Il 2025 ha regalato grandi soddisfazioni musicali. Tanti sono stati i ritorni attesi, le sorprese indie e le sperimentazioni di genere. Dalle intime confessioni cantautorali italiane alle grandi produzioni internazionali che hanno segnato l’immaginario collettivo globale, ecco i dischi che secondo noi hanno definito il suono di questi ultimi dodici mesi e di cui non riusciamo più a fare a meno.
I migliori album italiani
Una lunghissima ombra, Andrea Laszlo De Simone
Un album profondamente introspettivo, dove la scrittura poetica di De Simone si fonde con arrangiamenti sospesi e l’elettronica. Un viaggio sonoro tra le emozioni, le memorie e le introspezioni del cantautore torinese e, alla fine, di tutti noi. Andrea Laszlo De Simone è capace di parlare di sé stesso coinvolgendo tutti nel suo universo emotivo. Una lunghissima ombra è un album che segna una nuova maturità e si conferma uno degli autori più originali e apprezzati della scena italiana contemporanea.
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Furèsta, La Niña
Un trionfo di ritmo. Un album atteso senza sapere di averne bisogno. La chiave sta tutta nella profonda personalità di Carola Moccia, in arte La Niña, e la sua capacità di effettuare una sintesi accurata tra tradizione e modernità. Furèsta mescola pop, elettronica e folklore napoletano in un progetto che ha saputo conquistare critica e pubblico. La Niña canta di donne indomite e di radici culturali, spingendo la lingua e la musica dialettale oltre i confini attesi e conquistando la Targa Tenco come miglior album in dialetto.
Joanita, Joan Thiele
Joan Thiele reinventa il proprio linguaggio sonoro, stratificandolo tra un pop sofisticato, riferimenti al patrimonio musicale italiano (tanti sono le citazioni al grande Piero Umiliani) e sfumature oniriche e cinematografiche. Joanita è delicato e deciso. Indubbiamente uno degli album italiani più interessanti dell’anno per ricerca sonora e originalità.

Il dolce ricordo della nostra disperata gioventù, faccianuvola
Una sorprendente scoperta, faccianuvola ha portato la musica emergente italiana ad un nuovo e interessante livello. Il dolce ricordo della nostra disperata gioventù è infatti un album che riflette sulla giovinezza e sulla memoria con una scrittura onirica e sperimentale, unendo cantautorato italiano ed elementi elettronici e psichedelici emergenti nella scena contemporanea.
Post Mortem, I cani
Un ritorno atteso dieci anni e annunciato a sorpresa, Post Mortem ha riportato Niccolò Contessa al centro della scena. Stavolta con un decennio in più e con le consapevolezze maturate in questi anni. Il progetto affronta il tema della morte ma anche del rinnovamento, con testi diretti e uno stile che sa come colpire lì dove la ferita brucia.
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Schegge, Giorgio Poi
Giorgio Poi non ne sbaglia una e questo si sa. Con Schegge riassume frammenti di vita e sensazioni in brani che brillano per la loro scrittura pop raffinata e per la capacità di fondere sensibilità malinconica e melodie avvolgenti. Il suo è un pop di alta qualità, che resiste ai segni del tempo e si impone con la sua originalità.
I migliori album internazionali
DeBí TiRAR MáS FOToS, Bad Bunny
Bad Bunny ha dominato il 2025 con questo album ambizioso che fonde reggaeton contemporaneo con plena, salsa, bomba e altri suoni tradizionali portoricani. Più che un disco, è un ritratto culturale e un omaggio alle sue radici, celebrato dalla critica per la profondità tematica e la ricchezza sonora. Non c’è canzone di questo album che non sia entrata nelle vostre cuffie o nel vostro cuore. Chi nega, mente.
Essex Honey, Blood Orange
Dev Hynes torna con un album che riflette sul lutto e sulla memoria personale, creando paesaggi sonori eleganti e profondi. Un disco che basta lasciarlo andare e lui farà il compito per voi, trascinandovi dove vuole lui attraverso una narrazione emotiva intensa. Le collaborazioni sono di alto profilo: tra questi anche Lorde, Caroline Polachek, Daniel Caesar, Mustafa e Brendan Yates dei Turnstile.

Baby, Dijon
Dopo il debutto nel 2021 con Absolutely, Dijon si reinventa. Sonorità R&B moderne, testi intimi e un approccio sincero alle emozioni quotidiane. Baby ha catturato l’attenzione di critici e ascoltatori come uno dei lavori più freschi dell’anno nel panorama internazionale. Al centro del disco c’è la famiglia che ha costruito con la compagna Joanie: i suoi testi riflettono l’esaltazione della paternità mescolata ad una forte introspezione.
Lux, Rosalía
Acclamato universalmente dalla critica come uno dei dischi migliori dell’anno, Lux cambia le carte che finora Rosalìa aveva scelto di mostrarci. Lascia indietro i reggaeton ed esplora temi storici e spirituali con un pop che abbraccia musica classica e contemporanea. Rosalìa alza l’asticella, mostrando la sua grande versatilità e ambizione artistica. Un album che segna una nuova era per la musica pop e, probabilmente, non solo.
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Getting Killed, Geese
Il quarto capitolo dei Geese è stato esaltato dalla critica come uno degli album più audaci dell’anno. I Geese ci consegnano una strana e contemporanea miscela di rock sperimentale, energia post-punk e testi vivaci. Caotico e brillante allo stesso tempo, Getting Killed consolida la band newyorkese come una delle voci più eccitanti dell’indie rock contemporaneo. Da non perdere.
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