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Storia dell’ascesa dei Re Cattolici di Spagna

Dall'incoronazione di Isabella di Castiglia al trono al matrimonio con Ferdinando D'Aragona: storia di come si è formata la più grande potenza politica dell'età moderna

10 minuti di lettura

Valladolid, capitale della Vecchia Castiglia, 19 ottobre 1469. Il matrimonio tra due giovani cugini, i futuri Re Cattolici, di secondo grado poneva le basi di una tra le indiscusse potenze dell’Età Moderna: la Spagna. A unirsi non erano solo Isabella – nata nel 1451 e precaria erede al trono di Castiglia – e Ferdinando – nato nel 1452, erede al trono di Aragona e già re di Sicilia – ma due regni tra loro profondamente differenti, galleggianti su una penisola iberica agitata da tempeste politiche che coinvolgevano famiglie e potenze straniere.

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Isabella di Castiglia e Ferdinando D’Aragona

Il regno di Aragona e di Castiglia

Sia Isabella che Ferdinando appartenevano alla casata dei Trastámara. Dal bisnonno in comune i rispettivi nonni avevano ereditato l’una la corona di Castiglia (insieme a quella di León, poi persa nella distribuzione ereditaria delle cariche), l’altro quella di Aragona. Quest’ultima, a vocazione essenzialmente marittima, basava la sua prosperità sul commercio marittimo nel Mediterraneo occidentale su cui affacciava; il ceto dirigente che gravitava intorno alla corona assomigliava molto alla borghesia dei comuni italiani e in parte francesi, con cui d’altronde i rapporti erano frequentissimi.

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La Castiglia di Isabella era radicalmente diversa: lontana dal mare, pianeggiante, spesso arida, e la potente aristocrazia possedeva grandi latifondi dedicati soprattutto all’allevamento. Proprio la fazione prevaricante di questi aristocratici castigliani aveva manovrato le recenti vicende intorno al trono, permettendo l’ascesa del partito di Isabella. E d’altronde l’onnipresenza della nobiltà terriera negli affari strettamente monarchici avrebbe sempre avuto un ruolo tanto delicato quanto preminente nella politica spagnola.

Stemma reale della corona di Castiglia nel 15° secolo

L’ascesa al trono di Isabella e il matrimonio con Ferdinando

Per Isabella e i suoi sostenitori non era stato facile arrivare al matrimonio con Ferdinando. Tanta era la strada da spianare per i due regnanti prima di venire riconosciuti come Re Cattolici di Spagna.
Nella linea di successione Isabella era preceduta dal fratello Alfonso, mentre a regnare dal 1454 era il loro fratellastro Enrico IV, sgradito alla nobiltà: quando a quest’ultimo nacque finalmente un’attesissima erede, Giovanna, la bambina fu da subito soprannominata “la Beltraneja”, dal nome del cortigiano Beltrán de la Cueva, considerato da tutti il vero padre della bambina. Un fattore, quello dell’illegittimità degli eredi, molto pericoloso per l’autorità di un monarca. Nel 1464 la nobiltà si sollevò contro Enrico IV, ottenendo l’esclusione di Giovanna dalla linea di successione, ma un anno dopo la tensione era ancora troppo alta: dopo la ri-designazione di Giovanna come erede da una parte e la proclamata detronizzazione di Enrico dall’altra, scoppiò la guerra. Alfonso morì quattro anni dopo, nel 1468, ma a quel punto la sorella Isabella era pronta a interpretare il suo ruolo di erede al trono: re Enrico la riconobbe come tale in cambio della promessa di sposare suo cognato, il re di Portogallo Alfonso V. Isabella venne meno al patto, preferendo Ferdinando d’Aragona: come d’abitudine, Enrico IV nominò nuovamente Giovanna la Beltraneja sua erede.

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Giovanna la Beltraneja in un’illustrazione della Genealogia dos Reis de Portugal (1530/34)

Gli anni successivi videro un alternarsi di tensioni e riavvicinamenti tra il partito che sosteneva l’ereditarietà di Giovanna e quello che invece appoggiava Isabella (ormai sostenuta apertamente dagli Aragonesi dopo il matrimonio con Ferdinando nel 1469). Nel 1474 re Enrico morì e la nobiltà incoronò Isabella regina di Castiglia: si scatenò la guerra di successione. La vedova di Enrico IV riuscì a combinare il matrimonio della Beltraneja con lo zio Alfonso V, che invase la Castiglia per affermare il diritto al trono della neo-sposa, con l’appoggio dalla Francia. La maggioranza della nobiltà castigliana si strinse sempre più compattamente intorno a Isabella, e – complice anche l’annullamento papale del matrimonio tra Alfonso e la nipote – il partito juanista perse sempre più appoggio locale. Sul piano delle operazioni militari passarono cinque anni finché i due belligeranti si ritrovarono in uno stallo logorante per tutti.

