«Sesso, bugie e videotape», la sobrietà carnale di Steven Soderbergh

Stregare Wim Wenders non è facile, tanto più se sei un esordiente e il tuo film è una scommessa apparentemente destinata a perdere sul terreno della Croisette. Ma se ci si chiama Steven Soderbergh è possibile avere qualche chance in più, forse perché se si osa, e lo si fa bene, qualche volta si viene ripagati. Sesso, bugie e videotape ha tutti gli elementi per essere una pellicola scandalo da menzionare negli annali senza premi da esibire, e invece vince la Palma d’Oro al 42° Festival di Cannes. Merito di un teutonico presidente di giuria dalle ampie vedute, ma anche di un sofisticato equilibrio di forme in grado si far sì che un film interamente incentrato sul sesso non scada mai nel torbido o […] Continua a leggere su NPC Magazine


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Ginevra Amadio
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