Il Coniglietto di Velluto di Margery Williams: l’importanza di essere Veri

Qual è il più significativo libro per l’infanzia? Sicuramente quasi tutti risponderanno Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry.

E come dar loro torto? L’innocenza del piccolo principe, l’amore per la sua bella rosa che custodisce in una campana di vetro, la tenera e dolorosa amicizia con una volpe che riesce ad addomesticare. Un libro carico di significati che continua a commuovere e, soprattutto, che continua ad essere stampato.

Ma un altro titolo è stato degno di entrare nell’Olimpo dei libri per bambini e, purtroppo, rischia di finire nel dimenticatoio: Il Coniglietto di Velluto di Margery Williams.

Il coniglietto di velluto, Margery Williams

25esimaora.com

C’era una volta un coniglietto di velluto…

Pubblicato per la prima nel 1922, Il Coniglietto di Velluto è la storia di un giocattolo natalizio il quale, passato il primo entusiasmo del suo padroncino, viene dimenticato nell’armadio. Gli altri giocattoli, più moderni, lo prendono in giro per la sua semplicità, accusandolo di non essere vero, a differenza loro.

«Persino Timothy, il leone snodabile di legno realizzato dai soldati invalidi, che avrebbe dovuto essere di più ampie vedute, si dava delle arie e si piccava di essere in relazione con il governo.»

L’unico giocattolo ad essere gentile con il povero coniglietto è il saggio Cavallino di Cuoio che gli spiegherà il significato di essere Vero.

«Che cosa vuol dire VERO?», gli chiese un giorno il Coniglietto […]

«Il tuo essere Vero non dipende da come sei fatto», rispose il Cavallino di cuoio. «È qualcosa che ti succede. Quando un bambino ti vuole bene per molto, molto tempo e tu se per lui non solo qualcosa con cui giocare, ma qualcuno a cui volere VERAMENTE bene, allora diventi Vero.»

Il Coniglietto avrà presto la sua occasione per diventare vero, con tutto ciò che ne consegue…

Il coniglietto di velluto, Margery Williams

tulsatheatre.net

L’importanza di essere sé stessi

Come per Il Piccolo Principe, anche questo libro colpirà per la sua dolce storia i più piccoli, ma il colpo di grazia lo darà agli adulti che, leggendolo, si troveranno a chiedersi: Io sono vero?

In un mondo pieno di rumore come il nostro, è difficile rimanere autentici, accettarci come si è e non come “dovremmo essere” secondo standard assurdi che spopolano nel web e non solo. Si è spinti a raggiungere una perfezione irrealizzabile nascondendo quei difetti che però ci rendono unici e autentici.

Troppo spesso tralasciamo quelle che sono le nostre aspirazioni per adeguarci a ciò che si aspettano gli altri da noi. Durante il percorso della vita è facile perdere la propria strada, ma è attraverso queste piccole e semplici letture che si può venire colpiti da un fulmine a ciel sereno che ci fa fermare e riflettere su ciò che stiamo facendo.

A venire in soccorso e a guidare il lettore verso l’accettazione di sé è la psicoterapeuta Toni Raiten-D’Antonio che con il suo saggio I principi del Coniglietto di Velluto, offre una lettura approfondita di ogni significato di questa bella favola. La dottoressa, oltre che prenderci per mano e guidarci nel viaggio per ritrovare il nostro io nascosto, ci rassicura: non è mai troppo tardi per cambiare e riscoprirci. Dopotutto, come dice il Cavallino di cuoio:

«Ormai sono passati molti anni, ma una volta che sei diventato Vero non smetti più di esserlo. Lo sarai per sempre.»

 

Immagine di copertina: libro.fm e freepik.com

 

Azzurra Bergamo

Classe 1991. Laureata in Lettere e in Editoria e Giornalismo. Naturalizzata veronese, sogna un mondo dove la percentuale dei lettori tocchi il 99%.
Azzurra Bergamo
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