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Napoleone e la Prima Campagna d’Italia

9 minuti di lettura
 

Non ha ancora 27 anni Napoleone Bonaparte quando viene nominato comandante dell’Armée d’Italie, l’armata francese impegnata sul fronte italiano in aspri scontri tra Alpi e Appennino Ligure contro il Regno di Sardegna e gli austro-ungarici.

Nel marzo 1796, al momento dell’assunzione del comando di Napoleone a Nizza, l’Armée d’Italie contava circa 38.000 uomini ed era in tale stato deplorevole da essere soprannominata “l’armata dei cenciosi”: i soldati erano esasperati da anni di dura guerra di montagna, mal nutriti e ancor peggio equipaggiati.

Il generale Bonaparte sa bene come stanno le cose. Comunica immediatamente al Direttorio: «Voi vorreste che facessi miracoli, e io non so farne… E’ soltanto con la prudenza, con la saggezza e con molta abilità che si possono raggiungere grandi mete e sormontare grandi ostacoli, altrimenti non si conclude nulla. Dal trionfo alla disfatta non c’è che un passo. […] Voi non avete idea di che cosa sia un’armata senza viveri, senza disciplina, senza gerarchia. La vita che io conduco qui è inconcepibile…». Ma poi conclude: «Malgré tout cela, nous irons». Rouget De Lisle aveva detto «Allons enfants de la patrie». Victor Hugo dirà: «Allez, mes vieux soldats». Napoleone dice semplicemente «Nous irons», noi andremo. Lui parla in prima persona

Napoleone chi sei? di Gaston Bonheur, Arnoldo Mondadori Editore, 1969.

Il giovane generale risolleva il morale e incita le sue truppe, dimostrando grandi capacità di stratega e di condottiero, tanto da riportare grandi vittorie nell’Italia settentrionale nonostante l’inferiorità numerica e logistica.

Soldati! Voi siete nudi e mal nutriti; la Francia vi deve molto ma non può darvi nulla. La  pazienza ed il coraggio che avete dimostrato tra queste rocce sono ammirevoli, ma non vi hanno dato  gloria: nemmeno un’ombra ne ricade su di voi. Io vi condurrò nelle più fertili pianure della terra. Province ricche, città opulente, cadranno in vostro potere; vi troverete ricchezze, onori e gloria. Soldati dell’Armata d’Italia! Vi lascerete mancare il coraggio e la perseveranza?

Corréspondance di Napoleone Bonaparte, vol. 1, n. 91, p. 107
 

Il 10 aprile l’Armée comincia la prima campagna d’Italia e si trova davanti 20.000 piemontesi fra Mondovì e Dego, e 32.000 austriaci, più 1.500 cavalieri napoletani più arretrati da Acqui ad Alessandria e Pavia.

Napoleone intende agire contro Ceva da Albenga e Garessio, ma la sua divisione d’estrema destra è stata spinta da Savona fino a Voltri per intimidire la Repubblica Genovese. Il generale austriaco Beaulieu riesce a bloccarne l’avanzata e a spingersi verso Savona. L’Armée riesce a sconfiggere gli Austriaci nella battaglia di Montenotte e questi ripiegano a Dego dove il 13 aprile si combatte una fulminea battaglia che li vede sconfitti e in fuga verso le loro basi logistiche in Piemonte e la Lombardia. Napoleone con la sinistra del suo schieramento conquista Millesimo e Cosseria il 15 aprile. Ora, dopo le vittorie conseguite, finalmente col suo esercito sbocca nella pianura piemontese. L’armata di Beaulieu è intanto ripiegata verso Acqui lasciando da soli i piemontesi a difendere la linea Ceva-La Pedaggera, poi la linea Corsaglia-Tanaro e infine le alture davanti a Mondovì, sotto la minaccia dell’esercito francese ormai superiore di numero. Nella notte tra il 20 e il 21 aprile, l’esercito austro-sardo guidato dal generale Colli viene sconfitto nella battaglia di Mondovì.

In dieci giorni, il Regno di Sardegna cede le armi e Vittorio Amedeo III è costretto a firmare, il 28 aprile 1796, l’Armistizio di Cherasco che dà poi luogo al Trattato di Parigi stipulato il 15 maggio dello stesso anno.

