La Fosca di Tarchetti: storia di una diatriba fra luce e buio

C’è sempre una scelta tra luce e buio? È questo l’interrogativo che pone Igino Ugo Tarchetti nella sua affascinante opera, Fosca.
Uscito per la prima volta nel 1869, è stato ripubblicato dalla Mondadori nel 2017. L’opera può esser considerata una delle più dettagliate testimonianze della Scapigliatura Milanese, che ha avuto luogo fra gli anni Sessanta e Settanta dell’Ottocento.

La vicenda, raccontata in prima persona da Giorgio, si snoda fra i sentimenti del protagonista, partendo dalla luce dell’amore per Clara fino ad arrivare all’orrido dell’ossessione per un’altra donna, Fosca. Giorgio è un militare dell’esercito che, in congedo per malattia in quanto cardiopatico, si reca a Milano dove conosce Clara, una donna di rara bellezza con la quale intraprende una relazione amorosa, nonostante lei sia già sposata. Dopo due mesi Giorgio viene però richiamato a servizio in un piccolo villaggio dove fa la conoscenza del colonnello, capo della guarnigione: questo lo invita spesso a casa sua, ed è proprio qui che ha inizio il nucleo centrale della vicenda. Il colonnello ha una cugina di nome Fosca: donna affetta da nevrosi e da una forma di anoressia e, al contrario di Clara, di una rara bruttezza. Giorgio rimane subito incuriosito da quella donna: scopre la sua presenza dalle urla strazianti che sente provenire dalla sua camera, ma non appena la vede rimane turbato e perfino disgustato dal suo aspetto. La donna invece è immediatamente colpita dal bell’aspetto e dalla gentilezza del giovane militare fino a provare per lui un amore passionale e malato. Il racconto di Tarchetti si sdoppia: alla “zona felice” di Clara, luminosa e sana, si contrappone la zona misteriosa e drammatica, tormentosa e vagamente perversa della storia di Fosca, che è quella che domina il romanzo.

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L’autore utilizza la figura di Fosca soprattutto come metafora della nevrosi, quasi anticipando la spiegazione di quella malattia che sarà poi trattata dagli studi della psicanalisi freudiana. Con uno stile concitato e breve, Tarchetti racconta la storia di una passione oscura, una donna che brama un amore, quello che non ha mai potuto avere a causa di un’avversaria: se stessa.

Chiara Imarisio

 


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Redazione
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