Dieci delitti che hanno fatto la storia

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1. Caino e Abele: l’archetipo

Quando/Dove: nella narrazione della Genesi, agli albori dell’umanità
Assassino: Caino
Vittima: Abele
Movente: gelosia e rabbia dopo che Dio ha preferito l’offerta di Abele a quella del fratello
Impatto storico e culturale: il primo omicidio della tradizione biblica e uno dei grandi miti archetipici della cultura mediterranea.

Caino e Abele sono fratelli, uno pratica l’agricoltura e l’altro la pastorizia. Entrambi offrono a Dio parte dei propri beni: l’offerta di Abele viene accolta, quella di Caino no. Quest’ultimo si adira e uccide il fratello. Dio lo condanna a una vita da fuggiasco e vagabondo, ma gli impone anche un segno affinché nessuno lo uccida per vendetta. Non è un fatto storico documentabile, ma proprio per questo è il punto di partenza ideale: è già una storia di movente, vittima, colpevole e punizione, destinata a vivere ben oltre la propria narrazione originaria, «profetizzando» le tristi tendenze dell’umanità.

2. Socrate: la coerenza
Quando/Dove: 399 a.C., Atene
Assassini: la polis ateniese, attraverso il tribunale che lo condannò a morte
Movente: accuse di empietà e di corruzione dei giovani; tensioni politiche e culturali dell’Atene uscita dalla guerra del Peloponneso
Impatto storico e culturale: simbolo del martirio filosofico e dell’intellettuale disposto a difendere le proprie convinzioni fino alle estreme conseguenze.

Nel 399 a.C. Socrate viene processato ad Atene con due accuse: non riconoscere gli dèi della città e corrompere i giovani con le sue pratiche. Viene dichiarato colpevole e condannato a morte. Il processo arriva in una città ancora segnata dalla sconfitta nella guerra del Peloponneso e dalla violenta esperienza del regime oligarchico dei Trenta tiranni. Come raccontato da Platone, Socrate avrebbe la possibilità di fuggire, ma rifiuta: violare le leggi della città per salvarsi significherebbe contraddire i principi ai quali ha dedicato la propria vita. La morte diventa parte della filosofia. Non sappiamo quanto il Socrate raccontato da Platone coincida con quello storico, ma proprio quel racconto ha plasmato per secoli l’immagine del filosofo: un uomo che, posto davanti alla scelta tra la vita e la rinuncia alle proprie convinzioni, sceglie la coerenza.

3. Giulio Cesare: la politica

Quando/Dove: 15 marzo 44 a.C., Roma
Assassini: un gruppo di senatori, tra cui Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino
Movente: impedire a Cesare di trasformare il potere personale (e l’autorità indiscussa) in una forma di monarchia; salvare, di conseguenza, la Repubblica
Impatto storico: l’assassinio provocò una nuova fase di guerre civili, concluse con la vittoria di Ottaviano e la nascita del principato.

Cesare viene assassinato durante una riunione del Senato. I congiurati sono convinti che eliminare il dittatore significhi restituire la libertà alla Repubblica romana. Ottengono però il risultato opposto: alla fine delle guerre civili, sarà Ottaviano, suo erede politico, a emergere vittorioso e a inaugurare il nuovo ordine imperiale. Ma il delitto ha avuto una seconda vita altrettanto importante: al punto che le Idi di marzo diventano per sempre sinonimo di tradimento e assassinio politico.

4. Ipazia di Alessandria: il simbolo

Quando/Dove: marzo 415, Alessandria d’Egitto
Assassini: una folla di uomini fomentati dal patriarca Cirillo
Movente: il contesto di violenti conflitti politici tra il prefetto Oreste e il patriarca Cirillo; Ipazia fu accusata di ostacolare una riconciliazione tra i due
Impatto storico e culturale: la sua morte è stata trasformata nei secoli in un simbolo della libertà intellettuale, della filosofia e dell’emancipazione femminile.

Filosofa neoplatonica, matematica e astronoma, Ipazia era una delle figure intellettuali più rilevanti dell’epoca in cui visse. Nel 415 venne aggredita e uccisa da una folla cristiana, nel clima di una lotta di potere. La sua morte acquisì un significato completamente nuovo nei secoli successivi. Con l’Illuminismo Ipazia divenne un simbolo dell’opposizione al fanatismo religioso, nell’Ottocento venne romanticizzata come martire della ragione e, in epoca contemporanea, come figura esemplare nella storia delle donne nella scienza, colpevoli, appunto, di essere donne.

