L’erotismo macabro in Giger

La bellezza del corpo umano fuso con la freddezza delle macchine in un eterno e terribile abbraccio erotico. Stiamo parlando dei biomeccanoidi di Hans Rudolf “Ruedi” Giger, artista svizzero fra i massimi esponenti del Surrealismo moderno e conosciuto ai più come il padre della creatura Xenomorfa della saga Alien di Riddley Scott, opera che valse all’artista il premio Oscar come miglior effetto speciale nel 1980.

Giger: l’erotismo in «Alien»

Maestro nel campo degli effetti speciali, Giger diede la sua personale interpretazione del mostro spaziale più famoso del mondo, mescolando terrore e sensualità come solo lui ha saputo fare.

Fin dallo stadio iniziale della creatura, il Facehugger, notiamo l’inequivocabile somiglianza con la vagina, dotata però in questo caso anche di un pene, che violenta la bocca dell’ospite umano introducendo un embrione nel suo stomaco.

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Questo embrione darà vita poi al Chestburster, mostriciattolo dalla forma fallica che passerà all’evoluzione finale che tutti noi conosciamo: una figura con un cranio che ricorda un membro in erezione, ma dalle fattezze vagamente femminili, che si muove con una sensuale agilità.

Una pornografia violenta quella che ci viene sottilmente presentata nella pellicola e che ha poi decretato il successo dell’artista e la sua evoluzione.

Erotomechanics: l’unione tra uomo e macchina

Giger trasforma la sessualità in qualcosa di meccanico, robotico, freddo, ma allo stesso tempo non trascura l’elemento umano che si fonda perfettamente con la tecnologia diventando parte di un tutto. Una macabra armonia fra carne e metallo capace di suscitare sentimenti contrastanti: orrore, inquietudine ed erotismo nello stesso momento.

Da William Blake a Max Ernst fino a H.P. Lovecraft, Giger prende ispirazione da autori che hanno dato voce al loro lato più oscuro mostrandoci un nuovo mondo, fatto di sublime orrore e fantasie inconfessabili, dove i sogni lasciano il posto agli incubi. E noi, da questi incubi, siamo inevitabilmente attratti ed eccitati.

Immagini di copertina: rockemetal.forumfree.it

 


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