Padri e figli nella Formula 1: Gilles e Jacques Villeneuve

Vincitori e vinti

Nello sport esistono i punteggi che decretano i vincitori e i vinti. Si può vincere e perdere in vari modi e questo, spesso, solca la differenza fra l’essere amati o non amati dal pubblico. Il mondo dello sport è pieno di campioni che al momento decisivo sono stati sconfitti da un avversario più forte, o dal fato avverso. Ciò spesso ha fatto sì che questi eterni secondi abbiano avuto, dalla gente comune, dal pubblico, dagli appassionati, una gratificazione maggiore dei rivali vincitori. Come nel caso del ciclista francese Rayomd Poulidor, eternamente secondo dietro al grande Bernard Hinault, ma certamente più amato dal pubblico francese; d’altronde anche Ettore, l’eroe omerico più affascinante, è uno sconfitto. Da un avversario più forte e/o dal fato avverso. Enzo Ferrari, probabilmente l’uomo di sport più importante del ‘900 italiano, l’ha sempre pensata alla stessa maniera della maggior parte dei ferraristi incalliti. Il pilota più amato di tutti? Gilles Villeneuve. Titoli mondiali vinti? Zero.

Villeneuve

Gilles con il piccolo Jacques.
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Gilles Villeneuve

Gilles Villeneuve nasce in Canada, nella provincia francofona del Québec, nel 1950, nonostante per anni abbia dichiarato di essere venuto al mondo due anni più tardi, poiché convinto che il mondo della Formula 1 non lo volesse perché troppo vecchio (oggi, un talento come Max Verstappen ha potuto correre a 17 anni!). Effettivamente debutta tardi, solamente durante la stagione 1976 sul sedile di una McLaren dell’anno precedente. Mostra subito gli artigli affilati, tant’è che Enzo Ferrari se ne accorge e decide di bloccarlo per la stagione successiva. Leggenda vuole che il patron della rossa più famosa del mondo fosse, di norma, più propenso a scegliere per la sua scuderia i piloti stranieri, perché ai corridori italiani si affezionava troppo; e ciò, nella Formula 1 di quegli anni, aveva un doppio lato della medaglia. Negli anni ’70 e ’80 le corse consistevano, letteralmente, in un gioco al massacro. Un arena dove i toreri spesso e volentieri terminavano la corrida incornati.

L’anno di grazie per Villeneuve è il 1979, stagione dell’ultimo titolo mondiale della rossa prima dell’Era Schumacher. Il trono se lo prende Jody Scheckter, pilota sudafricano che trionfa anche grazie all’aiuto del suo scudiero, quel piccolo pilota canadese che termina l’annata al secondo posto della classifica. È sempre grazie a un secondo posto che Gilles riesce a scrivere un pezzo di storia delle corse. Si disputa il Gran Premio di Francia a Dijon e Jean-Pierre Jabouille seduto su una Renault riesce a dominare il circuito senza apparente difficoltà. La giornata è storica perché si tratta della prima vittoria di un’automobile alimentata da un motore turbo. Ma la gente si emoziona per ciò che arriva subito dietro la Renault di Jabouille. Infatti Gilles Villeneuve e René Arnoux danno vita a un duello che rimarrà impresso nella memoria collettiva di ogni appassionato di motori. Uno scontro di quelli che non si vedono più. Tre giri, quelli finali, di sorpassi, controsorpassi, toccate, sbandate e frenate al limite. Sul podio finale salgono tre piloti francofoni. Il più contento è il canadese vestito di rosso perché è riuscito, al termine di un duello epico, a conquistare la seconda posizione.

Gilles Villeneuve nel 1982 è forse all’ultima stagione sul sedile della Ferrari. Si dice che voglia fondare una scuderia tutta sua a causa di qualche dissapore con l’ambiente di Maranello, nonostante il Capo abbia da sempre una passione e una predilezione per il canadese. Si corre a Zolder, in Belgio e le qualifiche del sabato sono fatali. La Ferrari numero 27 si schianta contro la March di Jochen Mass: l’impatto è tremendo e Gilles viene proiettato fuori dall’abitacolo. Morirà in ospedale qualche ora dopo. Enzo Ferrari ha avuto una vita contornata da varie tragedie familiari. Ha dovuto piangere, tra gli altri, un fratello e un figlio. All’interno delle persone care a cui è sopravvissuto ha sempre inserito anche Gilles. Che non era italiano, ma è stato il amato più di tutti.

Villeneuve

Il leggendario duello con Arnoux.
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Jacques Villeneuve

Gilles, specialmente negli ultimi tempi, era solito portare la famiglia alle corse. A tifare direttamente dal motorhome, oltre alla moglie Joanna Barthe, c’è anche il figlioletto Jacques, che nel 1982 ha solamente undici anni. È l’unico maschio della famiglia e resta, improvvisamente, orfano di padre. Ottiene dei buoni risultati scolastici e sembra avere un futuro roseo davanti a sé. Ma se si nasce con un certo DNA e una determinata vocazione, il destino può prendere solamente una strada. Jacques Villeneuve diventa un corridore automobilistico e nel 1995 vince la 500 miglia di Indianapolis, la corsa più importante al mondo. I team della Formula 1 si fanno avanti e lui accetta le avance di Frank Williams, proprietario dell’omonima scuderia britannica. Il cognome è pesante ed egli deve cercare in ogni modo di rigettare al mittente le accuse di raccomandazione. L’impatto con il circus automobilistico più ricco del pianeta è molto buono, tant’è che nel 1997 Jacques si gioca il titolo mondiale contro una Ferrari, alla cui guida c’è Michael Schumacher. Sul circuito andaluso di Jerez, il pilota tedesco possiede un esiguo vantaggio in classifica sul rampante pilota canadese. Con una manovra aggressiva degna del padre Gilles, Jacques tenta il sorpasso su Schumacher, il quale cerca di chiudere la porta in faccia al suo diretto concorrente. Sforzo vano e deleterio: Villeneuve porta a termine la manovra, mentre il ferrarista finisce fuori pista dando addio alle speranze di titolo. Il 26 ottobre 1997 Jacques vince il mondiale di Formula 1. Il primo e unico della sua storia. Il primo e unico della famiglia Villeneuve.

Quella di Jacques Villeneuve è la storia di un uomo coraggioso, determinato. Ci vuole coraggio a mettersi in auto e correre, sfidando il destino che si è portato via il padre. Nel 2012, quando ormai Jacques era un ex pilota professionistico, i vertici ferraristi, capitanati da Montezemolo, lo convocarono alla pista di Fiorano, l’autodromo intitolato a Enzo e Dino Ferrari. Lì ad attendere Jacques c’era un auto rossa, meccanicamente e tecnologicamente parlando distante anni luce dalle automobili contemporanee. Era la Ferrari con il numero 27 guidata dal padre Gilles. Jacques si mise alla guida e completò, con gli occhi lucidi e colmi di emozione, il circuito di Fiorano, chiudendo, forse per sempre, un drammatico cerchio familiare.

Villeneuve

Jacques Villeneuve, campione del mondo 1997.

Giacomo Van Westerhout
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