5. Edoardo V e Riccardo di York: il mistero

Quando/Dove: 1483, Londra
Assassino: avvolto dal mistero
Vittime: re Edoardo V e suo fratello Riccardo, duca di York
Movente: se furono assassinati, è quasi certo che fosse legato alla lotta per il trono
Impatto storico e culturale: la loro scomparsa è diventata uno dei più celebri misteri della storia inglese e ha contribuito alla leggenda nera di Riccardo III.

Nell’estate del 1483 due ragazzi della famiglia reale, di 13 e 10 anni, vennero rinchiusi nella Torre di Londra dopo che la loro legittimità al trono era stata negata. Dopo l’estate di quell’anno non esistono più testimonianze della loro presenza. Molti storici ritengono che i due siano stati assassinati, ma non abbiamo una prova diretta né un colpevole definitivamente identificato. Lo zio, diventato re con il nome di Riccardo III, è stato a lungo considerato il principale sospettato, ma le fonti sono tarde, controverse e spesso condizionate dalla propaganda della dinastia Tudor (che sarebbe salita sul trono già nel 1485, dopo averlo sconfitto). La scomparsa dei fratelli ha tuttavia avuto una conseguenza culturale enorme: ha trasformato Riccardo III in uno dei grandi cattivi della storia inglese, un’immagine poi consacrata dalla tragedia di Shakespeare, e rappresenta un mistero di cui forse non avremo mai la soluzione.

6. I Borgia: il potere

Quando/Dove: tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, Roma e Italia
Protagonisti: papa Alessandro VI, Cesare e Lucrezia Borgia e la loro famiglia
Assassini: non accertabili; le accuse di omicidio e avvelenamento appartengono in larga parte alla polemica e alla costruzione della leggenda dei «machiavellici» e spietati Borgia
Movente: nelle accuse contemporanee e successive, la conquista e la conservazione del potere
Impatto culturale: la famiglia Borgia diventa uno dei grandi archetipi della famiglia rinascimentale, animata da corruzione, veleni e delitti.

I Borgia sono una famiglia trasformata in una dinastia criminale dall’immaginario collettivo. La morte di Alessandro VI nel 1503 è un esempio perfetto: fu improvvisa e alimentò immediatamente voci di avvelenamento, anche perché circolò la storia secondo cui il papa e il figlio Cesare avrebbero accidentalmente ingerito il veleno destinato a un cardinale. Le ricostruzioni storiche moderne tendono però a considerare più plausibili cause naturali, come una febbre o la malaria. Ancora più famosa è la reputazione di Lucrezia Borgia, trasformata nei secoli in una seduttrice e avvelenatrice seriale. Il veleno, del resto, è il delitto perfetto per l’immaginazione: invisibile, difficile da provare e capace di trasformare qualsiasi morte improvvisa in un caso da approfondire.

7. Marat: l’ideale

Quando/Dove: 13 luglio 1793, Parigi
Assassina: Charlotte Corday
Vittima: Jean-Paul Marat
Movente: Corday, simpatizzante dei girondini, considerava Marat e la politica radicale dei suoi sostenitori i maggiori responsabili della violenza rivoluzionaria; lei e i suoi speravano che eliminarlo potesse svoltare la situazione

Impatto storico e culturale: Marat diventò un martire della Rivoluzione e il suo assassinio venne trasformato in una delle immagini politiche più celebri della storia dell’arte.

Marat era nella vasca da bagno in cui trascorreva buona parte delle sue giornate per trovare sollievo dalla sua malattia della pelle, quando Charlotte Corday entrò nella sua casa per pugnalarlo. Quattro giorni dopo, Corday venne ghigliottinata. La morte di Marat non indebolì la Rivoluzione radicale, ma venne abilmente strumentalizzata. La morte di Marat di Jacques-Louis David la trasformò in un’immagine quasi sacra: il corpo, il sangue, la vasca e la lettera tra le mani.

8. Francesco Ferdinando: la famosa goccia

Quando/Dove: 28 giugno 1914, Sarajevo
Assassini: Gavrilo Princip e il gruppo di nazionalisti bosniaco-serbi coinvolto nel complotto
Movente: nazionalismo e opposizione al dominio austro-ungarico in Bosnia-Erzegovina
Impatto storico: l’assassinio fu il pretesto che in poche settimane portò allo scoppio della Prima guerra mondiale.

