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reggiseno
Bosom concept. Slim attractive naked woman holding black plunge bra in hand

La moda che sostiene, costringe o libera: la storia del reggiseno

dalla newsletter n. 20 - Settembre 2022 di Frammenti Rivista

7 minuti di lettura

Bikini e reggiseno? Niente di più antico! Fate un salto in spiaggia e vedrete abbronzate ragazze con costumi a due pezzi giocare a beach volley. Fate poi un salto in un museo, sezione mosaici di Pompei. Davanti a voi vedrete la stessa scena vista dal vivo in spiaggia, ma a tasselli: ragazze (s)vestite allo stesso modo. Una moda intramontabile che ha visto secoli di storia. Un prodotto di alta moda che dall’età del bronzo ad oggi continua ad evolversi tra l’amore e l’odio di chi lo porta.

Il modello sportivo ateniese

Tra i primi modelli di reggiseno, compare una fascia funzionale adatta per le sportive e prosperose donne ateniesi. Con delle fasce strette intorno al seno per evitare fastidiosi spostamenti indesiderati durante gli esercizi, le donne lo usavano non a scopo estetico, ma pratico, un modello alla Decathlon diremmo oggi. Per le donne romane invece la situazione era diversa. Entra già in gioco il “cattivo gusto”: non si deve lasciar intravedere il seno sotto la tunica. Per questo nascono due modelli principiali, il mamillare, una striscia di pelle che schiacciava il seno, e lo strophium, meno costrittivo che sosteneva il seno, ma senza schiacciarlo. Che sia stato proprio l’idea di costrizione dietro al modello mamillare ad ispirare i corsetti dell’affascinante, sensuale, dolorante periodo vittoriano?

Costringere alla bellezza

Sebbene il corsetto del XVI secolo sia il simbolo della costrizione di un’epoca dove prostituzione e morale andavano di pari passo in un pot-pourri di contradizioni, i corsetti non puntavano a nascondere le forme femminili, ma anzi ad accentuarle appiattendo il più possibile la pancia, creando le famose curve a clessidra, valorizzando così il decolté. Un piccolo strumento che spezzava il fiato, ma che non puntava a nascondere il seno come invece il reggiseno. Ben magra consolazione dal momento che il corsetto era il simbolo di una sensualità malata che tutte le donne dovevano avere per compiacere marito e società. L’inizio dell’emancipazione femminile non iniziò dal falso storico falò di reggiseni negli anni Sessanta, ma iniziò proprio in questo periodo. Una lotta capeggiata da Elizabeth Stuart Phelps nel 1873 che si oppose ad una costrizione che coinvolgeva addome e torace dando una forma innaturale al corpo femminile con anche gravi danni agli organi interni. Nulla a che vedere con i primi prototipi di reggiseno.

Lingerie innovativa

Ma tra triangoli di seta e chiusure innovative ben lontane dalle fasce dell’epoca romana, muoveva i primi timidi passi il reggiseno come noi lo conosciamo. Era il 1889 e Herminie Cadolle presentò all’Esposizione Universale di Parigi la sua grande invenzione di seta, purtroppo ignorata. Troppo vicino al modello corsetto, l’invenzione passò inosservata. Bisognerà aspettare il 1914 per vedere un modello di reggiseno perfezionato, leggero e morbido disegnato da Mary Phelps Jacob. Da questo prototipo in poi fioccarono modelli in nylon e altri materiali innovativi per l’epoca e soprattutto economici, alla portata di tutte le fasce sociali femminili. Ma la vera democrazia arriverà più tardi quando la donna potrà decidere se indossarlo o meno a seconda dei gusti, delle personalità, se…

Azzurra Bergamo

Classe 1991. Copywriter freelance e apprendista profumiera. Naturalizzata veronese, sogna un mondo dove la percentuale dei lettori tocchi il 99%.

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