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Se la sociologia ci aiuta a capire il mondo (e a migliorarlo)

7 minuti di lettura

Spesso ci troviamo da soli a sviscerare questioni che non riusciamo pienamente a comprendere, turbati da dubbi che sembrano solo nostri ma, a ben vedere, riguardano la collettività. Non siamo gli unici a voler analizzare quel che succede intorno a noi, da cittadini partecipi, tentando di lasciare un’impronta di cambiamento nel pieno di una rivoluzione digitale, di una pandemia, di una globalizzazione e di un violento capitalismo. Come può la sociologia letteralmente, studio della società aiutarci a capire il mondo che ci circonda?

Come mettere in pratica la factfulness

Anzitutto, è bene affrancarsi dall’etnocentrismo, quel particolare atteggiamento che ci fa mettere al centro dei nostri giudizi e opinioni l’etnia e la cultura alla quale apparteniamo: bisogna capire il perché ci comportiamo, da esseri sociali, in un determinato modo, a partire dalle strutture sociali e dalle istituzioni (scuola, famiglia, gruppi di pari, Stato, regole) con le quali conviviamo in comunità.

La sociologia non aiuta soltanto a comprendere ed essere più consapevoli, può anche far nascere quella scintilla di mutamento e, si spera, miglioramento che porta a un bene maggiore. Uno tra gli uomini più ricchi al mondo, Bill Gates, definisce «guida indispensabile per riflettere sulla chiarezza del mondo» un saggio sociologico intitolato Factfulness e scritto da un medico, statistico e accademico svedese, Hans Rosling. Quest’ultimo ha sviluppato, a partire dai suoi studi, un vero e proprio modo di vedere la realtà basandosi su fatti e dati statistici.

Fonte: ibs.it

Il libro comincia con un test a cui lo scrittore sottopone il lettore, a dimostrazione del fatto che l’essere umano ha un istinto – quasi atavico – che lo porta a considerare il passato migliore rispetto al presente:

La Factfulness è… riconoscere quando riceviamo una notizia negativa e ricordare che le informazioni sugli eventi spiacevoli hanno molte più probabilità di raggiungerci. Quando le cose migliorano, spesso nessuno ci avverte. Così abbiamo sistematicamente un’impressione troppo negativa – e molto stressante – del mondo che ci circonda.

Come riuscire a mettere in pratica i principi della factfulness all’interno di una società – quella virtuale – che ogni giorno ci bombarda di brutte notizie e ci trasmette un panico, spesso, il più delle volte, totalmente immotivato? Forse, attraverso la capacità di porsi dei dubbi, farsi delle domande, e tentare di porvi risposta attraverso collegamenti logici di causa-effetto, i quali, in tal senso, contribuiscono allo sviluppo di un pensiero critico che esuli dal mero fare affidamento alla mole immensa di informazioni a cui siamo esposti.

Per una miglior vita sociale

In tal senso, è lo scrittore e saggista Gianrico Carofiglio che, con il suo libro Della gentilezza e del coraggio, ci offre una serie di precetti quasi educativi da seguire per un miglior vivere civile riguardante l’ambito politico (e non solo). La gentilezza viene definita come «il più potente strumento per disinnescare le semplificazioni che portano all’autoritarismo e alla violenza» e il coraggio

Reazione attiva ai pericoli individuali e collettivi. Esso è dunque il contrario di indifferenza, di inazione, di passività. È il contrario di rassegnazione. Il coraggio è virtù da cittadini consapevoli e, in un’accezione più ampia, da persone che accettano la responsabilità dell’essere umani.

Potremmo, poi, aggiungere un ulteriore tassello agli studi che possono condurci a un miglior vivere sociale: i concetti di cura, empatia e giustizia. Molti sociologi e filosofi se ne sono occupati, tra questi un’accademica italiana, Elena Pulcini, docente di filosofia sociale all’Università di Firenze. Nel 2020, pubblica il saggio Tra cura e giustizia. Le passioni come risorsa sociale. L’autrice sviluppa concetti a favore della tesi per la quale l’uomo può divenire «un “soggetto emozionale”, che, attraverso la dinamica della relazione, sappia distillare dalle passioni la qualità etica e generativa per un mondo migliore».

elena pulcini studiosa di sociologia
Elena Pulcini. Fonte: eventi.comune.re.it

Scoprire la sociologia per essere più libri

Insomma, per riassumere, non sempre gli studi sociali presuppongono visioni pessimistiche della società attuale; Zygmunt Bauman, sociologo, filosofo e accademico polacco, a buon diritto, ha elaborato il concetto di liquidità del mondo, per sottolineare la crisi dell’uomo moderno, in preda a individualismo, consumismo frenato, condivisione continua della quotidianità come valore supremo, fragilità delle relazioni umane. È innegabile che gli aspetti negativi di un mondo in perenne connessione spesso ci assalgono e ci travolgono in un’onda incontrollabile, ma è importante dedicarsi a riflessioni che sviluppiamo attraverso l’aiuto di esperti di studi sociali. Per essere più consapevoli, più partecipi, più liberi.

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Genealogia liquida del consumismo: la modernità di Zygmunt Bauman

In conclusione, la sociologia è una disciplina molto recente ed eterogenea, vasta, sempre aggiornata. L’interesse degli studi in materia deriva proprio dagli aspetti appena citati, nonché dal fatto che noi tutti, esseri sociali, ci troviamo al centro di indagini miranti alla comprensione dei motivi alla base del comportamento e l’atteggiamento col quale ci poniamo rispetto agli avvenimenti quotidiani. Siamo accomunati da un sentire comune, che, se ignoto, spaventa di più.

Giusi Chiofalo

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