Earth Day 2015: seminare un futuro per il nostro Pianeta

«Possano arrivare giorni pacifici e gioiosi, per la nostra bella navicella spaziale Terra, che continua a correre e a girare per lo spazio freddo col suo caloroso e fragile carico di vita».

E’ il 21 marzo del 1971 e con queste parole il Segretario Generale delle Nazioni Unite U Thant ufficializza il patrocinio dell’Onu alla Giornata della Terra, o Earth Day, la più grande celebrazione per la tutela e la salvaguardia del nostro Pianeta.

L’idea di istituire questa giornata, poi fissata per il 22 aprile, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primaEarth Dayvera, in realtà affonda le sue radici nel 1969, quando il senatore democratico degli U.S.A. Nelson solleva il delicato tema delle questioni ambientali, promuovendo una serie di conferenze itineranti per gli Stati Uniti che coinvolsero persino Bob Kennedy, anche a seguito di un disastro ambientale che vide scendere in piazza, proprio il 22 aprile del ’70, 20 milioni di americani a manifestare per la tutela del pianeta.

E’ di fatto il primo Earth Day della storia, un evento chiave che mette in luce l’esigenza concreta di fare qualcosa per il nostro Pianeta e che culminerà poi nel 1992 col Summit di Rio, la prima conferenza di capi di stato mondiali sulle questioni di tutela e difesa dell’ambiente.

Se nei primi tempi dominavano i problemi di inquinamento di acqua, aria e suolo, l’avanzare dei deserti e la spinosa questione dei rifiuti tossici, ora, quarantacinque anni dopo quel 22 aprile 1970, che cosa si celebra? Il tema scelto per quest’anno è importante e delicato: oltre al solito occhio di riguardo alla riduzione di emissione di gas serra, per l’Earth Day 2015 si è pensato di “restituire” qualcosa alla Terra, con un impegno globale di piantare oltre un miliardo di alberi e semi.

giornata terra Moltissime, poi, le iniziative previste per questo 22 aprile: in Italia, ormai a pochi giorni dall’apertura di Expo,  l’attenzione si rivolgerà al diritto al cibo e ad uno sviluppo sostenibile che permette di nutrire il Pianeta e i suoi abitanti,  in supporto del quale scenderà in prima linea anche Papa Francesco, con una campagna promossa insieme a Caritas.

Anche il mondo della scienza e della tecnologia non manca di “omaggiare” il Pianeta, con la campagna #NoPlaceLikeHome promossa dalla  Nasa: video, foto e status celebrativi della nostra bella “navicella spaziale”, per dirla con Thant, hanno invaso i più  importanti social newtork, catalogati sotto l’hashtag proposto dalla nota agenzia aerospaziale statunitense.

Quella di oggi non è solo una data convenzionale, ma anche e soprattutto un monito ed un invito ad impegnarsi nel quotidiano, sebbene all’apparenza il contributo del singolo possa sembrare insignificante, per dimostrare che la volontà di scendere in campo attivamente per il bene della Terra dev’essere sempre costante: solo così potremo porre delle garanzie positive sul futuro nostro e del nostro Pianeta, del resto ricorda Vandana Shiva:
«Most civilizations of the world, for most of human history, have seen the world in terms of relatedness and connection, and if there’s one thing the rights of Mother Earth is waking us to, is: we are all connected».

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