fbpx

Alleghe (Belluno)

Abbiamo chiesto ai collaboratori di Frammenti Rivista di raccontarci i propri luoghi del cuore. L’obiettivo? Costruire una mappa delle bellezze del nostro Paese, viste con gli occhi di chi, questi luoghi, li ama davvero.

3 minuti di lettura

Venendo da Belluno sulla statale, l’ultimo tratto prima di arrivare ad Alleghe percorre una serie di tornanti che risalgono la montagna. Il paesaggio, attraversato dai boschi che ancora portano i segni di Vaia, la tempesta che tre anni fa martoriò la zona dell’Agordino, si apre a questo punto sul paesino che precede Alleghe, Masarè, (valanga in dialetto bellunese). È qui che i confini del lago – sul quale si snodano e arrampicano le poche casette, ristoranti, e la chiesa col suo campanile che costituiscono Alleghe – cominciano ad intravedersi, ancora nascosti dalla vegetazione tra un tornante e l’altro. 

Il lago di Alleghe. Panorama dal rifugio Tissi, sul monte Civetta. Foto di Guido Andolfato

Raggiunti i mille metri sopra il livello del mare, si entra ad Alleghe, il cui lago accoglie, come uno specchio dei monti che lo sovrastano, il visitatore. D’estate gli effetti cromatici prodotti dal Sole, che picchia sulle rocce rosa delle Dolomiti alla base delle quali riposa il paese, danno al cielo una colorazione che sembra tradurre il sentimento della quiete; l’odore di pioggia fresca inspessisce e libera l’aria come un gusto consistente e fruttato; il lago fissa nella sua calma limpidezza l’unicità di questo quadro. 

Lago di Alleghe (Belluno). Fonte: Wikipedia

Alleghe è piccola: gli abitanti sono poco più di mille, gli alberghi non superano la decina, qualche ristorante – due pizzerie molto buone – costeggia la strada in lastricato che fiancheggia gli impianti sciistici di risalita. Tuttavia, la passeggiata che corre lungo il lago e che lo circonda è spesso affollata, soprattutto d’estate, per via del fresco che esala nelle vicinanze dell’acqua. Le terrazze delle abitazioni che vi si affacciano sono riempite di gerani colorati. 

Sopra Alleghe sorge il Civetta, «la muraglia di roccia più bella delle Alpi», diceva Dino Buzzati. Una delle escursioni più belle del comprensorio raggiunge il Col Reàn, che si trova esattamente di fronte alla parete nord-ovest del Civetta; qui, dallo splendido rifugio Tissi, a 2250 metri, la vista si apre ancora su Alleghe, questa volta dall’alto. Se siete fortunati e il vento non batte sulla cresta della montagna, troverete un silenzio ancora più profondo di quello a valle, che qui fa da sfondo al paese.   

Non abbiamo grandi editori alle spalle. Gli unici nostri padroni sono i lettori. Se ti piace quello che facciamo, puoi sostenerci iscrivendoti al FR Club o con una donazione.

Segui Frammenti Rivista anche su Facebook e Instagram, e iscriviti alla nostra newsletter!

Giovanni Fava

25 anni; filosofia, Antropocene, geologia. Perlopiù passeggio in montagna.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.