Il cinema dei Fratelli Marx,
tra satira sociale
e umorismo ancestrale

Uno dei gruppi comici del cinema americano più amato è stato il quintetto dei fratelli Marx – Chico (Leonard Marx, 1887-1961), Harpo (Adolph Marx, 1888-1964), Groucho (Julius Henry 1890-1977), Gummo (Milton Marx, 1892-1977) e Zeppo (Herbert Marx, 1901-1979) – che con l’umorismo sferzante e sopra le righe hanno bersagliato la società e le sue ipocrisie raccontando l’urlo liberatorio dell’uomo medio, concretizzando la lotta cui egli avrebbe voluto dare inizio contro la società vanagloriosa e le sue istituzioni tronfie. Il tutto è condito da un umorismo archetipico e surreale. I cinque, formatisi nell’ambiente del vaudeville (termine americano per indicare il teatro del varietà), oscillano tra la volgarità e il non sense, l’iconoclastia e la poesia, affidata spesso a Groucho, che rappresenta sicuramente il personaggio più interessante, in quanto mescola silhouette meccanica e sfrontate strizzatine d’occhio.

Figli d’arte e di origini ebraiche, fin da piccoli vengono avviati dalla madre alla carriera teatrale e, aiutati dallo zio, un noto comico teatrale, cominciano a girare e a farsi conoscere per la provincia statunitense, così da essere in poco tempo ingaggiati per vere e proprie tournée. Nel 1912 inventano una scenetta comica che caratterizza i personaggi che avrebbero interpretato nei film: Groucho, il baffuto chiacchierone, interpreta il classico arrampicatore sociale, Harpo, indossando una parrucca, è il vagabondo muto fintamente ingenuo, Chico, con le giacche troppo corte e le camicie di cattivo gusto, impersona l’immigrato italiano che storpia l’inglese, fraintende le parole ed è sempre pronto alle truffe, mentre Zeppo, con l’aspetto del bel ragazzo, interpreta spesso il ruolo di segretario di Groucho. Ben presto Gummo lascia il gruppo per dedicarsi all’attività imprenditoriale e dopo un breve periodo anche Zeppo abbandona i fratelli per seguire Gummo.

I loro soprannomi nascono durante una partita a poker nel 1915 e furono opera di Art Fischer: Groucho deriva da grouchy, brontolone, Gummo fa riferimento alle soprascarpe di gomma che egli usava, gummy shoes, Harpo venne chiamato così perché suonava l’arpa e Chico deriva infine da chicks, che in slang americano sono le ragazze, la vera passione di Leonard.

fratelli marx

I primi due film targati Marx sono adattamenti cinematografici dei loro spettacoli teatrali, con i quali negli anni Venti, dopo quasi vent’anni di gavetta, a Broadway ottengono un successo meritato ma al tempo stesso inaspettato, come afferma Groucho stesso: «Il nostro arrivo a New York fu strano: facemmo un successo che non ci aspettavamo. Non pensavamo di essere bravi». 

Con il loro The Cocoanuts (1929) vengono notati dal cinema statunitense e la Paramount Pictures li sottoscrive a contratto. La trama vede Groucho nel personaggio di un direttore di un albergo che non può pagare i suoi dipendenti e cerca quindi di persuaderli della necessità di liberarsi dal giogo del denaro, perché esso è un male. Con questa scena Groucho propone una visione umoristica del classico liberale americano, per cui l’ideale della libertà diventa solo una chiacchiera con cui ingannare il prossimo, mentre l’imbroglio delle parole sembra essere l’unica forza in grado di smuovere il mondo paralizzato dal denaro.

Nel secondo film, Animal crackers, ricavato anch’esso da uno spettacolo teatrale, un celebre esploratore dell’Africa interpretato da Groucho viene invitato nella villa di una ricca signora, dove Harpo e Chico intrattengono gli ospiti. Le chiacchiere paradossali di Groucho e gli scherzi degli altri due smascherano la loro essenza di imbroglioni, intrufolatisi negli scenari di ricchezza borghese per portare confusione e scompiglio nelle loro convenzioni morali, con una vena di immoralità (impersonata da Groucho) e di vitalismo (affidata ad Harpo). Queste due pellicole sono molto vicine alla comicità da vaudaville, spesso priva di una vera e propria trama ma con un canovaccio in cui inserire gag, pantomime e intermezzi musicali.

