Robert Doisneau in mostra a Milano

Davanti ad un hotel parigino due innamorati si scambiano un bacio appassionato mentre i passanti non si curano di loro: è questo il sujet di Bacio dell’Hotel de Ville, l’icona più celebre della storiografia dei baci in fotografia, realizzata da Robert Doisneau.
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Milano, presso lo spazio Oberdan, ospita una mostra che espone più di duecento scatti dell’irriverente fotografo parigino.
Doisneau nasce per strada, alla periferia di Parigi, e ad essa ritorna con uno sguardo democratico: nel corso dell’esposizione il suo bianco e nero immortala monelli, prostitute, commercianti, innamorati e turisti parigini, ma anche i grandi nomi della città, quali Queneau, Picasso, Coco Chanel, Juliette Gréco, Simone de Beauvoir ed Yves Saint-Laurent. Adulti e bambini, celebrità e artisti di strada: tutti trovano posto nella pantagruelica opera del fotografo con pari dignità e poesia. L’essenza di ogni figura si fa presenza e le sfumature di grigio non sono cinquanta, ma infinite, perché diverse a seconda del sorriso, delle pieghe di una gonna accarezzata dal vento e delle rughe d’espressione di ciascun parigino.
Doisneau cammina per Parigi per quasi metà secolo portandone alla luce il fascino eterno, ma anche denunciandone i cambiamenti dovuti alla modernità: le macchine si trasformano in mostri biblici che minacciano i pedoni e il mercato di Les Halles, terra di macellai, panettieri e fiorai di memoria zoliana, è ritratto prima di chiudere per sempre i battenti.  L’antidoto all’apocalittico avvento dell’era moderna sembra essere l’innocenza sbarazzina di una scolaresca che attraversa la strada bloccando il traffico, il sorriso disarmante di una donna incontrata per strada, l’eterno sigillo d’amore degli innamorati.

Le inquadrature di Doisneau immortalano attimi di una quotidianità oramai perduta, senza il tecnicismo così pedante di molti fotografi odierni: la tecnica e i macchinari d’avanguardia si piegano alla molteplicità dei soggetti e celebrano il trionfo della tanto temuta normalità.
Alessandra Di Nunno
Redazione
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