Francesco Ferdinando, erede al trono austro-ungarico, era in visita a Sarajevo insieme alla moglie Sophie: la Bosnia era stata riannessa all’impero da pochi anni. Il primo attentato fallisce: una bomba lanciata contro la loro automobile esplode contro il veicolo che segue. Più tardi, per una serie di circostanze quasi incredibili, l’automobile dell’arciduca si ritrovò davanti a Gavrilo Princip, che sparò uccidendo Francesco Ferdinando e la consorte. Fu il detonatore di una crisi internazionale, ma non la causa unica della guerra. Nazionalismi, rivalità imperiali, militarizzazione e sistema delle alleanze avevano già reso l’Europa estremamente instabile, in attesa solo di questa scintilla che le diplomazie non furono in grado di spegnere (o non lo vollero).

9. John F. Kennedy: l’evento mediatico

Quando/Dove: 22 novembre 1963, Dallas
Assassino: Lee Harvey Oswald secondo la Commissione Warren; la House Select Committee on Assassinations concluse nel 1979 che Kennedy era stato probabilmente assassinato come risultato di una cospirazione, pur senza identificare altri colpevoli
Movente: la Commissione Warren attribuì il movente a Oswald sulla base della sua biografia e delle sue convinzioni, ma non stabilì un movente unico e definitivo
Impatto storico e culturale: trauma nazionale, trasformazione dell’assassinio in evento mediatico globale e nascita di una delle più durature culture del complotto del Novecento.

Di diverso rispetto ai precedenti, c’è che il delitto di Kennedy venne filmato. Le immagini vennero diffuse e analizzate, mentre la televisione seguì quasi ininterrottamente gli sviluppi dell’assassinio e dei giorni successivi. La Commissione Warren, istituita nel 1963, concluse che Oswald aveva agito da solo e che non vi erano prove di un piano più ampio. Nel 1979, però, la House Select Committee on Assassinations arrivò a una conclusione diversa: ritenne che Kennedy fosse probabilmente vittima di una cospirazione, sulla base soprattutto di prove che indicavano la probabilità di un secondo tiratore. Questo contrasto è importante proprio perché ci porta al cuore del fenomeno Kennedy: il mistero è diventato parte integrante della storia del delitto. Le successive indagini e le infinite teorie del complotto hanno trasformato l’assassinio in qualcosa che va oltre il fatto storico.

10. Alexei Navalny: il dissenso
Quando/Dove: 16 febbraio 2024, colonia penale Kharp, Russia
Vittima: Alexei Navalny
Responsabili: le circostanze della sua morte sono state oggetto di controversie e accuse; le autorità russe hanno attribuito il decesso a cause naturali, mentre Navalny e i suoi sostenitori avevano denunciato per anni persecuzioni e tentativi di eliminarlo
Movente: la sua opposizione politica al governo di Vladimir Putin
Impatto storico e culturale: la sua morte trasforma Navalny in uno dei principali simboli contemporanei della dissidenza e dello scontro tra opposizione e potere autoritario.

Navalny aveva costruito la propria notorietà denunciando la corruzione delle élite russe e trasformando internet in uno strumento di opposizione politica. Nel 2020 venne avvelenato con un agente nervino appartenente alla famiglia dei Novičok. Dopo le cure in Germania, aveva deciso di tornare in Russia, nonostante i rischi: al suo arrivo era stato arrestato e condannato a una lunga serie di pene detentive. Negli anni successivi le sue condizioni di prigionia erano peggiorate, ma Navalny continuava comunque a comunicare con i suoi sostenitori e a denunciare il sistema politico russo.

Il 16 febbraio 2024 le autorità russe hanno annunciato la sua morte nella colonia penale di Kharp. La versione ufficiale attribuisce il decesso a cause naturali, ma la morte ha suscitato immediatamente accuse e richieste di indagine indipendente. Non c’è una scena del crimine, né un assassino definitivamente riconosciuto da un tribunale. C’è invece una lunga storia di persecuzione, avvelenamento, incarcerazione e opposizione politica che culmina nella morte del principale oppositore di un regime contemporaneo. Il tutto sotto gli occhi del mondo.


Illustrazione di Emanuele Alvod

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Daniele Rizzi

Nato nel '96, bisognoso di sole e di pace. Sono specializzato in storia medievale, insegno lettere alle medie. Mi fermo sempre ad accarezzare i gatti per strada.

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