Per un Natale letterario: i nostri consigli di lettura

Mancano soli quattro giorni al Natale, un momento sempre atteso dai bambini ma in fondo anche dai grandi. Quest’anno le feste saranno diverse e, per forza di cose, più sobrie, nel rispetto delle norme imposte dalla situazione sanitaria. Ci sono però degli amici che ci hanno accompagnato in tutto questo 2020 e che continueranno a tenerci compagnia durante le feste: i libri. Ecco quindi una piccola lista di consigli di lettura a tema Natale, quei libri insomma che non possono mancare sotto l’albero, stilata dalla redazione Letteratura di Frammenti Rivista. Da mostri sacri della letteratura a opere di autori esordienti, ce n’è davvero per tutti i gusti. A questo punto, non ci resta che augurare un buon Natale letterario a tutti i nostri lettori!

«Un Natale» di Truman Capote

Due racconti di Natale, uno più malinconico dell’altro: Un ricordo di Natale (1956) e Un Natale (1982). Truman Capote narra due giornate natalizie che ha vissuto nell’infanzia. Una in allegria con la cugina preferita a preparare focacce e a godersi un Natale povero ma felice con la donna che gli è stata madre, amica, complice fino alla fine.

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Nell’altra, invece, è costretto a separarsi dall’adorata cugina per raggiungere il padre in una città sconosciuta con l’altrettanto poco conosciuto genitore. Un Natale triste dove la magia delle feste viene distrutta da un padre con un egoistico bisognoso d’affetto. Poche intense pagine che vi colpiranno al cuore. Dopo la lettura, bevetevi uno zabaione per tirarvi su.

Consigliato da Azzurra Bergamo

«Racconto di Natale» di Dino Buzzati

Pubblicato originariamente sul numero natalizio de “Il Corriere della Sera” del 1946 e poi confluito nella raccolta La boutique del mistero, tra i consigli di lettura per Natale non può mancare Racconto di Natale di Dino Buzzati, tipico racconto dalle atmosfere oniriche e surreali a cui ci ha abituato l’autore bellunese. È incentrato sull’egoismo di don Valentino, un prete che non vuole condividere l’amore di Dio con gli altri durante la Vigilia di Natale. L’amore di Dio, però, si allontana non solo dal prete, ma anche dagli altri abitanti della città, dando all’egoismo di Don Valentino una dimensione universale.

Natale letterario

Il racconto mette in luce la freddezza dei rapporti interpersonali e la mancanza di condivisione con gli altri. Non il solito racconto di Natale, pieno di felicità e lieti fini, ma un racconto pieno d’inquietudine e mistero che ci mostra come lo spirito del Natale non sia la festa fine a sé stessa o il consumismo, ma la condivisione, l’empatia e l’altruismo verso gli altri.

Consigliato da Alberto Paolo Palumbo

«Van’ka» di Anton Čechov

«Van’ka Žukov, ragazzo di nove anni, messo tre mesi addietro a imparare dal calzolaio Aljachin, la notte di Natale non si coricò». Ecco come ha inizio questo racconto di Anton Čechov, uno dei nostri consigli di lettura per Natale scritto proprio in occasione del 25 dicembre del 1886. Quando il sole non è ancora sorto, Van’ka si trova a scrivere una lettera al nonno, impiegato come guardiano notturno per una famiglia altolocata. Con la madre che faceva la cameriera presso gli stessi signori, il ragazzo passa giorni lieti nella casa. Purtroppo, però, alla morte della madre, il nonno decide di mandarlo a imparare un mestiere. Van’ka, triste e maltrattato, chiede al nonno di riprenderlo con sé.

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«Il giardino dei ciliegi» di Anton Čechov e la lotta generazionale

Oltre ad essere un racconto commovente, Van’ka è anche una denuncia sociale della situazione in cui versavano migliaia di bambini all’epoca. Tematica che verrà analizzata dallo stesso autore anche nel successivo – e decisamente più crudo – Voglia di dormire. Che questo periodo di festa possa essere spunto per recuperare tutti racconti di questo Maestro indiscusso.

Consigliato da Lorenzo Gafforini

«Stiamo abbastanza bene» di Francesco Spiedo

Se Capodanno è il periodo dei buoni propositi, il Natale è il momento perfetto per tirare le somme. E quando Andrea Lattanzi, 25 anni e una laurea in matematica, ritorna a Napoli dalla famiglia per le vacanze natalizie, capisce che deve fare i conti non solo con il passato ma soprattutto con il presente. È fuggito da Napoli, cercando rifugio a Milano, dopo la laurea e la fine di una relazione importante, non sa cosa vuole fare (lavorativamente parlando), sa che non vuole insegnare matematica e non vuole lavorare in banca. Accetta occupazioni occasionali, diventa un factotum, pur di pagare l’affitto del suo minuscolo monolocale e la spesa, tra le lamentale di una madre che non vede l’ora che torni a casa e una valigia che non si decide a disfare.

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Stiamo abbastanza bene è il romanzo d’esordio di Francesco Spiedo, edito da Fandango Libri, il volto della generazione del XXI secolo. Ventenni in fuga dalle responsabilità ma, al contempo, schiacciati dall’incertezza del futuro nel tentativo di rimboccarsi le maniche. Una generazione che sta abbastanza bene, ma neanche troppo.

Consigliato da Serena Votano


Immagine di copertina: Photo by Timothy Eberly on Unsplash

 


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Redazione

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