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Scandalo al cinema: quando il sesso
faceva scattare gli interventi della censura

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Estasi, regia di Gustav Machaty, 1933
Estasi, regia di Gustav Machaty, 1933

Hedy Kiesler fa il bagno al fiume, vaga per i boschi e ha un corpo statuario. Niente di strano, se non fosse che la donna è nuda, integralmente. Siamo nel 1934 e una scena così esplicita non si è mai vista sullo schermo, tanto più in un film presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Lussurioso a partire dal titolo, Estasi del cecoslovacco Gustav Machatý regala alla kermesse il primo scandalo della sua storia, suscita la riprovazione del vescovo della città lagunare e il disappunto del Duce che, dopo averlo visionato personalmente, ne impone la proibizione. Come tollerare, del resto, l’esplicita messa in scena di un corpo di donna così lontana dall’angelo del focolare tanto caro al Mussolini-pensiero? Continua a leggere su NPC Magazine

Ginevra Amadio

Ginevra Amadio nasce nel 1992 a Roma, dove vive e lavora. Si è laureata in Filologia Moderna presso l’Università di Roma La Sapienza con una tesi sul rapporto tra letteratura, movimenti sociali e violenza politica degli anni Settanta. È giornalista pubblicista e collabora con riviste culturali occupandosi prevalentemente di cinema, letteratura e rapporto tra le arti. Ha pubblicato tra gli altri per Treccani.it – Lingua Italiana, Frammenti Rivista, Oblio – Osservatorio Bibliografico della Letteratura Otto-novecentesca (di cui è anche membro di redazione), la rivista del Premio Giovanni Comisso, Cultura&dintorni. Lavora come Ufficio stampa e media. Nel luglio 2021 ha fatto parte della giuria di Cinelido – Festival del cinema italiano dedicato al cortometraggio. Un suo racconto è stato pubblicato in “Costola sarà lei!”, antologia edita da Il Poligrafo (2021).

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