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Robert Capa a Milano: fotografare un’emozione

3 minuti di lettura

di Margherita Vitali

La guerra è come un’attrice che invecchia. È sempre meno fotogenica e sempre più pericolosa.

– Robert Capa

00Allo Spazio Oberdan di Milano dal 30 gennaio c’è un pezzo della nostra storia. Dopo il successo di Roma, Firenze e Genova gli scatti di Robert Capa non potevano certo mancare nella capitale lombarda.

Considerato da molti il primo fotoreporter, Robert Capa è sicuramente  uno dei fotografi di guerra più conosciuti al mondo. Ne ha vissute ben  cinque, senza mai imbracciare un fucile ed armato solamente della sua  macchina fotografica, fino a quando sul campo di battaglia morì nel 1954  documentando la prima guerra d’Indocina.

Capa ottenne successo mondiale nel 1936 con  “Il miliziano colpito a  morte” scattata a Cordova, la fotografia in pochissimo tempo fece il giro del mondo e fu anche al centro di numerosi dibattiti.

Secondo Capa la guerra è composta dall’emozioni della gente e solo tramite queste è possibile raccontarla in tutto il suo orrore. Questo intento è palpabile in ogni suo scatto, soprattutto allo Spazio Oberdan di Milano dove la mostra è allestita in ampie sale illuminate e rende quanto mai possibile e naturale il viaggio d’immersione nel materiale esposto facendo sentire lo spettatore al centro di ogni immagine.
Sono 78 le fotografie in bianco e nero che rimarranno esposte fino al 24 Maggio 2015, una splendida e tangibile testimonianza di quelli che furono gli ultimi anni della guerra in Italia. Questi scatti infatti vennero realizzati al seguito delle truppe anglo-americane nel biennio 1943-1944 dalla Sicilia fino al nord Italia documentando la fine della guerra e la liberazione della nostra Nazione.

Robert Capa 937
Robert Capa 937

La parola chiave dell’intera mostra è “empatia”  dato che attraverso i volti delle persone Capa ci regala un viaggio mai visto dentro la seconda guerra mondiale e su quanto questa abbia sconvolto il Bel Paese al quale è impossibile rimanere indifferenti. Gli scatti mostrano soldati e civili, i loro volti sconvolti dalla fame, dalla guerra e dalla povertà ma allo stesso tempo speranzosi vedendo il conflitto ormai a fine. Più che mai è palpabile quanto questi anni abbiano stravolto la vita delle persone comuni ed abbiano ridotto a macerie tutte uguali paesi fisicamente diversi tra loro sparsi per le varie regioni d’Italia.

La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 19.30 e sarà chiusa di sabato, domenica e festivi.

Ingresso
a pagamento
: € 8.00 intero; € 6.50 ridotto per gruppi da 15, over 65, dai 6 ai 18 anni, studenti fino ai 25 anni, titolari di apposite convenzioni e coupon; € 3,50 ridotto speciale per le scuole
gratuito: under 6, portatori di handicap e accompagnatori, giornalisti, guide turistiche, un accompagnatore per gruppo, due insegnanti per classe

Redazione

Frammenti Rivista nasce nel 2017 come prodotto dell'associazione culturale "Il fascino degli intellettuali” con il proposito di ricucire i frammenti in cui è scissa la società d'oggi, priva di certezze e punti di riferimento. Quello di Frammenti Rivista è uno sguardo personale su un orizzonte comune, che vede nella cultura lo strumento privilegiato di emancipazione politica, sociale e intellettuale, tanto collettiva quanto individuale, nel tentativo di costruire un puzzle coerente del mondo attraverso una riflessione culturale che è fondamentalmente critica.

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