La prima campagna di Napoleone segna una svolta nel conflitto europeo scatenatosi dopo l’inizio della rivoluzione francese. Finalmente le potenze conservatrici, incarnate nell’Ancien Régime, erano state messe in seria difficoltà da quello che allora era considerato un semplice generale.

Il 27 marzo 1796, non comincia soltanto la campagna d’Italia: comincia la conquista del mondo. E’ la prima pagina di un’epopea, spesso orchestrata e recitata abilmente. Da allora, tutto è concatenato: l’azione, la parola, lo scritto. Napoleone guerriero vincerà le battaglie anche per i pittori, Napoleone oratore lancerà i suoi proclami al di sopra della testa di Cesare. […] In un rapporto al Direttorio, egli scrive: «Le legioni romane percorrevano 24 miglia al giorno, le nostre ne fanno 30 e si battono durante gli intervalli». Farà di più: riunite le sue conquiste in un’unica Repubblica, non la chiamerà Transalpina come vorrebbe Parigi, ma ‘Cisalpina’, come se lui, Bonaparte, fosse cittadino romano.

Napoleone chi sei? di Gaston Bonheur, Arnoldo Mondadori Editore, 1969

217° Anniversario dell’Armistizio di Cherasco – 27 e 28 Aprile 2013

Dopo la breve spiegazione a grandi linee degli avvenimenti bellici che hanno portato all’Armistizio di Cherasco, eccoci al perché, o meglio, al pretesto per scrivere questo articolo.

Lo scorso 27 aprile ho potuto assistere alla rievocazione storica dell’evento, giunta alla sua sesta edizione, messa in scena da gruppi storici provenienti da tutta Europa. Tra le file di tende degli accampamenti, si parlavano diverse lingue: francesi, tedeschi, austriaci e non solo, tutti insieme, nelle loro colorate divise, che si divertivano nel loro reenactment ma che facevano divertire anche centinaia di spettatori, sia grandi che piccini.

I rumori della battaglia simulata, nel bel mezzo di uno scenografico pioppeto, facevano da sottofondo: i colpi di cannone e dei fucili, gli ordini impartiti ad alta voce, il ritmo dei tamburini e le note della banda militare, i nitriti e lo scalpiccio dei cavalli, il clangore dell’acciaio ed il cozzar di sciabole.

Al ritorno, guardando le foto che avevo scattato, mi sono chiesta se potevo stabilire a quali reggimenti appartenessero le divise che vedevo, dare una nazionalità al soldato o al cavaliere immortalato, per avvicinarmi in modo più “storico” all’evento, senza limitarmi al solo approccio emozionale per avervi partecipato come spettatrice.

Ho perciò chiesto aiuto ad un esperto, Marzio della Fog’s Soldiers Miniatures Painting, che oltre ad essere specializzato nel dipingere miniature storiche, è anche un profondo conoscitore dell’epopea napoleonica e autore della sezione “Miscellanea Militare Napoleonica” nel libro “Poste, staffette e pedoni di Savona Napoleonica 1794-1814” scritto da Piero Giribone, edito dal Comune di Savona.

Se foste interessati ad assistere a queste rievocazioni, vi segnalo che sabato 31 agosto e domenica 1 settembre 2013, il Forte di Bard in Valle d’Aosta ospiterà la prima attesissima edizione di “Napoleonica“, in cui sarà ricostruito il celebre passaggio di Napoleone nel maggio del 1800 nel corso della Seconda Campagna d’Italia.

Molte città e paesi che sono stati teatro di battaglie napoleoniche, organizzano eventi e rappresentazioni. Alcuni di loro hanno costituito la Fédération Européenne des Cités Napoléoniennes, con sede ad Ajaccio.


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Lorena Nasi

Grafica pubblicitaria da 20 anni per un incidente di percorso, illustratrice autodidatta, malata di fotografia, infima microstocker, maniaca compulsiva della scrittura. Sta cercando ancora di capire quale cosa le riesca peggio. Ama la cultura e l'arte in tutte le sue forme e tenta continuamente di contagiare il prossimo con questa follia.

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