fbpx

Isabella d’Este: una donna moderna

/
6 minuti di lettura

Isabella d’Este è sicuramente una delle figure femminili più conosciute, ammirate e autorevoli del Rinascimento italiano, icona della moda dell’epoca, donna colta e raffinata, seconda solo alla più famigerata figura della cognata Lucrezia Borgia, moglie del fratello, il duca di Ferrara Alfonso I.

Isabella d’Este grande mecenate di artisti e poeti e attenta studiosa dei classici, ha saputo governare il potere a Mantova, sua città d’adozione, rendendola una delle corti più raffinate ed eleganti d’Europa.

Isabella d’Este – ritratto del Tiziano – it.wikipedia.org

Il poeta Ludovico Ariosto la etichettò come «Isabella liberale e magnanima», mentre il diplomatico Niccolò da Correggio la definì «la prima donna del mondo». Ma Isabella era ben altro…

Leggi anche:
Perché leggere, nel 2018, l’«Orlando furioso» di Ariosto

Nata il 17 maggio del 1474, primogenita del duca Ercole I d’Este e della principessa Eleonora d’Aragona, crebbe alla corte estense, circondata dal lusso e dallo sfarzo, dove ricevette un’ottima formazione di stampo umanistico, eccellendo anche nel canto e nella musica. A soli sedici anni venne data in sposa al meno intelligente e colto marchese di Mantova Francesco II Gonzaga, diventando a sua volta marchesa.

Alla corte mantovana riceveva assiduamente poeti, artisti, musicisti, intrattenendosi, altresì, con i diplomatici e gli ambasciatori da tutta Europa. Ben noto fu l’incontro avvenuto nel 1500 col re di Francia Luigi XII a Milano, durante una missione diplomatica per convincerlo a non inviare le sue truppe contro Mantova. Nel 1502 conobbe Lucrezia Borgia, sposatasi l’anno precedente col fratello, iniziando fin da subito a considerarla una rivale, data la sua famosa bellezza, ma soprattutto a causa del rapporto di intima amicizia che la legava al marito.

Isabella, molto gelosa, si sentiva minacciata dalla presunta amante del marchese (grande adoratore delle donne); relazione terminata in seguito alla scoperta della sifilide contratta dal marchese.

Francesco II Gonzaga

Isabella d’Este, grazie alle sue notevoli abilità diplomatiche e di governo, seppe risolvere le innumerevoli difficoltà che imperversavano in città, come le costanti minacce rivolte dalle altre potenze italiane. Quando il marito fu catturato nel 1509 e poi tenuto in ostaggio a Venezia, fu lei a prendere il controllo delle forze militari di Mantova. L’anno successivo Francesco II Gonzaga venne liberato grazie all’intercessione della stessa Isabella che, a garanzia della condotta politica del marito, accettò di dare in ostaggio il figlio a Papa Giulio II della Rovere.

Dal 1519 ci fu una svolta nella sua vita: rimasta vedova, Isabella si vide “costretta” a prendere in mano la gestione e il governo della città, rafforzando costantemente il prestigio del marchesato mantovano. Al fine di migliorare il benessere dei suoi sudditi, studiò architettura, agricoltura e industria e seguì i precetti che Niccolò Machiavelli aveva previsto per i governanti nel suo celeberrimo libro Il principe. Fra i suoi molteplici e importanti risultati vi furono l’elevazione di Mantova a Ducato e il conseguimento del titolo di Cardinale per il figlio minore Ercole. In occasione del famoso sacco di Roma del 1527, Isabella in persona ospitò e diede rifugio a circa 2.000 persone nella sua dimora all’interno del palazzo Colonna a Roma, unico edificio a non essere saccheggiato. Morì all’età di sessantacinque anni, nel 1539, ormai lontana dagli intrighi politici e costretta a vivere tra le mura dei propri appartamenti nella sua residenza privata a Mantova.

La vita di Isabella d’Este fu quindi contraddista non solo dal lusso, ma anche dalle lotte di potere e dalla magnificenza delle corti intorno alle quali ruotò la sua lunga vita. Isabella non fu solamente una moglie e una madre, ma la prima “donna di Stato” nel vero senso del termine, un “capo di Stato”, un governatore e amministratore all’occorrenza, volto al lustro e alla magnificenza della propria corte. Il nome dei Gonzaga, grazie alla sue attente azioni politiche, raggiunse un alto grado di prestigio e di potere tra le corti italiane.

Studiolo di Isabella d'Este
Studiolo di Isabella d’Este

Una delle più importanti attività che impegnarono la marchesa fu la costruzione del famoso studiolo, all’interno di uno dei suoi appartamenti nella sua residenza privata, nel quale raccolse importanti opere di pittori del tempo e dove lei risiedeva per dedicarsi ai suoi passatempi, alla lettura, allo studio e alla corrispondenza.

Giulia Martini

 


Segui Frammenti Rivista anche su Facebook, Instagram e Spotify, e iscriviti alla nostra Newsletter

Sì, lo sappiamo. Te lo chiedono già tutti. Però è vero: anche se tu lo leggi gratis, fare un giornale online ha dei costi. Frammenti Rivista è edita da una piccola associazione culturale no profit, Il fascino degli intellettuali. Non abbiamo grandi editori alle spalle. Non abbiamo pubblicità. Per questo te lo chiediamo: se ti piace quello che facciamo, puoi iscriverti al FR Club o sostenerci con una donazione. Libera, a tua scelta. Anche solo 1 euro per noi è molto importante, per poter continuare a essere indipendenti, con la sola forza dei nostri lettori alle spalle.

Redazione

Frammenti Rivista nasce nel 2017 come prodotto dell'associazione culturale "Il fascino degli intellettuali” con il proposito di ricucire i frammenti in cui è scissa la società d'oggi, priva di certezze e punti di riferimento. Quello di Frammenti Rivista è uno sguardo personale su un orizzonte comune, che vede nella cultura lo strumento privilegiato di emancipazione politica, sociale e intellettuale, tanto collettiva quanto individuale, nel tentativo di costruire un puzzle coerente del mondo attraverso una riflessione culturale che è fondamentalmente critica.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.