Indagando il contemporaneo: il Festival Immersioni a Milano

Dal condominio alle strade della città, dalle sex workers alle comunità feline: Milano diventa un laboratorio teatrale diffuso, un atlante di voci e corpi che prova a decifrare il nostro presente
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Martedì 9 settembre è iniziato il Festival Immersioni al Piccolo Teatro di Milano e in diversi quartieri della città.

Nuovi spazi e nuova drammaturgia

Un’immersione, letteralmente, che disegna nuovi atlanti artistici lungo le rotte metropolitane meno battute ed elegge la nuova drammaturgia a strumento privilegiato di indagine sulla contemporaneità e le sue trasformazioni

Lanfranco Li Cauli, Direttore Generale del Piccolo Teatro di Milano

Il Festival Immersioni ha come obiettivo quello di coinvolgere la città nei processi creativi e quindi nella vita culturale. Il focus è il rapporto tra teatro e città, e facilmente si lega al titolo della nuova stagione del Piccolo Teatro, «Complemento di relazione». Così dice il direttore artistico Claudio Longhi: «Si genera, così, proprio in apertura di programmazione, quasi come ex ergo, una grammatica artistica, condivisa e intrecciata, che fa del dialogo – in senso etimologico parola che attraversa e mette in comunicazione mondi – la camera oscura di un’istantanea del presente, lungo le coordinate del tempo e dello spazio».

Dai quartieri al teatro: Indagine Milano

Ciò che avviene in preparazione al, e durante il festival, è che degli artisti, principalmente under35, abitano i quartieri e da questo rapporto nascono delle performance che poi vengono presentate al Piccolo Teatro Grassi o nei quartieri come rappresentazioni site-specific. Dal 9 al 21 settembre ci saranno dieci spettacoli in teatro e quattro performance.

Andrea Campani, Direttore Artistico del Festival, definisce il cuore di Immersioni gli spettacoli nati nel progetto Indagine Milano nei quartieri della città. Gli spettacoli sono: Unione gattara milanese, Housing First, 96.99.92, Cercando Carla e PASSÆGGI SONORI.

Relazione con i luoghi

Unione gattara milanese è una creazione speciale costituita da un’assemblea straordinaria e pubblica per parlare dei bisogni della comunità felina e di coloro che se ne prendono cura. L’invito è di immaginare una città fatta di collaborazione interspecie. Housing First è un’asta immobiliare surreale dove il pubblico può esercitare un potere d’acquisto fittizio in cui si va a riflettere sul delicato tema dell’abitare.

96.99.92 porta invece sul palco le esperienze reali di Silvia Guerrieri in qualità di volontaria in un’unità di strada a sostegno delle sex workers. Cercando Carla è la restituzione pubblica di un poema-spettacolo che prende ispirazione da La ragazza Carla di Elio Pagliarini, attraverso quel testo ci si interroga su quale volto possa avere Carla oggi, in una generazione che cerca ancora il proprio posto. PASSÆGGI SONORI è «un viaggio di ascolto nel quartiere Gallaratese, dove i suoni quotidiani diventano tracce da esplorare attraverso i quattro modi della coscienza teorizzati da Pauline Oliveros».

Le altre Immersioni

Si aggiungono a quelli nei quartieri altri progetti di ricerca che proseguiranno nel tempo, ma che nel contesto di Immersioni iniziano a proporre una prima restituzione pubblica. Aurore è una performance che nasce dall’incontro danzante tra adulti e bambini. Il movimento diventa un linguaggio universale e fonte di rinnovamento. Il pubblico sarà invitato ad assistere a una conferenza performativa anche per Sogno di una Cascina di Mezza Estate in cui viene raccontato uno spettacolo immersivo e itinerante negli spazi di CasciNet.

Rimaniamo sugli spettacoli itineranti con Détournement 2.0 guida ad uno smarrimento volontario, un’esperienza performativa in cui il pubblico è invitato a seguire una mappa del quartiere Stadera per scoprire i vari momenti performativi interattivi proposti dalla compagnia Broken jump. Veniamo coinvolti in un rito di passaggio nella performance SUBURBIA DREAM dove insieme a donne che hanno segnato il territorio si esplora lo spazio attraverso la memoria e la celebrazione.

Direttamente dal MiOff Fringe Festival arriva The sensemaker, un duello surreale tra una donna e una segreteria telefonica che esplora la disumanizzazione della tecnologia. Sempre a tematica digitale è MASS!, una messa laica che esplora le sfide del prossimo futuro: la disgregazione comunitaria, la transitorietà del corpo digitale e la scomparsa del Pianeta.

Ritorni e partenze

Richiamati dopo dieci anni di tournée, Marleen Scholten riporta a Milano Chi è il vero italiano?, in cui una riunione di condominio diventa specchio dell’Italia nelle sue tradizioni e contraddizioni. Il Festival si chiude infine con Le Voci di Figino che si prospetta come un percorso artistico e partecipativo che intreccia le storie del borgo nuovo e del borgo vecchio, fino ad arrivare a una restituzione finale aperta a tutta la cittadinanza.

Non solo performance

All’interno del Festival Immersioni ci saranno poi la consegna del Premio Carlo e il lancio della fanzine Tafferuglio.

Il Premio Carlo Annoni celebrerà i migliori testi teatrali che affrontano tematiche LGBTQIA+ e la diversità nell’amore. Tafferuglio è invece una fanzine cartacea «che prova a indagare il confine tra reale e surreale un quartiere di Milano alla volta».

Tutti gli spettacoli al Piccolo Teatro di Milano avranno un prezzo calmierato di 10 euro (ridotto 5 euro).
Siamo tutti invitati a immergerci fino in fondo grazie alle parole di Andrea Campani:

In un tempo segnato sempre di più da disuguaglianze, solitudini e fratture sociali, scegliamo di immergerci nei quartieri, di lavorare con le comunità, di ascoltare storie invisibili e trasformarle in materia artistica. Crediamo che il teatro non sia soltanto rappresentazione, ma un modo per costruire legami, per rendere visibile ciò che spesso resta nascosto, per creare momenti di incontro reale. […] Questo significa riconoscere che la cultura non è un lusso né un bene marginale, ma un diritto di tutte e di tutti. Un gesto politico e collettivo che rende la cultura accessibile, condivisa, vitale, e che può aiutarci a immaginare comunità più solidali, più umane

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Marialuce Giardini

Diplomata al liceo classico, decide che la sua strada sarà fare teatro, in qualsiasi forma e modo le sarà possibile.
Segue corsi di regia e laboratori di recitazione tra Milano e Monza.
Si è laureata in Scienze dei Beni Culturali nel 2021

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