’esposizione propone una meditazione sull’infanzia intesa non soltanto come fase biografica, ma come spazio simbolico e condizione antropologica universale. Lungi dal configurarsi come un’operazione meramente celebrativa, More Than Kids si presenta come un dispositivo visivo e concettuale che sollecita interrogativi cruciali sul nostro tempo: sulla memoria, sulla responsabilità individuale e collettiva, sul rapporto tra immagine e coscienza, tra estetica e etica.
Lo sguardo dell’origine: Berruti e l’infanzia archetipica
Valerio Berruti, nato ad Alba nel 1977 e formatosi presso il DAMS di Torino, sviluppa sin dagli esordi una ricerca artistica incentrata sulla semplificazione formale e sulla tensione simbolica dell’immagine. La sua attività si svolge prevalentemente a Verduno, nelle Langhe, dove ha trasformato una chiesa sconsacrata del XVII secolo nel proprio atelier, a conferma di un radicamento esistenziale e poetico nel paesaggio e nella dimensione del tempo lungo. L’opera di Berruti si distingue per un linguaggio fortemente riconoscibile, che combina l’impiego di tecniche tradizionali – in particolare l’affresco – con sperimentazioni contemporanee quali la videoanimazione, la scultura e l’installazione.
Elemento centrale della sua produzione è la figura dell’infanzia, declinata non come evocazione sentimentale o nostalgica, bensì come archetipo di potenzialità non ancora definite, come spazio mentale e simbolico aperto alla trasformazione. I suoi personaggi, spesso bambini e adolescenti, sono rappresentati in pose essenziali, prive di elementi narrativi espliciti, immerse in un’atmosfera rarefatta e sospesa. Tale stilizzazione non implica un’assenza di significato, ma, al contrario, una volontà di lasciare spazio all’interpretazione dello spettatore, che è chiamato a un confronto intimo e riflessivo con l’immagine.

Nel corso degli anni, Berruti ha esposto in numerose sedi italiane e internazionali consolidando un percorso coerente, in cui la dimensione estetica è sempre accompagnata da un’attitudine etica e civile. Tra gli eventi espositivi più rilevanti spiccano la personale Magnificat alla Keumsan Gallery di Seoul (2008), la collettiva Detour al Centre Pompidou di Parigi, e la presenza nel Padiglione Italia della 53. Biennale di Venezia (2009) con la video-animazione La figlia di Isacco, realizzata con colonna sonora di Paolo Conte. Negli anni successivi espone in sedi prestigiose come la Fondazione Stelline di Milano (Una sola moltitudine, 2010), il Pola Museum di Tokyo (Kizuna, 2011, con musiche di Ryuichi Sakamoto), il City Museum di Belgrado e la Nirox Foundation di Johannesburg (Udaka, 2012).
La sua arte non si limita a rappresentare, ma si propone come occasione per interrogare il presente, ponendo al centro temi quali la vulnerabilità, la responsabilità, la possibilità di una visione altra.
La mostra More than Kids a Palazzo Reale
More Than Kids costituisce la più ampia esposizione personale dedicata a Valerio Berruti, nonché un momento di sintesi e rinnovamento all’interno della sua poetica. Il percorso espositivo si articola attraverso più di cento opere, tra affreschi, sculture, installazioni e video-animazioni, molte delle quali inedite, che documentano oltre vent’anni di attività. Il titolo stesso, More Than Kids, suggerisce fin dal principio una dimensione ambivalente: i soggetti rappresentati sono bambini, ma in essi si concentra qualcosa che va oltre la condizione infantile, fino a farsi metafora della condizione umana. L’infanzia diventa qui simbolo di un’umanità essenziale, non ancora compromessa, ma già esposta alla complessità del reale.
La mostra non si configura come un semplice compendio retrospettivo, ma come un’installazione diffusa e immersiva, costruita con una logica narrativa e sensoriale. Le opere sono distribuite in uno spazio che invita non solo alla contemplazione, ma anche all’ascolto e al movimento: video accompagnati da colonne sonore originali, giochi di luci, materiali tattili, e una monumentalità lieve che non impone ma coinvolge. In questa cornice si inserisce l’imponente scultura Don’t let me be wrong, collocata nel cortile d’onore di Palazzo Reale, che si staglia verso il cielo come un segnale d’allarme e di speranza al tempo stesso. L’installazione si accompagna a un video d’animazione e a una colonna sonora che ne rafforzano il carattere evocativo, esprimendo l’urgenza di una presa di coscienza rispetto alle crisi ambientali e sociali in atto.
Tra le opere di maggiore rilievo spicca la grande scultura monumentale La giostra di Nina: offrendo al pubblico un’esperienza che coniuga gioco e contemplazione, Berruti lascia che il pubblico salga sulla giostra che si muove sulle note di Ludovico Einaudi.
Coerente e calzante è quanto riportato dall’ANSA, in particolare l’idea che il percorso espositivo «accarezza lo spettatore ma non lo lascia indifferente», grazie alla forza silenziosa delle immagini, che spingono alla riflessione piuttosto che allo shock. In particolare, l’idea che «tacere oggi è essere complici» rappresenta una delle chiavi interpretative più esplicite dell’intera mostra, che invita a interrogarsi sul ruolo dell’arte non solo come luogo di rappresentazione, ma come spazio di responsabilità etica e civile.
Nel suo insieme, More Than Kids propone una forma di resistenza poetica: non un grido, ma un sussurro insistente, capace di attraversare le difese dell’occhio abituato e di generare una partecipazione profonda, intima, quasi meditativa. L’infanzia evocata da Berruti non è dunque un tempo perduto, ma una postura interiore da recuperare: fragile, aperta, capace di vedere e sentire ancora. Con un’esperienza immersiva ed esperienziale, infatti, l’artista invita il visitatore a rimettere in campo lo sguardo bambino: dunque, un modo di vedere il mondo libero da sovrastrutture, aperto alla meraviglia, sensibile al dolore del presente ma anche capace di speranza.
A cura di Nicolas Ballario, è una mostra promossa Comune di Milano, prodotta e organizzata da Palazzo Reale e Arthemisia con la collaborazione di Piuma.
Ingresso Intero € 15,00, Ridotto € 13,00.
Orari: lunedì chiuso; martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10.00-19.30; giovedì 10.00-22.30.Apertura straordinaria: Sabato 1° novembre 10.00-19.30
Per maggiori informazioni e prenotazioni
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