Cosa ci hanno insegnato le crisi economiche mondiali

La parola “crisi” deriva dal greco “krisis”, che significa un momento decisionale che porta a cambiamenti. Nonostante l’accezione peggiorativa che ha in italiano, la crisi potrebbe avere un lato positivo, poiché si tratta di un periodo che apre le porte alle innovazioni e a salti di qualità. 

La storia economica mondiale stessa ce lo dimostra. Ci sono stati tanti periodi di paura e incertezze per il futuro negli anni passati, momenti che ci hanno segnati a vita. Ma tutto ciò ci è servito per uscirne più forti di prima.

Al giorno d’oggi viviamo un periodo storico particolare, mai prima d’ora un virus è riuscito a creare un crollo economico a livello mondiale di tale portata, e sicuramente in un futuro prossimo insegneranno “la crisi del coronavirus” nelle scuole.

Una cosa che abbiamo imparato da questi momenti di difficoltà è che possono sorgere grandi opportunità per coloro che sanno identificarle. Abbiamo assistito a cambi di metodologie lavorative: lo smartworking è passato in primo piano ed i prodotti che non erano di prima necessità ora lo sono diventati.

Se ci pensate, tutto si è spostato al digitale. I negozi per continuare a far girare l’economia hanno iniziato a lavorare maggiormente sugli e-commerce. Ogni servizio di cui necessitiamo possiamo soddisfarlo direttamente dal nostro divano di casa, attraverso un semplice dispositivo elettronico. 

La spesa viene consegnata a casa, i portali multimediali hanno aumentato i contenuti, i medici fanno consulti clinici telefonici, gli istituti finanziari rilasciano maggiormente prestiti online, i musei e attrazioni turistiche fanno dei tour virtuali… Insomma, ci si unisce e ci si trasforma nella speranza di aiutarci l’uno l’altro. 

Possiamo dire che non siamo mai stati così distanti, ma mai così uniti. Ecco, questo è quello che il coronavirus ci ha insegnato finora. Ma vediamo insieme quali sono le principali crisi economiche mondiali che ci hanno reso una nazione così forte e resiliente.

1. Crisi del 1929 – “La Grande Depressione”

Accaduta tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, la crisi del 1929 fu uno degli eventi di maggiore impatto nella storia contemporanea. Questa crisi si verificò nei mesi di settembre e ottobre 1929, negli Stati Uniti, quando il valore delle azioni della Borsa di New York (a cui all’epoca era integrata l’economia mondiale) precipitò, provocando il suo “crollo” (crash). 

Il crollo della Borsa di New York, a sua volta, scatenò la Grande Depressione americana, che durò fino alla metà degli anni ’30.

La crisi del 1929 fu una conseguenza della grande espansione del credito attraverso l’offerta di moneta (emissione di denaro e obbligazioni) effettuata dal Federal Reserve System (un tipo di banca centrale americana) fin dai primi anni ’20. 

Nel 1929, questa espansione dovette essere interrotta dal governo, poiché era necessario procedere all’adeguamento dei conti. Il governo ha quindi smesso di espandere l’offerta di moneta e ha iniziato ad attuare una politica di restrizione del prestito. 

Temendo la svalutazione della valuta, molte persone e società hanno ritirato le loro riserve dalle banche, avviando un processo di recessione.

2. Crisi Petrolifera del 1973

Da quando il petrolio è stato scoperto, alla fine del XIX secolo, è stato consumato dalla società in modo abbondante, principalmente nella società industriale e consumista d’oggi.

Negli anni ’70 si è scoperto che il petrolio è una fonte esauribile, questa affermazione ha aumentato il prezzo del prodotto, e in poco più di sette anni il prezzo di un barile di petrolio è praticamente triplicato.

Ciò ha portato ad un aumento del valore del prodotto primario dei paesi sottosviluppati, superando i prodotti industrializzati dei paesi sviluppati.

3. La crisi del 2008

La crisi del 2008 è iniziata a causa delle speculazioni immobiliari negli Stati Uniti. Era la cosiddetta “bolla”, causata da un aumento abusivo dei valori delle proprietà.

Al raggiungimento di prezzi ben al di sopra del mercato, il settore ha finito per crollare, poiché la sopravvalutazione non è stata accompagnata dalla capacità finanziaria dei cittadini di sostenere i costi.

È stato un vero effetto “palla di neve”, con conseguente riduzione dei consumi, riduzione dei profitti e licenziamenti di massa. Il fallimento della banca Lehman Brothers portò l’apice della crisi. Le azioni sono crollate, le obbligazioni sono state svalutate e la popolazione era in balia degli sforzi del governo per cambiare la situazione.

Tutti questi avvenimenti sono avvenuti dal ‘900, secolo che ci ha visti impegnati a combattere e superare due guerre mondiali, anni di grandi trasformazioni sociali e miglioramenti tecnologici.

Questa battuta d’arresto coltiverà in noi solo un ancor più profondo senso di giustizia e resistenza, ed è appunto con la definizione di resilienza che vorremmo chiudere questo articolo: 

«La resilienza è la capacità di un sistema complesso di sostenere un urto, deformandosi senza lacerarsi. Mantenendo quindi operative le funzioni vitali», e, aggiungiamo, migliorandosi per il roseo futuro che ci aspetta.

Immagine in copertina: Photo by Robert Metz on Unsplash


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Redazione
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