Catcalling: quando la molestia c’è (e diventa una questione legale)

Forse non ne avete mai sentito questo termine, eppure il catcalling è qualcosa che quasi ogni donna ha vissuto in prima persona almeno una volta nella vita. “Ciao bella”, fischi per strada, suoni di clacson, attenzioni non richieste in luoghi pubblici: tutto questo (e molto altro ancora) è il catcalling, ed è un tipo di molestia verbale. Parole, piccoli gesti, spesso difficili da classificare come molestia vera e propria, che vanno ad agire sulla nostra società in modo subdolo e silenzioso. Un problema di cui si parla troppo poco che però si sta piano piano inserendo nel dibattito pubblico. 

Catcalling: in Francia è reato 

Secondo uno studio condotto dal gruppo statunitense anti-molestie Hollaback! in collaborazione con la Cornell University, l’84% delle donne ha subìto molestie da strada prima dei 17 anni. Un dato preoccupante che agisce sulla crescita delle ragazze, ma anche dei ragazzi, abituati a gesti considerati “superficiali”, che tuttavia possono condizionare il rapporto delle giovani donne con il proprio corpo e la propria sessualità. 

Nell’agosto del 2018 la Francia di Emmanuel Macron ha approvato la legge contro le violenze sessiste, insulti da strada compresi. «Le donne non devono in alcun modo aver timore di andare in giro» ha dichiarato dopo l’approvazione il Presidente francese. Per chi commette catcalling, si legge nella manovra, previste multe fino a 750 euro e un percorso di riabilitazione civica obbligatorio. Una risposta legislativa alla stagione del #metoo (in francese #balancetonporc), che in Francia ha avuto una risonanza mediatica molto forte. 

Catcalling e molestie: i numeri in Italia 

Dai dati Istat 2018 sulle molestie e i ricatti sessuali sul lavoro, si stima che siano 8 milioni e 816mila (il 43,6%) le donne fra i 14 e i 65 anni che nel corso della vita hanno subito qualche forma di molestia sessuale. Gli autori delle molestie a sfondo sessuale, si legge nel report, risultano essere in larga prevalenza uomini: lo sono per il 97% delle “vittime donne” e per l’85,4% delle “vittime uomini”. 

Di catcalling e sue degenerazioni se ne inizia a parlare, seppur timidamente, anche in Italia. L’Istat puntualizza i dati sulle molestie da contatto fisico, ovvero le situazioni in cui le vittime sono state accarezzate o baciate contro la loro volontà. La maggior parte delle volte questo tipo di molestie sono state perpetrate da estranei e per le donne avvengono più̀ frequentemente sui mezzi di trasporto pubblici (nel 27,9% dei casi). 

È il momento di parlarne (e puoi dire la tua)

Il fenomeno comincia a essere sentito soprattutto dai più giovani che, confrontandosi, stanno prendendo consapevolezza di quanto questi fenomeni possano ferire e rappresentare comportamenti sbagliati. 

Alcuni ragazzi del collettivo del liceo Elio Vittorini di Milano stanno costruendo un percorso su questa problematica e hanno esteso la rete di partner coinvolti, con lo scopo di intraprendere azioni concrete per portare a galla il fenomeno. Esiste un questionario che anche l’Associazione Onde Rosa sta rilanciando proprio per raccogliere dati e testimonianze sul catcalling (potete compilarlo qui). Alla fine del sondaggio i risultati verranno condivisi anche sulla pagina di Onde Rosa, proprio come abbiamo fatto con il questionario sul sexting. Basta un minuto per fare la propria parte: non sprecare questa occasione.

Questo contenuto è realizzato da Onde Rosa, un gruppo di attiviste di età compresa tra i 16 e i 30 anni che si occupa di gender equality. Potete seguire Onde Rosa qui.

In apertura uno scatto di Wanted in Rome.


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Redazione
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