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La penisola iberica nel 1479
Carte de la péninsule ibérique en 1479 illustrant les principaux évènements de l’époque, Elryck.
Licensed with CC BY-SA 4.0. To view a copy of this license, visit https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/legalcode

La politica dei Re Cattolici

Tra il 1479 e il 1480 fu ratificata la pace: Alfonso V rinunciava alle pretese della moglie sulla Castiglia in cambio di qualsiasi diritto ereditato da Isabella e Ferdinando sulla corona portoghese, mentre Giovanna entrava in convento; i nobili che avevano sostenuto quest’ultima furono perdonati e reintegrati a corte. Il trattato era suggellato dal matrimonio tra il più giovane erede di Portogallo e la figlia di Isabella e Ferdinando.
Un altro elemento fondamentale del trattato era la suddivisione dei territori recentemente scoperti o conquistati nell’Atlantico, la prima delle numerose che sarebbero venute nei decenni – anzi, secoli – successivi (alla Castiglia erano consegnate le isole Canarie). Sempre nel 1479 Ferdinando aveva ereditato la corona d’Aragona dal padre: dopo la pace con i pretendenti, i due sovrani poterono dunque cominciare a regnare l’uno accanto all’altra e alla pari sui reciproci territori. Lo sforzo di Isabella e Ferdinando fu fortemente accentratore, nel tentativo di riportare i nobili castigliani alla sottomissione totale. Sorsero anche numerosi organi per uniformare il più possibile il sistema giudiziario, ancora frammentato.

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Linea del tempo
Fonte: Daniele Rizzi

Non si viene soprannominati Re Cattolici per caso. L’ascesa di Isabella e Ferdinando ebbe un peso simbolico enorme per tutta la cristianità europea, rafforzato dal fatto che le rispettive ascese avessero posto fine a periodi di guerra. Il papato, che aveva fatto il possibile per far incoronare i due monarchi, non perse l’occasione di rafforzarli fondando già nel 1478 un Ufficio della Santa Inquisizione in Castiglia. La maggior parte della penisola iberica era in salde, giovani, promettenti mani cattoliche e con una serie di operazioni militari, tra il 1482 e il 1492, anche Granada -capitale dell’ultimo regno musulmano su territorio ispanico – fu occupata dalle forze cristiane. La reconquista dei Re Cattolici di Spagna non fu un fenomeno indolore: Isabella e Ferdinando soffocarono ogni minimo fuoco di opposizione nelle comunità musulmane ed ebraiche soprattutto tramite espulsioni di massa. Tra i bersagli favoriti di questa sistematica purificazione del sangue spagnolo c’erano i membri di altre religioni convertiti al cattolicesimo, accusati di continuare a praticare i vecchi culti e di tramare contro la corona e le autorità ecclesiastiche.

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L’impatto europeo dei Re Cattolici : cosa è successo dopo?

In quei decenni cruciali e intensi l’Europa stava allargando i suoi orizzonti anche verso ovest dopo aver esplorato le coste africane a sud: le spedizioni portoghesi avevano fatto sì che per le nuove potenze marittime oceaniche fosse solo questione di tempo incappare nel continente americano. Proprio la riscoperta delle Americhe tramite l’appoggio alla spedizione di Colombo è l’evento per cui Isabella e Ferdinando sono più conosciuti tra il grande pubblico.

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Spesso i lati romanzeschi del rapporto dei Re Cattolici mettono in ombra l’enorme sforzo compiuto sulla terraferma per riportare una Spagna unita a confrontarsi con il resto d’Europa come un’entità omogenea. L’esito? Perfettamente compiuto.

Nel 1494 la loro terzogenita Giovanna sposò Filippo il Bello d’Asburgo, figlio dell’imperatore del Sacro Romano Impero. Dalla loro unione nel 1500 sarebbe nato il futuro imperatore Carlo V, l’uomo sul cui impero non tramontava mai il sole, perfetta concretizzazione del processo di riaffermazione avviato dai Re Cattolici. Perché quella spagnola, con Castiglia e Aragona unite ufficialmente in una sola persona, era la prima corona a troneggiare sulla testa di Carlo.

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Daniele Rizzi

Nato nel '96, bisognoso di sole, montagne, musei e drink dai nomi bizzarri. Specializzato in storia economica, sociale e culturale del Medioevo, interessato a un po' troppe cose. Credo nel ruolo sociale dell'umanesimo e mi turba chi si prende sempre sul serio. Mi fermo sempre ad accarezzare i gatti per strada.

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