Sedurre in 10 mosse: i consigli dell’«Ars amatoria» di Ovidio

La conquista della persona amata, si sa, non è impresa facile. È difficile, in particolare, mantenersi in equilibrio tra il celare il proprio interesse, con il rischio che l’oggetto dei desideri migri verso altri orizzonti, e il porsi in maniera troppo sfacciata, cosa che potrebbe infastidire anziché attrarre. Insomma, come suscitare interesse? È un problema che evidentemente ha accomunato gli uomini di ogni epoca se Ovidio, già nel I secolo d.C., ha sentito la necessità di proporre una soluzione. La giocosa risposta del poeta all’annosa questione è un libro, l’Ars amatoria (L’arte di amare).

Ars amatoria
Two lovers. Medallion mosaic (3rd-4th CE) from the cubicle of erotic scenes in the Villa del Casale, Piazza Armerina, Sicily, Italy.

L’Ars amatoria di Ovidio

Il titolo, Ars amatoria, ricalcava ironicamente quello dei manuali di retorica diffusi all’epoca del poeta (Ars oratoria) e proprio come questi ultimi si proponeva di fornire una serie di precetti attraverso cui il lettore poteva trasformarsi in un perfetto dongiovanni. A questo proposito, è interessante la scelta del termine ars che indica non una sapienza innata, ma qualcosa che è possibile apprendere attraverso un attento studio e un rigoroso esercizio: un po’ come dire che seduttori non si nasce, ma si diventa! Ovidio si offre come praeceptor Amoris (maestro d’amore) per chiunque lo voglia ascoltare, mettendo a disposizione la propria esperienza personale, vera o presunta che sia. Il manuale si compone di tre parti, corrispondenti ad altrettanti libri: i primi due dedicati agli uomini, in cui si spiega come conquistare e come tenere legata a sé una donna; l’ultimo dedicato – colpo di scena – proprio alle donne, che devono anch’esse essere in grado di attrarre l’uomo dei loro sogni.

Ars amatoria

Ovidio afferma che la sua è un’opera senza tempo e che i suoi suggerimenti varranno anche per i posteri. Sarà vero? Intanto, ecco dieci consigli del poeta latino per conquistare una donna.

I 10 consigli dell’Ars amatoria di Ovidio

1. Trovare la donna giusta. Come il cacciatore, anche l’aspirante amante non può pretendere che la preda gli cada davanti agli occhi, ma deve darsi da fare con pazienza. La persona giusta va cercata nei luoghi frequentati dalle donne, nelle feste e nei teatri. Per fortuna, le donne hanno oggi molta più libertà di movimento rispetto a duemila anni fa, ma il suggerimento non è da trascurare: l’oggetto del desiderio va scelto con cura.

2. Cercare un contatto. È importante cercare un contatto fisico con la persona amata, pur senza mancarle mai di rispetto. È sufficiente sederle vicino (il teatro è il luogo ideale, secondo Ovidio), raccoglierle il fazzoletto caduto, farle aria con il ventaglio se fa caldo. Anche iniziare una conversazione con un pretesto banale (l’intramontabile: «Scusa, sai che giorno è oggi?») è una buona idea; a quel punto l’uomo di cultura potrà incantarla rispondendo a tutte le sue curiosità.

3. Il vino aiuta. Una leggera ebbrezza può aiutare a rompere il ghiaccio, ma attenzione a non esagerare! Bisogna evitare ad ogni costo l’ubriachezza completa per non fare brutte figure e pregiudicarsi per sempre la riuscita del corteggiamento. L’eccessiva ebbrezza, inoltre, combinata con la penombra della sera, può far risultare desiderabile anche una donna brutta e nessuno vorrebbe una sorpresa sgradevole il giorno dopo. Insomma, se non si regge l’alcol, per concedersi qualche licenza in più è meglio fingersi brilli.

