Tim Curry è tornato a casa lo scorso 25 agosto, lasciando tutti i suoi fan in lutto per una delle figure più iconiche della storia del cinema. Rocky Horror Picture Show è un cult che tutti devono aver visto almeno una volta nella vita.
Ovviamente non ricordiamo l’attore solo per il suo straordinario debutto cinematografico; è stato infatti il primo IT, il concierge di Mamma ho perso l’aereo: mi sono smarrito a New York e Long John Silver ne I Muppet nell’isola del tesoro. La carriera di Tim Curry è lunga, poliedrica e piena anche di teatro, dove ha mosso i suoi primi passi come attore a tempo pieno in Hair e poi nella produzione teatrale proprio del Rocky Horror Picture Show.
La storia in breve
Brad e Janet sono una giovane coppia che sta per sposarsi e decide di andare a trovare un vecchio professore che li ha fatti incontrare. Colti da una terribile tormenta, chiedono rifugio in un castello su una collina, un vero laboratorio in stile Frankenstein. Delle figure bizzarre aprono loro la porta e preparano l’atmosfera per l’arrivo del vero protagonista della serata: il dottor Frank -N- Furter. Lo scienziato vuole mostrare a tutti la sua nuova creatura: un uomo alto, biondo e muscoloso che servirà a soddisfare tutti i bisogni del suo creatore. Se non fosse già abbastanza strana la situazione, all’improvviso appare il motociclista Eddie che sembra portare a galla i numerosi segreti di Frank.
Brad e Janet restano a dormire nel castello e, durante la notte, ogni genere di fatto accade e li lascia completamente cambiati. Il momento però che gli spettatori portano nel cuore è quello della punizione di Frank per i suoi delitti, che lo vedrà ritornare a casa sul suo pianeta Transilvania.
L’attrattiva del vietato
Ciò che attrae molto della trama e, in particolare, del personaggio interpretato da Tim Curry è il suo essere tabù. Frank -N- Furter è un sweet transvestite che viene da Transexual Transilvania. Non solo, ma il dottore è promiscuo, si macchia di un delitto, segue i passi dell’originale a cui è ispirato e diventa novello Prometeo creando la vita umana da resti di cadaveri; insomma, è un personaggio che sfida tutte le norme etiche e sociali. Ciononostante, o forse proprio per questo, Frank ci attira nella sua stravaganza, nella sua sregolatezza e uscita dai confini anche di genere.
Lo scienziato incarna quell’immaginario oscuro di cui non si parla mai a cielo aperto, ma che rimane di solito chiuso nella fantasia delle persone. Tim Curry fa desiderare a Brad e Janet qualcosa che non dovrebbero e lo fa con un’estetica pop e seducente. In fondo, alla fine, l’omicidio passa quasi in secondo piano rispetto a tutto ciò che ne segue tra canzoni, balli, spettacoli onirici e infine punizioni.
Delitti e castighi
Infatti, per quanto sia affascinante, alla fine Frank -N- Furter sarà punito per i suoi crimini. Riff Raff, tuttofare del castello, proviene dallo stesso pianeta di Frank e diventa il suo nuovo comandante. In una delle ultime canzoni (Wild and Untamed Thing) comunica allo scienziato la sua punizione: tornerà a casa sua e lì sarà giudicato per la sua condotta e i suoi crimini.
Anche in questo momento Frank non perde la sua aura immaginifica e il suo charme. Insomma, rimane la diva che è, cantando I’m Going Home, in cui racconta la sua storia e il suo punto di vista. Nonostante la sua finale punizione, Frank -N- Furter è libero.
Oltre l’esagerazione
Quando guardiamo questo film dobbiamo andare oltre la sua estremizzazione. Non dobbiamo perdonare i crimini commessi da Frank -N- Furter, ma possiamo notare come la punizione arrivi per delitti che lui commette, non per ciò che è. Il suo essere viene posto sotto giudizio dai nuovi arrivati, che però alla fine provano affetto per questa strana figura che è apparsa nelle loro vite.
Frank è libero di essere se stesso, subisce le conseguenze delle sue azioni. E così è per i due giovani protagonisti: questa esperienza li porta a essere liberi in ciò che sono, come ad esempio Janet nella sua conoscenza di sé e in quel riconoscersi agisce come si sente. Brad scopre lati della sua persona che non conosceva ed esce da quello schema che lo vedeva lavoratore, fidanzato e poi marito. La notte nel castello ha cambiato le vite di tutti e ha segnato la nascita di un nuovo cult cinematografico.
L’eredità
Rocky Horror Picture Show è il film che è rimasto al cinema più a lungo nella storia, ben 51 anni. Ancora oggi parla alle generazioni un po’ per la sua stravaganza, la sua follia e in fondo anche la sua tenerezza; soprattutto il film ci parla ancora del piacere di essere se stessi nella propria pelle: don’t dream it, be it.
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