Nei tre film successivi prodotti dalla Paramount, che risultano essere l’apice della carriera dei fratelli, si deve affrontare proprio questo problema: la loro comicità raggiunge il suo akmè quando è slegata da ogni motivazione ed è composta da lazzi e giochi di parole, che distruggono la razionalità della trama. In Monkey business (1931) i fratelli Marx sono clandestini in perenne fuga su di una nave e in conflitto con una banda di gangster, cui Groucho e i fratelli partecipano continuando a cambiare schieramento e imbrogliando tutti. La soluzione della seconda trama permise agli sceneggiatori e al regista Norman McLeod di mantenere uno sviluppo narrativo ordinato e di lasciare spazio all’irruenza dei fratelli Marx, che dissacrava ogni situazione e convenzionalità.

monkey business, fratelli marx

Anche Horse feathers (1932) riprende questa tecnica: Groucho interpreta un direttore di un collegio che vuole che la sua squadra di rugby vinca, mentre Harpo rapisce i giocatori della squadra avversaria. In questa pellicola, però, i Marx concedono meno all’impianto narrativo, lasciando molto più spazio agli impulsi stravaganti, alle fantasie puerili e più impensabili, dove Harpo trionfa su tutto con le sue strane magie. La loro esuberante teatralità dà luogo a uno spettacolo anti-realistico e contrario alle accurate costruzioni dei film di Hollywood, di cui spesso sbeffeggiano le trame.

Questa tendenza raggiunge il culmine con Duck Soup (1933), meglio conosciuto come La guerra lampo dei fratelli Marx, si tratta del loro lavoro più anarchico, più ricco di trovate e giochi di parole che si accavallano lasciando lo spettatore senza fiato. La vicenda è ambientata a Freedonia (nome che evoca la libertà dell’America), al momento in guerra con Sylvania (paese che sembra alludere al fascismo) e attraverso le chiacchiere di Groucho, leader di Freedonia che ruba soldi a tutti e genera solo scompiglio, mira a deridere tutti i discorsi politici. Harpo e Chico impersonano invece due spie che cambiano parti senza apparenti motivi plausibili. Le gag di questo film sono indimenticabili, specialmente quella dello specchio finto, che è passata alla storia del cinema: Chico e Harpo rinchiudono Firefly (Groucho) in una stanza per poi indossare un cappuccio da notte e dipingersi i baffi, assumendo così le sue sembianze. I due danno vita ad un esilarante e goffo tentativo di ripetere i suoi movimenti, generando un effetto comico senza tempo.

La guerra lampo dei fratelli Marx

la gag dello specchio finto. immagine tratta da www.vivacinema.it

Le scene belliche sono una vera parodia dei film di guerra, da quelle che inneggiano all’intervento degli Stati Uniti nel primo conflitto mondiale, a quelle sulla guerra di Secessione, fino a quelle che glorificano gli eroi nazionali. Nessuna morale di comodo viene dunque salvata ed è proprio per questo che il film non ha avuto un riscontro positivo nel pubblico, pur avendo attirato l’attenzione di uomini di cultura, scrittori e artisti americani ed europei.

Dopo questo film la Paramount non rinnova il contratto con il gruppo Marx, che viene però scritturato dal produttore della Goldwyn Mayer, Irving Thalberg, il quale riforma la comicità dei fratelli ancorandola ad una più salda struttura narrativa. Su queste direttive nasce A night at the opera (1935), il loro lavoro con il più alto livello di incassi raggiunto. Ma dopo la morte di Thalberg, avvenuta nel 1937, i fratelli Marx rimangono abbandonati a se stessi in una Hollywood che ammette solo comici di serie e che produce i loro film solo per sfruttarne la fama. Gli ultimi sei film, infatti, mostrano un carattere affrettato delle produzioni, tutte le scenografie, i costumi e le trame sono ripetitivi e posticci come i prodotti comici di serie: ormai il gruppo lavora su schemi collaudati per attirare il pubblico, sfruttando gli atteggiamenti stralunati e paradossali, residui di una vitalità passata.

Nonostante il declino degli ultimi anni della loro carriera, i fratelli Marx con la loro comicità semplice ma tagliente, le loro gag irriverenti e la loro denuncia sociale sempre attuale hanno influenzato il cinema e i registi successivi, tanto che l’American film institute li ha inseriti al ventesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema.

Nicole Erbetti

Fratelli Marx

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Redazione
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