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«Unidad» di Bohyun Yoon e l’erotismo che si crea nell’ombra

Tagliare, distorcere, riassemblare, ricostruire e frammentare il corpo umano per dare vita ad un'immagine erotica. «Unidad» di Bohyun Yoon è un'opera unica nel suo genere.

2 minuti di lettura

Bohyun Yoon, artista coreano classe 1976, ha elaborato un’opera unica nel suo genere, un’installazione che richiama l’illusione, sorprendendo spettatori e spettatrici grazie a giochi di luci e di ombre. L’opera si basa su bambole-manichino rotte: un concetto che potrebbe richiamare una mostra dai toni cupi. Eppure le bambole, appese e posizionate con un preciso studio delle luci e, soprattutto, delle ombre che esse proiettano, vanno a creare disegni erotici sul muro bianco dove l’ombra dell’oggetto si proietta.

Bohyun Yoon

Si chiama Unidad, è visibile a New York e si tratta di un’installazione sospesa unica nel suo genere, che non può mostrarsi senza l’aiuto dei giochi di luce e delle proiezioni dell’ombra: ad un primo impatto infatti chi guarda incontra solo bambole di plastica che fluttuano nell’aria, appese a delle corde e “a pezzi”, ma osservando la parete, si sviluppano le posizioni sessuali che, corpo frammentato dopo corpo frammentato, si vengono a creare grazie all’azione della luce.

Dalla forma astratta e perturbante di gambe, braccia, piedi e corpi di bambole appese in una stanza, al caos dell’eros presentato dall’artista nella semplicità di una grande ma dettagliata ombra, suggestiva ed esplicita insieme. Un’installazione che, in fasi diverse, può creare sensazioni diverse, dallo sgomento alla sorpresa.

Bohyun Yoon

Lo scopo, secondo l’artista Bohyun Yoon, è tagliare, distorcere, riassemblare, ricostruire e frammentare il corpo umano – qui in forme, colori e “pezzi” diversi – per dare vita ad un’immagine caotica, e in questo caso erotica, dell’essere umano. L’artista, nato in Corea e poi vissuto tra gli Stati Uniti e il Giappone, si ispira alle sue esperienze sociali ed artistiche per le sue installazioni: la sua arte – spiega Bohyun Yoon – sfrutta il corpo come materiale da plasmare con lo scopo ultimo di esplorare la sfera sociale, pubblica e privata, scoprendo per esempio la relazione tra le persone e la loro fisicità, a livello tanto intimo quanto culturale.

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Dalila Forni

1991. Studentessa di Lingue e Letterature Europee ed Extraeuropee a Milano. Vivo di letteratura, pastasciutta e buona birra.

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