4. Farsi amica l’amica della donna amata. La complicità di un’ancella poteva essere preziosa per incontrare furtivamente la donna amata, mandarle delle lettere, spiare i suoi movimenti. Ovidio, però, raccomanda cautela: una donna che si sente rifiutata per un’altra può diventare pericolosa.

5. Fare molte promesse. Le promesse fatte all’amata, secondo Ovidio, non devono per forza essere rispettate; l’importante è farne molte, tutte quelle che si reputano necessarie. A queste vanno aggiunti i regali, ma non troppi, così che la donna non possa fuggire una volta ottenuto quello che vuole.

Ars amatoria

6. Curare l’igiene personale. Niente per una donna è peggio di un uomo che non cura se stesso. È sufficiente un’eleganza sobria: vesti pulite e curate, barba e capelli ben tagliati e una particolare attenzione all’alito, che non deve far scappare le persone con cui si parla.

7. Esprimere i sentimenti. Riempire la donna di complimenti e attenzioni è un’ottima tecnica. Il perfetto seduttore deve far sentire la propria donna amata e per raggiungere questo scopo non deve risparmiarsi, arrivando, se necessario, anche alle lacrime. Le lettere d’amore sono un obbligo, ma non devono essere troppo elaborate o rischieranno di sembrare false.

8. Mai forzare la donna. Oggi questo sarebbe un reato, mentre all’epoca era piuttosto comune che una donna venisse obbligata ad avere rapporti non desiderati. A maggior ragione è apprezzabile il consiglio di Ovidio: tutto ciò che un uomo vuole può essere ottenuto con le lusinghe, i complimenti, i baci rubati senza far male.

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9. Sapere quando arrendersi. Potenzialmente, ogni donna può essere conquistata. È importante che sia l’uomo a fare il primo passo –« hai mai visto qualche donna corteggiare Giove?» chiede il poeta – ma senza dichiarare subito le sue intenzioni. È utile anche iniziare fingendosi amico della donna, per poi avvicinarla in un secondo momento. Se, però, l’amata non ha intenzione di cedere, è inutile insistere fino allo sfinimento: meglio cercare una donna più disponibile.

10. Non lodare la donna amata con l’amico. Confidarsi con gli amici va bene, ma attenzione a non esagerare o qualcuno, incuriosito dalla bellezza e dalle virtù dell’amata, potrebbe decidere di farsi avanti. «Dagli amici mi guardi Dio, che ai nemici penso io

pomepi

L’insegnamento di Ovidio

I consigli contenuti ne l’Ars amatoria del maestro d’amore Ovidio si applicano evidentemente ad una società molto diversa dalla nostra, in prevalenza maschilista e in cui la donna era vista solo come potenziale oggetto di desiderio, quasi priva di una propria volontà. Ma, d’altra parte, nemmeno questo manuale ha la pretesa di essere Verità assoluta: più volte il poeta ripete che l’Ars amatoria è un ludus, un gioco, e alla fine della parte riguardante la seduzione mette prudentemente le mani avanti, dicendo che non può garantire alcun risultato perché ogni donna è diversa dalle altre. E allora c’è qualche insegnamento che ancora oggi possiamo trarre da tutto questo?

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L’arte della seduzione descritta da Ovidio ne l’Ars amatoria, benché si esplichi in numerosi accorgimenti, può essere riassunta in una sola parola: finzione. Ma per i latini la finzione non è esattamente quello che noi intendiamo oggi: è l’atto del plasmare, del costruire qualcosa dal nulla modellandolo a nostro piacimento, come fa il vasaio con l’argilla. Conquistare una persona è in parte questo: modellarsi sui suoi gusti e sulle sue preferenze, sforzarsi di capire cosa le piace e di farlo piacere a noi stessi. Tutte le tecniche elencate sopra sono solo declinazioni di questo principio generale e sulla loro efficacia nessuno – nemmeno Ovidio! – può garantire. A parte per la numero 6: di quella possiamo garantire l’efficacia eterna.

 


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