Il Piccolo Teatro di Milano chiude settembre con la conferenza stampa a presentazione della seconda edizione di Teatro Fuori Porta. Il progetto ha l’obiettivo, per dirlo con le parole del comunicato stampa:
…di promuovere e consolidare, nel territorio lombardo, un processo di avvicinamento e partecipazione ai linguaggi dello spettacolo dal vivo. Muovendo dalla convinzione che la cultura e il teatro, in particolare, in quanto rito collettivo per eccellenza e ideale spazio di confronto della comunità, siano cruciali per lo sviluppo di un territorio […] questa seconda edizione ricalca una geografia artistica diffusa e capillare
Sul territorio
Questa edizione in effetti raggiunge 23 comuni e 10 provincie, comprendendo anche azioni in spazi non convenzionali per la scena. Lanfranco Li Cauli, direttore generale del Piccolo Teatro, sottolinea l’importanza della comunità degli spettatori e in particolare quella di coloro che non vanno a teatro. Anche l’assessore alla Cultura Francesca Caruso ribadisce l’importanza dell’incontro con le persone. Dice Caruso: «Il teatro che incontra le persone non è un semplice atto artistico: è un modo per dire che la bellezza e la conoscenza appartengono a tutti, non a pochi».
Il progetto Teatro Fuori Porta non porterà solo spettacoli, ma anche molta formazione nelle scuole con il workshop Ad alta voce a cura di Daniele Cavone, Michele Dell’Utri, Diana Manea e Giulia Trivero, sull’utilizzo della voce per la lettura e il coinvolgimento degli ascoltatori; sempre curate dai medesimi attori sono le lezioni/spettacolo di A scuola di Teatro. I titoli che saranno rappresentati sono Re Lear, Galileo, Antigone e La Maria Brasca.
I recital
Al centro del progetto ci sono quattro spettacoli che saranno portati nei diversi comuni e provincie coinvolti (qui la programmazione).
Mumù di Ivan Turgenev con Fausto Russo Alesi è un capolavoro contemporaneo che parla ancora oggi di lavoro e di ingiustizia sociale. Con Io quella volta lì avevo 25 anni, Francesco Centorame riporta in scena l’ultimo testo di Giorgio Gaber e Sandro Luporini; un racconto sul nostro paese dagli anni Quaranta fino a oggi.
Arianna Scommegna accetta la sfida di portare sul palco un’opera fondante come La Storia di Elsa Morante. «Protagonista è la storia di chi subisce le decisioni prese dai potenti, le cui immani tragedie personali non trovano posto nel racconto della Storia ufficiale, con la S maiuscola». Ultimo recital presentato è Sillabari con Federica Fracassi, la quale porta in scena e da voce ai racconti di Goffredo Parise.
Di nuovo il Piccolo Teatro presenta un progetto importante per la comunità milanese e lombarda e conferma la centralità di quel complemento di relazione che ci accompagnerà lungo la stagione 2025/2026.
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