Negli ultimi mesi il personaggio di Mirandolina, protagonista della celebre Locandiera di Carlo Goldoni, è tornato al centro della scena teatrale grazie alla nuova riscrittura contemporanea proposta al Teatro Elfo Puccini. Lo spettacolo, firmato dalla drammaturga irlandese Marina Carr, rilegge la protagonista goldoniana attraverso temi attuali come la paura femminile, la pressione sociale e il desiderio di autonomia, dimostrando quanto questa figura sia ancora straordinariamente moderna.
Mirandolina è certamente un simbolo di emancipazione femminile, ma osservandola più attentamente possiamo riscontrare la sua originalità e autonomia come personaggio anche in altri ambiti. Ad esempio, quello economico, in quanto emerge anche come una vera imprenditrice ante litteram. Proprietaria della sua locanda, capace di gestire clienti, lavoro e strategie relazionali, la protagonista di Carlo Goldoni rappresenta infatti uno dei primi esempi letterari di donna autonoma e manageriale. È proprio da questa prospettiva che si può leggere La locandiera: non solo come una commedia brillante, ma come il ritratto di una figura imprenditoriale moderna, nata nel cuore della Venezia commerciale del Settecento.
Carlo Goldoni e il teatro della realtà
Nel Settecento Carlo Goldoni rivoluziona il teatro italiano, superando la commedia dell’arte e creando un nuovo modo di scrivere commedie, la cosiddetta «riforma goldoniana». Prima la commedia dell’arte consisteva nel mettere in scena maschere fisse, personaggi sempre uguali a se stessi e la cui psicologia non evolveva mai. Gli attori, con a disposizione solamente un canovaccio, recitavano improvvisando. Inoltre, i fini della commedia erano solamente ludici e goliardici.
Forte di un periodo che risente profondamente dell’Illuminismo e dove l’impegno civile sta diventando una prerogativa per molti autori, Carlo Goldoni decide di portare sulla scena personaggi realistici, situazioni quotidiane e dinamiche economiche concrete. Le sue commedie abbandonano l’improvvisazione e le maschere fisse della tradizione precedente per raccontare la vita vera della società veneziana: mercanti, locandieri, borghesi e nobili decaduti.
Carlo Goldoni, autore di oltre 150 commedie, osserva con attenzione la realtà economica della Venezia del suo tempo, una città commerciale e dinamica, fatta di scambi, viaggiatori e attività imprenditoriali. In questo senso, il suo teatro può essere considerato uno specchio della società settecentesca e delle trasformazioni economiche dell’epoca, oltre che un’analisi concreta, per quanto divertente, delle dinamiche tra le persone.
L’Illuminismo e la nascita di una nuova mentalità economica
Carlo Goldoni vive nel periodo dell’Illuminismo, movimento culturale che valorizza la ragione, l’osservazione della realtà e la fiducia nel progresso. Questa nuova visione del mondo attribuisce grande importanza al lavoro, all’iniziativa individuale e all’attività economica.
Per questo motivo, nelle opere goldoniane compaiono spesso figure legate al commercio e all’impresa: mercanti, bottegai e locandieri diventano protagonisti della scena teatrale. La borghesia acquisisce centralità e il teatro racconta sempre più spesso il valore dell’iniziativa economica e dell’autonomia personale.
Non solo: Carlo Goldoni è immerso in una realtà particolare, quella veneziana. Nel Settecento Venezia rappresenta uno dei principali centri commerciali europei. La città vive grazie ai commerci, ai viaggiatori e agli scambi economici che animano la vita quotidiana.
Nelle commedie di Carlo Goldoni questo mondo emerge chiaramente: la letteratura diventa il riflesso dell’economia della società. I personaggi non sono più eroi lontani dalla realtà, ma individui inseriti in un sistema economico concreto, fatto di lavoro, servizi e relazioni commerciali.
Ora viviamo in una società certamente più organizzata da quel punto di vista e sentiamo fin troppo parlare di imprenditori. In economia politica e nel diritto italiano, l’imprenditore è colui che organizza i fattori produttivi, assume il rischio economico, prende decisioni strategiche e opera con l’obiettivo del profitto.
L’articolo 2082 del Codice Civile definisce imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi. Questo significa che l’imprenditore: svolge un’attività economica; organizza lavoro e capitale; opera in modo continuativo; produce beni o servizi.
L’articolo 2085 aggiunge inoltre che l’attività economica deve essere indirizzata anche a fini sociali e nel rispetto dell’interesse collettivo. L’impresa, quindi, non riguarda soltanto il profitto, ma assume anche una funzione sociale.
Mirandolina: la locandiera che anticipa l’imprenditoria moderna
Nella commedia La locandiera del 1753, Carlo Goldoni presenta una delle figure femminili più moderne del teatro italiano: Mirandolina. Proprietaria di una locanda, la protagonista si dimostra intelligente, autonoma e abilissima nella gestione dei clienti.
Mirandolina organizza tutti gli elementi fondamentali di un’attività economica: il lavoro, rappresentato dal servitore Fabrizio; il capitale, cioè la locanda e le camere; l’organizzazione, attraverso la gestione degli ospiti; il mercato, costituito da viaggiatori e nobili.
La sua attività è stabile, organizzata e orientata all’offerta di servizi: per questo può essere interpretata come una vera imprenditrice secondo la definizione del Codice Civile.
Uno degli aspetti più interessanti del personaggio è inoltre la sua capacità di marketing: sa gestire i clienti con tecniche sorprendentemente moderne. Mirandolina tratta ogni ospite in modo diverso, valorizza i clienti più ricchi e utilizza grandi abilità comunicative per ottenere vantaggi economici e relazionali.
Oggi queste strategie potrebbero essere definite marketing relazionale, gestione del cliente o addirittura segmentazione del mercato. Infatti, Mirandolina comprende perfettamente l’importanza dell’immagine, della comunicazione e della fidelizzazione della clientela, dimostrando competenze che ricordano quelle degli imprenditori contemporanei.
Goldoni, un imprenditore culturale
Anche Carlo Goldoni può essere considerato un imprenditore, ma nel campo culturale. Egli innova il prodotto teatrale, risponde ai gusti del pubblico borghese, organizza il lavoro delle compagnie e produce continuamente nuovi contenuti.
Con la sua riforma del teatro, Carlo Goldoni trasforma lo spettacolo in una moderna produzione culturale, capace di parlare alla società e al mercato del proprio tempo.
Attraverso il personaggio di Mirandolina, Carlo Goldoni mostra come la letteratura possa raccontare e spiegare i fenomeni economici della società. La protagonista de La locandiera non è soltanto una figura teatrale brillante, ma anche un esempio di imprenditrice moderna: autonoma, strategica, capace di organizzare risorse e relazioni per far funzionare la propria attività.
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