In quarantena con filosofia: sull’Illuminismo | òbolo /11

Con la parola Illuminismo, si usa designare sia un’epoca storica, in particolare, in Francia (ma, leggermente sfasato, anche in Inghilterra), il periodo successivo alle guerre di religione fino alla Rivoluzione Francese del 1789, sia un insieme di idee filosofiche, politiche, sociali e religiose.

La parola nasconde la convinzione che sia esistito un periodo storico, l’età dei Lumi, appunto, durante il quale la ragione avrebbe, con la sua luce, saputo scacciare tutte le superstizione e convinzioni malvagie proveniente da quello che, da allora, si incominciò a chiamare Medioevo.

Nel 1784 fu chiesto al più importante filosofo tedesco di allora, Immanuel Kant, di definire che cosa, realmente, concretamente, lui intendesse per Illuminismo. La sua risposta, uscita sotto forma di articolo dal titolo Che cos’è l’Illuminismo? divenne famosa. Secondo Kant l’Illuminismo sarebbe:

«l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l’incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stesso è questa minorità, se la causa di essa non dipende da difetto d’intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro»

Kant compendiava poi questa formulazione con un motto latino, Sapere aude, ossia, abbi il coraggio di servirti del tuo proprio intelletto.

Due secoli più tardi, il filosofo francese Michel Foucault tornò su questa domanda. Notava Foucault che Kant, stranamente, non aveva definito l’Illuminismo per mezzo di date, riferendosi ad un’epoca. No, l’operazione di Kant era più sottile. L’Illuminismo, secondo il filosofo tedesco, è un atteggiamento, o meglio, per dirla con le parole di Foucault, un ethos.

L’Illuminismo è un modo di costruire la propria vita, di dar forma alla propria esistenza – è una modalità critica di rendersi esseri umani. Per questo, secondo Foucault, già i Greci, in qualche modo, erano già moderni, nel senso storiografico del termine. Illuminismo significa, sotto questo aspetto, sapersi disporre, ostinatamente, in posizione critica rispetto al sapere costituito – non trasgredendolo, non infrangendo la legge, ma sempre questionandone la verità. Il motto kantiano taglia verticalmente la storia, poiché non riguarda solo lui, o gli uomini della sua epoca – ma noi tutti. Esso rappresenta il gravoso invito ad una rivoluzione permanente. Chi ha il coraggio di accoglierlo?


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Giovanni Fava
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