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«Il fiore delle Mille e una notte»: un mondo erotico e spontaneo

1 minuto di lettura

Ne Il fiore delle Mille e una notte, Pasolini si richiama a un mondo arcaico e lontano dalla massificazione e dallo sviluppo senza progresso, dove l’erotismo libero evoca la contrapposizione tra spontaneità e immaginario borghese.

L’amore che consuma e dalla morte salva. Una fenice che rinasce dalle sue ceneri al suono di un erotismo libero, popolare e magicamente vissuto, dove Eros e Thanatos si sfidano rincorrendosi senza sosta, in un gioco di specchi che riflette il contrasto tra epoche lontane e presente repressivo. Pier Paolo Pasolini concepì così, da una riflessione sul tempo e le sue tante sfaccettature, quella trilogia che poi avrebbe definito «della vita», aperta da una revisione del Decameron boccacciano (1971) e conclusa da Il fiore delle Mille e una notte (1974), rilettura delle celebri novelle arabe da lui apprezzate soprattutto nell’edizione curata da Francesco Gabrieli (I Millenni, Einaudi 1948). [continua a leggere su npcmagazine.it]

 


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Ginevra Amadio

Ginevra Amadio nasce nel 1992 a Roma, dove vive e lavora. Si è laureata in Filologia Moderna presso l’Università di Roma La Sapienza con una tesi sul rapporto tra letteratura, movimenti sociali e violenza politica degli anni Settanta. È giornalista pubblicista e collabora con riviste culturali occupandosi prevalentemente di cinema, letteratura e rapporto tra le arti. Ha pubblicato tra gli altri per Treccani.it – Lingua Italiana, Frammenti Rivista, Oblio – Osservatorio Bibliografico della Letteratura Otto-novecentesca (di cui è anche membro di redazione), la rivista del Premio Giovanni Comisso, Cultura&dintorni. Lavora come Ufficio stampa e media. Nel luglio 2021 ha fatto parte della giuria di Cinelido – Festival del cinema italiano dedicato al cortometraggio. Un suo racconto è stato pubblicato in “Costola sarà lei!”, antologia edita da Il Poligrafo (2021).

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