Viterbo

Viterbo, breve guida
per una gita culturale

Incastonata in una delle zone più belle del Lazio – la Tuscia –, Viterbo è un gioiello da scoprire in tutta la sua bellezza e particolarità. Noto anche come la Città dei Papi per esser stato sede pontificia nel XII secolo nonché luogo di elezione papale per ventiquattro anni, il comune dell’Alto Lazio ha ospitato nel suo Palazzo Papale il primo conclave della storia, dai cui lavori salì al soglio pontificio Gregorio X.

Il maggiore sviluppo di Viterbo si ebbe dunque in epoca medievale, secondo una marca che ancora caratterizza i suoi vicoli e quartieri. Oltrepassati i circa quattro chilometri di mura intatte, è possibile immergersi in un’atmosfera assolutamente particolare, compiendo un salto nel passato difficilmente rivivibile altrove.

Viterbo

Palazzo Papale
www.canino.info

Il modo migliore per esplorare la città è lasciare la macchina in uno dei parcheggi al di là delle mura e iniziare da Piazza del Plebiscito il proprio tour viterbese. Qui si erge il Palazzo Comunale, risalente alla seconda metà del ‘400 e dotato di un porticato e di un cortile da cui è possibile godere di un bello scorcio sulla città. Proseguendo il cammino, ci si addentra nei quartieri San Pellegrino e Pianoscarano, con case in pietra e scalinate a vista, chiese e chiostri nascosti alla vista e magnifiche piazzette con le loro fontane che si aprono all’improvviso, regalando al visitatore una sensazione di pace e serenità.

Viterbo

Palazzo Comunale – esterno
www.lafune.eu

Viterbo

Palazzo Comunale – interno
www.visit.viterbo.it

Ma Viterbo è anche “capitale” della Tuscia, il cui territorio presenta tracce d’insediamenti neolitici ed eneolitici oltre ad altre, specie nel sottosuolo, di origine etrusca. A quest’ultima epoca risalgono le caratteristiche necropoli rupestri di Castel d’Asso e Norchia, il sito di Acquarossa e la bellissima Tarquinia distante solo un centinaio di chilometri. Relativo al periodo di dominazione romana è, invece, il teatro visibile di Ferento, città distrutta nel 1172 il cui simbolo – la palma – è andato ad affiancare il leone nello stemma della città.

Viterbo

Teatro di Ferento
www.ferento.com

Se etruschi, romani e pontefici medievali non sono abbastanza, ecco allora affacciarsi a Viterbo importanti vestigia rinascimentali, con il segno delle grandi famiglie che hanno dominato la zona per anni (Farnese e Orsini su tutti) lasciate su Palazzo dei Priori e Villa Lante, gioiello dal giardino all’italiana con fontane dai giochi d’acqua e decorazioni importanti.

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Villa Lante (Bagnaia)
it.wikipedia.org

Non solo storia però; a rendere ancor più intrigante il soggiorno a Viterbo intervengono festival e feste patronali, spalmate su un arco di tempo abbastanza lungo in modo da venire incontro alle esigenze degli appassionati.

Sicuramente la città esprime il massimo della sua particolare bellezza durante la prima settimana di settembre, quando si tengono i festeggiamenti in onore di Santa Rosa, patrona della città. La sera del 3 settembre, in particolare, ha luogo il trasporto della celebre “Macchina”, ossia una torre di circa trenta metri portata a spalla da oltre cento uomini per le strette vie del centro. Se l’eccessivo affollamento non fa però al vostro caso, meglio concedersi una o più serate al “Caffeina Festival”, organizzato generalmente tra giugno e luglio; si tratta di una serie di appuntamenti all’insegna di eventi, arte, musica, spettacoli e libri, ed è un’occasione imperdibile per incontrare autori, giornalisti, filosofi, attori, musicisti e artisti nazionali e internazionali. Da non dimenticare poi il “Tuscia in Jazz”, il “Jazz Up”, “Tuscia Opera Festival” e “Festival Barocco”, oltre all’importante “Tuscia Film Fest” che ogni anni richiama registi, attori, produttori e sceneggiatori da tutto il mondo.

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Il trasporto della macchina di Santa Rosa
www.infoviterbo.it

Spazio poi al palato: quando cala la sera è consigliabile fare un giro nei quartieri medievali; all’ora dell’aperitivo l’aria si anima di colpo, offrendo al turista una vasta gamma di locali che in larga parte utilizzano prodotti a km zero: ciliegie, fragole, fichi, nocciole, castagne della zona, ad esempio, sono alla base di numerosi dolci tipici. Una bella occasione per assaggiare le specialità locali circondati dalle costruzioni di una città senza tempo.

Viterbo

Tuscia Film Fest
www.tusciafilmfest.com

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Ginevra Amadio
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