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«Boldini e la moda». Sfarzo e modernità in mostra a Ferrara

Ha appena una settimana di vita ma si è già imposta come una delle mostre più significative della stagione, l’omaggio di Ferrara ad uno dei suoi figli più illustri. Curata da Barbara Guidi, con la collaborazione della storica del costume Virginia HillBoldini e la moda si propone come una celebrazione della raffinatezza e dell’edonismo di un’epoca, colti dall’abile occhio e dalle pennellate nervose del suo più celebre cantore. Artista cosmopolita ma parigino nell’anima, Giovanni Boldini seppe dare vita a quella combinazione, tutta francese, di eleganza discreta e raffinata e di intramontabile charme. «Pariginismo, Modernità sono sono le due parole scritte dal maestro ferrarese su ogni foglia del suo albero di scienza e grazia» sentenziò il celebre dandy Robert de Montesquiouil cui ritratto accoglie oggi i visitatori alla mostra. 

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Le comte Robert de Montesquiou, 1897, 116 x 82,5, Museo d’Orsay, Parigi
Foto da: www.palazzodeidiamanti.it

 «Boldini sapeva riprodurre la sensazione folgorante che le donne sentivano di suscitare quand’erano viste nei loro momenti migliori» con queste parole Cecil Beaton acclamava il pittore della bellezza femminile. Grande rinnovatore del genere del ritratto, Boldini affidò ad una pennellata fresca e vivace la testimonianza del gusto di un’epoca, creando opere in cui modernità e mondanità si intrecciano finemente. Nel suo atelier di Pigalle sfilarono i maggiori esponenti della buona società francese, alla ricerca di quel prestigio sociale che, nonostante l’evoluzione dei tempi, il ritratto sapeva ancora sancire. Tra i volti immortalati dall’artista, Emiliana Concha de Ossa, il cui ritratto fu premiato all’Esposizione Universale del 1889, le due duchesse di Marlborough, Consuelo Vanderbilt e Gladys Deacon, Jeanne Hugo, la nipote dell’illustre romanziere, ed attrici del calibro di Marthe Régnier. Donne raffinate e seducenti còlte in pose disinvolte o teatrali, rese da una pennellata frizzante come il clima di quell’epoca – solo all’apparenza spensierata – a cavallo tra due secoli. In un periodo storico in cui la donna era concepita come opera d’arte vivente, l’abito diventava il mezzo dell’affermazione dello status e la pittura era chiamata ad omaggiare, oltre alla figura umana, anche le creazioni sartoriali dei grandi couturiers come Worth o le sorelle Callot. Ecco allora che, nell’esposizione, stoffe, accessori e vestiti, prestati dal Musée des Arts Décoratifs di Parigi, dal Victoria&Albert Museum di Londra e dalla Collezione Tirelli Trappeti, affiancano le opere di Giovanni Boldini e di altri contemporanei come John Singer Sargent, creando un percorso che intreccia moda ed arte. In autentico spirito Belle Époque

Abito da sera, 1900, Fondazione Tirelli,
Foto da: www.palazzodeidiamanti.it

Per la prima volta in una mostra, dunque, Boldini dialoga direttamente con il suo secondo soggetto pittorico prediletto, il mondo del costume, indagando il suo rapporto con la nascente industria della moda. Fino al 2 giugno 2019, Palazzo dei Diamanti diventa un’ideale macchina del tempo, consentendo ad ogni visitatore di rivivere l’atmosfera della metropoli parigina, le luci e la frivolezza dei salotti e dei cafés-concerts

 

«Boldini e la moda»
16 febbraio/2 giugno 2019
Palazzo dei Diamanti, Ferrara
Organizzatori: Fondazione Ferrara Arte, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara
Aperto tutti i giorni: 9-19

Jennifer Marie Collavo

Nata nel '96 ma del secolo sbagliato, cresciuta in una famiglia multiculturale e multilingue. Una laurea in Conservazione e gestione dei beni culturali ed un'insopprimibile passione per tutto ciò che è antico, polveroso ed enigmatico. Amo follemente i cipressi, Napoleone, la spumosa schiuma della birra e i viaggi on the road.
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