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«Accattone»: il cinema degli esclusi

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In una Roma che non conosce “dolci vite”, Accattone porta sullo schermo quel sottoproletariato che Pasolini vede rapidamente morire, inghiottito nel gorgo profondo del qualunquismo, del conformismo borghese di una città che va conoscendo il suo lato disumanizzante.

Le borgate, a Roma, non esistono più. Ci sono le periferie, quei grandi agglomerati urbani sorti ai margini della vita pulsante, quegli immensi paradisi dei palazzinari nati da una colata di cemento figlia della speculazione edilizia rampante, con un palazzo di quattro piani affiancato da un casermone che ne conta quindici, duecento famiglie, volti sconosciuti. [continua a leggere su npcmagazine.it]

 


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Ginevra Amadio

Ginevra Amadio nasce nel 1992 a Roma, dove vive e lavora. Si è laureata in Filologia Moderna presso l’Università di Roma La Sapienza con una tesi sul rapporto tra letteratura, movimenti sociali e violenza politica degli anni Settanta. È giornalista pubblicista e collabora con riviste culturali occupandosi prevalentemente di cinema, letteratura e rapporto tra le arti. Ha pubblicato tra gli altri per Treccani.it – Lingua Italiana, Frammenti Rivista, Oblio – Osservatorio Bibliografico della Letteratura Otto-novecentesca (di cui è anche membro di redazione), la rivista del Premio Giovanni Comisso, Cultura&dintorni. Lavora come Ufficio stampa e media. Nel luglio 2021 ha fatto parte della giuria di Cinelido – Festival del cinema italiano dedicato al cortometraggio. Un suo racconto è stato pubblicato in “Costola sarà lei!”, antologia edita da Il Poligrafo (2021).

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